25 Febbraio 2026
Fonte: imagoeconomica
Nell’ultima previsione del ministero dell’Economia sul Bilancio del 2026, allegata alla Manovra finanziaria, vengono stimati i costi degli interessi dei prestiti legati al Pnrr. Una stima in aumento, che arriverà al suo picco nel 2027, per poi scendere progressivamente, vista anche la fine del programma di finanziamento.
Nel 2026 l’Italia dovrà versare 2,8 miliardi di euro di interessi sui prestiti ottenuti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il nostro Paese ha ricevuto in totale 194,4 miliardi di euro, dei quali 122,6 erano prestiti che andranno restituiti all’UE. I restanti 71,8 miliardi di euro erano invece contributi a fondo perduto.
Gli interessi hanno avuto un andamento progressivo negli anni in cui l’Italia ha iniziato a ripagare i prestiti europei. Da 500 a 850 milioni per il 2024 e da 710 milioni a 2 miliardi per il 2025, nonché da 2,5 a 2,8 miliardi per il 2026. Questa tendenza proseguirà anche nel 2027, quando ci sarà il picco dei costi a 3,4 miliardi di euro.
Da quel momento gli interessi inizieranno a calare, perché nel 2026 il Recovery Plan avrà termine. Non ci saranno più nuovi prestiti e di conseguenza, man mano che l’Italia ripagherà le vecchie rate, anche gli interessi scenderanno.
La ragione di questi aumenti però è anche dovuta all’aumento dei tassi di interesse. Quando furono distribuite le prime rate il costo del denaro era a zero e di conseguenza gli interessi sui prestiti erano nulli. Negli anni successivi la crescita economica ha causato un aumento dell’inflazione, che ha spinto la Banca centrale europea a modificare i tassi di interesse.
Il picco è arrivato nel 2024, quando il costo del denaro ha raggiunto il 4,5%. Ora è al 2% e tale dovrebbe rimanere, a meno di grandi scossoni sui mercati internazionali, fino alla fine del 2026.
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