25 Febbraio 2026
Massimiliano Cipolletta, vice presidente di Unioncamere Piemonte
Secondo i dati diffusi da Unioncamere Piemonte, in sinergia con Intesa Sanpaolo e Unicredit, l'Industria Piemontese ha chiuso il 2025 con un aumento medio della produzione del 1,4%, una domanda estera molto reattiva (+6,5%) ed un fatturato a +3,3%.
Dopo un 2024 caratterizzato da una costante ma lieve erosione dei volumi produttivi, l’economia del Piemonte ha invertito la rotta nell’anno appena concluso. Secondo i dati diffusi da Unioncamere Piemonte, in sinergia con Intesa Sanpaolo e Unicredit, il comparto industriale ha chiuso il 2025 con un incremento medio dell’1,4%. Questo risultato è il frutto di una ripresa vigorosa culminata nell'ultima parte dell'anno: nel quarto trimestre, infatti, la produzione ha segnato un balzo del 3,5%, mettendo definitivamente alle spalle i segni negativi (compresi tra il -0,4% e il -1,1%) che avevano scandito i mesi precedenti.
Il percorso di recupero non è stato immediato, ma ha seguito una traiettoria di accelerazione progressiva. L'anno si era aperto con una contrazione dell'1,7% nel primo trimestre, per poi passare in territorio positivo già in primavera (+1,2% tra aprile e giugno) e consolidarsi nel terzo trimestre con un +2,5%. L'exploit finale di fine anno ha visto la città di Torino recitare un ruolo di primo piano, con un incremento della produzione che ha raggiunto il 6,4%, trainando l'intera regione verso l'uscita dalla fase di stagnazione.
La nuova vitalità del sistema produttivo locale poggia su pilastri tecnologici e strategici ben precisi. Comparti come l'aerospazio, l'elettronica e l'alimentare si sono confermati i veri motori della crescita, evidenziando l'elevata competitività del territorio. Massimiliano Cipolletta, vice presidente di Unioncamere Piemonte, ha sottolineato come la crescita sia stata corale, coinvolgendo tutte le province piemontesi. Questa dinamica diffusa spinge le istituzioni camerali a rafforzare il supporto alle imprese, con l'obiettivo di sostenere i processi di transizione e innovazione necessari per mantenere il passo sui mercati globali.
Nonostante il clima di generale ottimismo, il settore automobilistico continua a manifestare segnali di sofferenza. I volumi dei veicoli prodotti sono rimasti stabili rispetto ai livelli minimi dell'anno precedente, mentre il comparto della componentistica ha registrato una flessione dell'1%. Le speranze di un'inversione di tendenza sono riposte nel debutto della Fiat 500 ibrida, avviato in autunno: sebbene questa novità produttiva possa migliorare gli indicatori nel corso del 2026, resta aperta la questione delle criticità strutturali dello stabilimento di Mirafiori, non ancora risolte dal nuovo modello.
Il buon momento della produzione è supportato dalla solidità di tutti gli altri parametri economici. Gli ordinativi complessivi sono cresciuti del 3,3%, spinti in particolare da una domanda estera molto reattiva (+6,5%), mentre il fatturato ha seguito la medesima linea di crescita (+3,3%). Anche l'efficienza degli impianti mostra segnali di ripresa, con un tasso di utilizzo che risale al 64,4% e ordini garantiti per oltre dieci settimane di attività. L'indagine, che ha coinvolto oltre 1.700 aziende per un valore di fatturato di circa 53 miliardi di euro, restituisce l'immagine di un Piemonte resiliente.
La performance piemontese si inserisce in un contesto italiano che, pur nella prudenza, conferma la propria tenuta. Il PIL nazionale ha registrato un +0,5% nel 2025, con proiezioni che indicano un ulteriore miglioramento allo 0,7% per l'anno in corso. Nonostante le difficoltà del manifatturiero a livello europeo e le tensioni internazionali, il sistema produttivo italiano dimostra una capacità di adattamento che gli permette di restare in area di espansione.
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