25 Febbraio 2026
David Ellison, AD e Presidente Parmount
Warner Bros ha ricevuto un’offerta per l’intero acquisto dell’azienda da parte di Paramount, il valore complessivo della proposta è di 78 miliardi di dollari, corrispondenti a 31 dollari per azione, in aumento rispetto ai 30 dollari proposti in precedenza. La nuova proposta si inserisce nel confronto con Netflix, che ha già sottoscritto un accordo per rilevare gli studi cinematografici del gruppo e la piattaforma HBO Max.
Secondo quanto riferito dalla società, il CdA ritiene che l’offerta aggiornata di Paramount possa condurre a una proposta migliorativa rispetto all’intesa esistente con Netflix. Al momento, tuttavia, il board non ha modificato la propria raccomandazione a favore dell’operazione con Netflix. In base ai termini dell’accordo già firmato, qualora Warner Bros. Discovery dovesse giudicare superiore la proposta alternativa, Netflix disporrebbe di una finestra di quattro giorni per adeguare la propria offerta.
L’accordo con Netflix valorizza gli asset oggetto di cessione 27,75 dollari per azione, per un controvalore complessivo di circa 72 miliardi di dollari. La proposta di Paramount, guidata da David Ellison, riguarda invece l’intero perimetro societario e attribuisce alla società una valutazione di circa 77,9 miliardi di dollari, includendo anche le reti via cavo come CNN e TNT. Netflix non ha manifestato interesse per tali attività, che Warner sta separando in una nuova entità denominata Discovery Global; nell’operazione rientrerebbe tuttavia il canale Turner Classic Movies.
La revisione dell’offerta da parte di Paramount introduce modifiche rilevanti sotto il profilo contrattuale e finanziario. In primo luogo, le reti via cavo verrebbero escluse dalla clausola di “effetto negativo materiale”, evitando una riduzione del prezzo qualora il valore del business lineare dovesse diminuire prima del closing. Paramount si è inoltre impegnata a fornire risorse aggiuntive qualora necessario per soddisfare i creditori della target.
La nuova proposta prevede, oltre ai 31 dollari in contanti per azione, una “ticking fee” di 25 centesimi per ogni trimestre di ritardo nel perfezionamento dell’operazione a partire dal 30 settembre, anticipando quindi la decorrenza rispetto alla precedente offerta, che la fissava a gennaio 2027. È prevista inoltre una penale di risoluzione pari a 7 miliardi di dollari in caso di mancato completamento per ostacoli regolamentari. Paramount si farebbe carico anche della break-up fee da 2,8 miliardi di dollari che Warner dovrebbe corrispondere a Netflix qualora l’accordo in essere venisse meno.
Nonostante la riapertura del dialogo con Paramount, Warner Bros. Discovery ha ribadito che l’accordo con Netflix resta valido e continua a essere raccomandato agli azionisti, invitati a non assumere iniziative in relazione all’offerta modificata. La società aveva concesso a Paramount una finestra di sette giorni per presentare una proposta definitiva, riattivando le trattative dopo le modifiche introdotte.
Netflix ha approvato la decisione di consentire un nuovo confronto competitivo, dichiarando di ritenere la propria proposta la più vantaggiosa e auspicando la conclusione di una fase che considera fonte di incertezza per il mercato. Il co-amministratore delegato Ted Sarandos ha sostenuto pubblicamente la solidità industriale e finanziaria dell’operazione, intervenendo su diversi media.
Entrambe le operazioni saranno sottoposte al vaglio delle autorità di regolamentazione negli Stati Uniti e in altre giurisdizioni. Il Dipartimento di Giustizia statunitense sta esaminando l’intesa con Netflix nell’ambito delle consuete verifiche antitrust; secondo indiscrezioni di stampa, l’istruttoria includerebbe anche valutazioni su possibili pratiche anticoncorrenziali, circostanza contestata dai legali della società, che parlano di revisione ordinaria.
Sul piano politico, il presidente Donald Trump ha criticato Netflix per la presenza nel consiglio di amministrazione di Susan Rice, già consigliera delle amministrazioni Obama e Biden, sollecitandone la rimozione. Le dichiarazioni si inseriscono in un contesto di tensione politica che, pur non incidendo formalmente sui termini finanziari delle offerte, contribuisce ad accrescere l’attenzione attorno a un’operazione destinata a ridisegnare gli equilibri del settore media e intrattenimento.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia