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Innovazione digitale, Industria 5.0 e formazione responsabile al centro della competitività del Paese

Emiliano Rantucci (Relatech): “Intelligenza Artificiale, competenze e sicurezza per un’Italia più competitiva e inclusiva”

Il CEO di Relatech racconta a Giordano Fatali, in collaborazione con Il Giornale d'Italia, l’impegno dell’azienda tra Intelligenza Artificiale, cybersecurity e valorizzazione del capitale umano per una crescita sostenibile e competitiva

25 Febbraio 2026

CEO di Relatech

Emiliano Rantucci, CEO di Relatech, ha rilasciato un'intervista a Giordano Fatali (Fondazione Campus Montecitorio) per la Rubrica "Come costruire un'Italia migliore", in collaborazione con Il Giornale d'Italia, in cui ha raccontato come il contributo dell’azienda si basi su tre pilastri: innovazione per le imprese, inclusione sociale e formazione responsabile.

Come costruire un'Italia migliore? Da dove ripartire? 

Per costruire un’Italia migliore dobbiamo superare l’idea dell’innovazione come minaccia e vederla come un ponte tra istituzioni e cittadini, imprese e formazione, tradizione industriale e futuro digitale.

La vera ripartenza passa da un principio fondamentale: la tecnologia deve essere al servizio delle persone. Il digitale non è solo uno strumento tecnico, ma una leva di competitività, inclusione sociale e crescita sostenibile. Ripartire significa investire nel capitale umano e nella formazione, promuovendo una cultura della consapevolezza che permetta di vedere nell’Intelligenza Artificiale un alleato capace di potenziare il lavoro umano, non di sostituirlo.

Significa anche supportare le imprese italiane, in particolare le PMI, nel loro percorso di trasformazione digitale, affinché possano competere a livello globale proteggendo il proprio know-how e la propria identità.

L’Italia ha talenti, eccellenze e una forte tradizione imprenditoriale. Dobbiamo solo fornire gli strumenti digitali giusti, le competenze adeguate e una cultura dell’innovazione responsabile.

Un’Italia migliore si costruisce trasformando il dato in valore sociale e rendendo il Paese più resiliente, sicuro, competitivo e umano.

Qual è il contributo concreto che lei e il mondo da lei rappresentato state dando per costruire un’Italia migliore?

Come CEO di Relatech, il mio impegno è rendere la tecnologia un motore di crescita economica, sociale e competitiva per l’Italia. Il nostro contributo si basa su tre pilastri: innovazione per le imprese, inclusione sociale e formazione responsabile.

Supportiamo le aziende italiane, in settori chiave come manifatturiero, farmaceutico, energia, logistica e retail, nella trasformazione digitale, integrando soluzioni di Intelligenza Artificiale, Cloud, Cybersecurity e Automazione Industriale per migliorarne produttività, resilienza e competitività globale, potenziando il lavoro umano. Un esempio concreto è la collaborazione con LinkedIn e il Ministero della Difesa, con cui valorizziamo le competenze di oltre 6.000 Volontari delle Forze Armate in congedo, favorendo occupabilità, mobilità sociale e incontro tra talento e imprese.

Investiamo, inoltre, nella formazione sull’uso responsabile dell’AI, aiutando le aziende ad adottare strumenti come Microsoft Copilot per automatizzare attività ripetitive e liberare tempo per attività a maggiore valore. In ambito industriale, utilizziamo modelli predittivi per prevenire fermi macchina e ridurre sprechi, contribuendo alla stabilità della produzione.

Crediamo in un’innovazione che crei valore per le persone e per il sistema Paese. Un’Italia migliore si costruisce mettendo il digitale al servizio dell’uomo, trasformando i dati in opportunità e rendendo il Paese più competitivo, inclusivo e sostenibile.

Quali sono le iniziative più innovative che state programmando per il futuro?

Il futuro si muove verso il paradigma dell’Industria 5.0, in cui la tecnologia collabora con l’uomo per rendere la produzione più sostenibile, efficiente e personalizzata.

Uno dei nostri principali filoni di innovazione è lo sviluppo di AI e Digital Twin avanzati: gemelli digitali di impianti e processi che permettono alle aziende di simulare scenari, prevedere guasti, ottimizzare i consumi e testare modifiche produttive in tempo reale, riducendo rischi, costi e impatti ambientali. Inoltre, stiamo creando piattaforme integrate e modulari che combinano Cloud, Automazione, Cybersecurity e Intelligenza Artificiale, per semplificare la governance digitale, ridurre i rischi operativi e rendere accessibili anche alle PMI tecnologie di frontiera.

Un altro pilastro è lo sviluppo di AI spiegabile ed etica (Explainable AI), per un’adozione trasparente, responsabile e orientata a risultati concreti, affiancata da percorsi di formazione avanzata che rafforzano competenze e consapevolezza.

Investiamo inoltre in hub di Ricerca & Sviluppo con università e centri scientifici per democratizzare l’innovazione e costruire un ecosistema competitivo a livello nazionale ed internazionale. Non sviluppiamo solo tecnologia, ma anche modelli decisionali data-driven, che aiutano le imprese a navigare la complessità del mercato.

Per noi, l’innovazione è un percorso concreto per generare valore duraturo, rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano e costruire un futuro più sostenibile, resiliente e centrato sulle persone.

Tra i temi di attualità più importanti nel panorama nazionale e internazionale, quale notizia pensa debba essere sottolineata e rilanciata? Perché?

Oggi il tema più urgente è il valore strategico del dato e della sicurezza informatica integrata, in un contesto in cui mondo IT e OT convergono sempre più rapidamente. L’interconnessione tra sistemi digitali e impianti industriali sta trasformando la cybersecurity da tema tecnico a priorità economica, industriale e nazionale. Un attacco informatico oggi può fermare linee produttive, bloccare infrastrutture critiche e causare danni operativi reali.

I dati sono l’asset più strategico del nostro tempo: chi sa raccoglierli, governarli, proteggerli e valorizzarli ottiene un vantaggio competitivo decisivo. Ma la tecnologia, da sola, non basta. La sicurezza dipende dalle persone, dalla loro consapevolezza, responsabilità e formazione. La vera cybersecurity è una mentalità organizzativa condivisa: un singolo comportamento distratto può essere più pericoloso di qualsiasi vulnerabilità tecnica. Serve, quindi, un forte cambio culturale, che renda la gestione del dato e la sicurezza una pratica quotidiana a tutti i livelli aziendali.

In Relatech lavoriamo per integrare sicurezza IT e OT, proteggendo dati e processi industriali e accompagnando le imprese in percorsi di change management e trasformazione culturale.

Investire oggi in cybersecurity, governance del dato e formazione significa proteggere il futuro dell’Italia, rafforzarne l’autonomia strategica e costruire un’economia più sicura e consapevole. Perché la vera sicurezza, prima ancora che tecnologica, è culturale.

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