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Chi è Federico Freni, il nuovo presidente Consob che sale in carica dopo 7 anni di Paolo Savona: vita professionale, studi e risultati raggiunti

Avvocato e docente di diritto amministrativo, sottosegretario all’Economia, Freni ha contribuito al Dl Capitali e al nuovo Testo Unico della Finanza, incidendo su governance societaria, accesso delle Pmi al mercato e regole sulle Opa

20 Gennaio 2026

Chi è Federico Freni, il nuovo presidente Consob che sale in carica dopo 7 anni di Paolo Savona: vita professionale, studi e risultati raggiunti

Federico Freni, presidente Consob

Federico Freni, classe 1980, è una figura che incarna una sintesi tra competenza accademica, esperienza giuridica e ruolo politico-istituzionale. Il suo percorso si sviluppa all’interno del diritto amministrativo e della regolazione economico-finanziaria, ambiti nei quali ha costruito negli anni una reputazione di solido interprete delle dinamiche tra Stato, mercato e autorità indipendenti. La sua designazione alla presidenza della Consob rappresenta il punto di arrivo di un cammino coerente, maturato ben prima dell’ingresso in ruoli di governo.

Consob, Federico Freni nuovo presidente, succede a Paolo Savona dopo 7 anni - confermate anticipazioni de Il Giornale d'Italia

La formazione di Freni prende forma all’Università La Sapienza di Roma, dove consegue la laurea in Giurisprudenza e successivamente il dottorato di ricerca, approfondendo i temi della regolazione pubblica, dell’azione amministrativa e dei rapporti tra istituzioni e sistema economico. Parallelamente all’attività di studio, avvia una lunga carriera accademica che lo porta a insegnare diritto amministrativo per oltre un decennio alla Luiss Guido Carli, uno dei principali atenei italiani nel campo delle scienze sociali ed economiche. L’esperienza universitaria prosegue come professore straordinario presso l’Università Pegaso, consolidando il suo profilo di docente e studioso in grado di coniugare teoria giuridica e applicazioni concrete.

Prima dell’ingresso in politica, Freni matura un’importante esperienza professionale come consulente giuridico per ministeri e società pubbliche. In questi incarichi si occupa di temi legati alla governance, alla regolazione dei mercati, alla disciplina delle partecipazioni pubbliche e ai profili di conformità normativa. Questo passaggio è cruciale nella sua formazione, perché lo mette a diretto contatto con le esigenze operative dell’amministrazione pubblica e con le complessità dei grandi apparati statali e para-statali, rafforzando una visione pragmatica del diritto come strumento di equilibrio tra interesse pubblico ed efficienza economica.

L’ingresso in Parlamento segna una nuova fase del suo percorso. Come componente della VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati, Freni partecipa ai lavori su numerosi provvedimenti in materia bancaria, finanziaria e fiscale, acquisendo un ruolo sempre più centrale nella costruzione delle politiche economiche. La sua competenza tecnica lo porta a essere coinvolto nei dossier più delicati, dove si intrecciano le esigenze del mercato, la tutela degli investitori e la stabilità del sistema finanziario.

La nomina a sottosegretario all’Economia nel governo Meloni rappresenta il momento di maggiore visibilità istituzionale. In questo ruolo, Freni riceve deleghe strategiche in materia di regolamentazione, vigilanza e strumenti finanziari a sostegno dell’economia. È in questa fase che diventa uno dei protagonisti delle principali riforme del mercato dei capitali. Tra queste spicca il Dl Capitali, un intervento normativo volto a facilitare l’accesso delle piccole e medie imprese al mercato, rafforzando la competitività del sistema produttivo italiano e introducendo novità rilevanti in tema di governance societaria, come la possibilità per i consigli di amministrazione in scadenza di presentare una propria lista per il rinnovo degli organi sociali.

Parallelamente, Freni segue la redazione del disegno di legge per il nuovo Testo Unico della Finanza, attualmente all’esame del Parlamento. Il provvedimento mira a semplificare e rendere più coerente la disciplina dei mercati finanziari, introducendo tra le altre cose la reintroduzione di una soglia unica per le offerte pubbliche di acquisto, fissata al 30% del capitale. Un intervento che ha un impatto diretto sugli equilibri societari e sulla trasparenza del mercato, e che testimonia l’approccio di Freni a una regolazione orientata alla chiarezza delle regole e alla tutela degli investitori.

La sua designazione alla presidenza della Consob avviene in un contesto particolarmente delicato per il sistema finanziario italiano, segnato dal rinnovo dei vertici di numerose grandi partecipate pubbliche e da un’intensa attività di vigilanza sui mercati. Freni viene considerato un profilo capace di garantire continuità istituzionale e al tempo stesso rinnovamento generazionale, succedendo a Paolo Savona dopo un mandato lungo e autorevole. Apprezzato anche in precedenza dall’ex premier Mario Draghi e in buoni rapporti con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Freni incarna una figura di equilibrio tra tecnica e politica, qualità ritenuta essenziale per guidare un’autorità indipendente come la Consob in una fase di profonda trasformazione dei mercati finanziari.

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