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Crisi energetica, la Francia riduce del 5% l'export verso l'Italia rafforzando l'asse tedesco

Crisi energetica, è in tempo di crisi si vede chi sono gli amici: non la Francia che ci toglie il 5%, non la Germania che pensa a sé. Probabilmente la Russia, ma le abbiamo chiuso le porte

17 Settembre 2022

Crisi energetica, la Francia riduce del 5% l'export verso l'Italia rafforzando l'asse tedesco

A Parigi il nucleare vacilla e la crisi energetica è ormai sotto agli occhi del mondo grazie allo stallo di 32 dei 56 attori nucleari che ormai da tempo sono sottoposti a una serie di manutenzioni e controlli, tanto che a febbraio 2022 il prezzo dell'energia in Francia raggiunse 3000 euro per megawattora.

Crisi energetica: Francia e Germania alleate provano a zoppicare insieme

Già a giugno la metà degli impianti era chiusa e fu avviata un'indagine giudiziaria alla ETF (Electicite de France) per un possibile occultamento di incidenti alla centrale di Tricastin. Ma sarebbe il dato minore, quello più importante è che con l'ultimo asse franco tedesco in fatto di energia, va a farsi benedire il sistema di interscambio europeo.
Come infatti sottolineato anche da Andrea Greco su Repubblica, i nuovi accordi causeranno danni anche a Svizzera, Austria e Slovenia e soprattutto all'Italia.
La Francia è così in crisi che deve necessariamente chiedere aiuto alla Germania, la stessa Berlino ha però ha più bisogno di noi del petrolio e del gas russo.

Con le sue imprese, 2.795.899 nel 2016 è diminuite a 2.706.739 il cui tessuto è formato per il 99% da piccole e medie imprese, ha bisogno più di altri paesi di energia. A seguire c'è proprio l'Italia che possiede 175.000 imprese già in crisi e 370 mila posti di lavoro a rischio.

Crisi energetica: l'Italia dice addio all'accordo italo-tedesco

E così l'Italia potrebbe subire lo stop del 5% relativo alla approvvigionamento dell'energia nucleare francese. Il bel paese ha importato dalla Francia 6,7 tetrawattora nel primo semestre del 2022.

I tecnici del MITE conoscono già il problema avendo ricevuto la comunicazione diramata dalla società che gestisce la distribuzione energetica francese.

A rischio anche la Svizzera, l'Austria e la Slovenia  che si riforniscono di energia utilizzando in parte quella erogata dalla Francia e che pagano attraverso sussidi per decine di miliardi di euro.

La diminuzione delle vendite estere all’Italia potrebbe essere già in atto visto che i consumi di agosto hanno visto una diminuzione dell'import energetico del 21%.

Crisi energetica: l'Italia in attesa della benedizione dell'Iran e Usa

Attualmente l'interscambio è soltanto bilaterale, la Francia importerà dalla Germania più energia mentre, in caso di necessità, la Francia offrirà la sua energia alla Germania. Gli accordi di 10 mesi fa tra Francia e Italia quindi vanno a farsi benedire.

Ma da dove prenderà energia la Germania che è già in crisi per il taglio del gas russo? Il ministro dell'economia tedesco, Robert Habeck ha dichiarato che le due centrali atomiche Isar 2 in Baviera e Neckarwestheim 2 a Baden-Wurttemberg resteranno accese fino alla metà di aprile 2023. A seguito di ciò non lavoreranno più a pieno regime, ma comunque non saranno chiuse, contrariamente a quanto aveva detto di voler fare poche settimane fa. In una situazione di crisi energetica evidentemente la Germania ha accantonato la speranza di poter vincere la partita relativa alla riapertura degli approvvigionamenti dalla Russia. Una situazione che non si riesce bene a comprendere, come i paesi europei siano capaci di mandare in fumo la propria economia. E mentre si giura guerra alla Russia, gli amici d'oltreoceano, quelli atlantisti, annunciano che non riusciranno a rifornire l'Europa aumentando la produzione di gas. Traditi da tutti i paesi europei provano a zoppicare da soli, però Obama annuncia che si sta cercando un nuovo accordo sul nucleare di Teheran, dopo la decisione di Trump di far saltare l'intesa del 2015 avuta dall'amministrazione Obama. E quindi Nesser Kanani ci la benedizione: "Se i negoziati avranno successo e le sanzioni unilaterali contro il nostro paese saranno revocate, l'Iran potrà soddisfare gran parte delle necessità dell'Europa".

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