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TIM, ricavi 2021 a 15,32 mld (-1,9%), EBITDA a 6,2 mld (-9,6%). Target Piano al 2024 sotto le attese

Approvato il Piano Industriale 2022-2024 del Gruppo, che prevede una leggera crescita dei ricavi con un EBITDA stabile. Pietro Labriola, AD e Direttore Generale di TIM: "I progetti che abbiamo intenzione di lanciare per i clienti e quelli previsti dall’Agenda Digitale e dal PNRR richiedono una risposta immediata e forte: con questo nuovo assetto saremo più pronti a rispondere alle sfide e cogliere le opportunità che abbiamo davanti"

03 Marzo 2022

Tim e l'offerta "amichevole" del fondo Kkr: 50 centesimi ad azione

Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi oggi sotto la presidenza di Salvatore Rossi, ha approvato il Bilancio consolidato del Gruppo TIM al 31 dicembre 2021. Il CdA indica per il periodo appena concluso ricavi a 15,3 mld di euro (-1,9% sul 2020), con un EBITDA organico in flessione a 6,2 miliardi (-9,6%) per effetto della pressione competitiva, del ritardo del piano voucher e dei costi di startup delle digital companies. L'indebitamento Finanziario Netto After Lease si attesta a 17,6 miliardi di euro, in calo di 1 miliardo sul 2020,  nonostante investimenti in crescita del 14,1% YoY per accelerare lo sviluppo della fibra, del cloud e del calcio in streaming. Negativo per 8,7 miliardi il risultato netto attribuibile ai soci della controllante, dopo la svalutazione del goodwill pari a 4,1 miliardi domestico e lo stralcio delle attività per imposte anticipate pari a € 3,8 miliardi. Ambedue le partite sono Non Cash Items.

L’Autorità Antitrust ha approvato gli impegni relativi agli accordi tra TIM, KKR e Fastweb per la costituzione di FiberCop, che nel corso del 2021 ha incremento la copertura FTTH del 36%. Il Gruppo TIM ha così portato la banda ultralarga a circa il 94% delle linee fisse. Il Gruppo TIM ha rispettato tutti gli obiettivi ESG.

Nel quarto trimestre, da una parte, è proseguita la crescita a doppia cifra del business ICT dall’altra il contesto competitivo ha portato diversi operatori del mercato a continuare ad agire sulla leva del prezzo e degli sconti, con una conseguente flessione delle performance operative.

Nel corso del trimestre l’azienda ha, inoltre, ridefinito il proprio assetto di vertice e avviato un profondo percorso di revisione organizzativa e strategica. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2021 si è attestato a 22,2 miliardi di euro (17,6 miliardi di euro su base after lease), con una riduzione di 1,1 miliardi di euro rispetto allo scorso esercizio (1 miliardo di euro su base after lease).

Sul fronte delle iniziative strategiche, tra le principali novità si inserisce il polo Strategico Nazionale: il Governo ha pubblicato il bando di gara selezionando come riferimento il progetto presentato da TIM insieme a CDP Equity, Leonardo e Sogei per la creazione del Polo Strategico Nazionale (PSN). In caso di aggiudicazione, prevista entro il primo semestre, la nuova società fornirebbe servizi e infrastrutture Cloud alla Pubblica Amministrazione acquisendoli prevalentemente dai soci industriali.

La rete in fibra: prosegue l’attività di sviluppo della rete FTTH della nuova società FiberCop, che ha aumentato la copertura delle unità immobiliari FTTH del 36% nell’ultimo anno. Il Gruppo TIM ha così portato la banda larga a circa il 94% delle linee fisse. Il complesso di accordi tra TIM, KKR e Fastweb relativi alla costituzione della società FiberCop è stato definitivamente approvato dall’Autorità Antitrust con l’accoglimento degli impegni presentati dalle Parti.

Noovle: ricavi in crescita del 20% YoY, in linea con gli obiettivi di piano, grazie allo sviluppo del business del cloud e dei data center in partnership con Google Cloud e i principali operatori del settore.

Lanciata a fine ottobre Magnifica, il portafoglio di offerte ultra-broadband più performanti nel mercato italiano con velocità fino a 10 Gbps in download grazie alla fibra di TIM.

In Brasile, via libera da parte delle Autorità locali (Anatel e Cade) al progetto di acquisizione delle attività mobili di Oi da parte di TIM Brasil, Claro e Vivo.

Sul fronte della Sostenibilità, la società ha rispettato, sia in Italia sia in Brasile, tutti i target dell’anno, aumentando del 36% YoY il peso dell’energia rinnovabile sul totale dei consumi di energia elettrica del Gruppo, migliorando di un ulteriore 25% l’eco-efficienza energetica domestica e portando l’incremento a oltre il 90% rispetto al 2019. Anche l’engagement della popolazione aziendale in Italia, con un +20% dal 2019, ha già superato l’obiettivo fissato per il 2023.

TIM, risultati quarto trimestre 2021: ricavi a 4,0 mld (-4,4% sul 2020), EBITDA a 1,4 mld (-21,9%) 

Continua il miglioramento del tasso di abbandono (‘churn’) sia nel fisso (3,5%, -0.5pp sul 2020), sia nel mobile (3,6%, -0.6pp) stabilizzandosi al livello più basso degli ultimi 14 anni. Nel mobile stabile l’andamento delle linee complessive (30,5 milioni) e del ricavo medio per cliente (ARPU), a fronte di un momento di parziale ritorno alla razionalità del mercato, visibile anche nel rallentamento dei flussi di clienti tra operatori (mobile number portability di mercato -21% YoY).

Nel fisso l’andamento delle linee rallenta nel trimestre (-82 mila rispetto al trimestre precedente) anche per effetto del termine della prima fase del programma voucher e per il ritardo del lancio della seconda fase; migliora comunque di 4,1 punti percentuali la soddisfazione dei clienti. In calo, a causa della crescente pressione competitiva, il ricavo medio (ARPU) dei clienti consumer. Nell’ultrabroadband per la prima volta sono stati superati i 10 milioni di linee (retail e wholesale) con un incremento nel trimestre di 300 mila linee (rispetto al trimestre precedente). Continua la forte crescita dei ricavi legati ai servizi innovativi, con quelli cloud che segnano un incremento di fatturato del 17% YoY nel trimestre (+20% YoY nei dodici mesi) e il totale dei ricavi ICT in crescita del 21% sul 2020 nel trimestre (+23% YoY nell’anno).

Nel complesso la Business Unit Domestic ha registrato ricavi da servizi in calo del 4,5% YoY nel trimestre (-3,8% YoY nell’anno), in parte compensati dal buon andamento di TIM Brasil, con ricavi da servizi in crescita del 4,0% YoY nel trimestre e del 5,0% nell’anno.

I ricavi del Gruppo nel trimestre si sono attestati a 4,0 miliardi di euro in flessione del -4,4% sul 2020 (15,3 miliardi di euro in calo dell’1,9% YoY nei dodici mesi), mentre i ricavi da servizi sono stati pari a 3,6 miliardi di euro con una riduzione pari al 2,8% YoY (13,9 miliardi di euro in calo del 2,1% YoY nei dodici mesi).

L’EBITDA organico di Gruppo nel trimestre si è attestato a 1,4 miliardi di euro in flessione del -21,9% YoY (6,2 miliardi di euro, -9,6% sul 2020), quello della Business Unit Domestic a 1,0 miliardi di euro in calo del -28,5% YoY (4,9 miliardi di euro, -12,8% sul 2020) e quello di TIM Brasil a 0,4 miliardi di euro in crescita del 3,4% YoY (1,4 miliardi di euro, +4,7% YoY nei dodici mesi). La flessione del margine domestico è per lo più legata, oltre al citato andamento dei ricavi, all’impatto del business del calcio sulle performance della società, ai maggiori costi per lo start-up dei nuovi business digitali e ad altri accantonamenti per rischi commerciali.

L’EBITDA After Lease del Gruppo si è attestato a 1,2 miliardi di euro in flessione del -25,7% YoY (5,4 miliardi di euro, -11,6% YoY nei dodici mesi), mentre a livello domestico è stato pari a 0,9 miliardi di euro con un calo del -31,5% YoY (4,4 miliardi di euro, -14,2% nei dodici mesi). A livello di Gruppo, gli investimenti si sono attestati a 1,3 miliardi di euro con una riduzione del -3,8 YoY escluse licenze (3,8 miliardi di euro in crescita del 14,1% YoY nei dodici mesi escluse le licenze).

Il risultato netto attribuibile ai Soci della Controllante è stato negativo per 8,6 miliardi di euro (-8,7 miliardi di euro nell’anno). Tale risultato sconta anche la svalutazione dell’avviamento domestico per 4,1 miliardi di euro e lo stralcio pari a 3,8 miliardi di euro, da parte della Capogruppo TIM, delle attività per imposte anticipate.

In dettaglio la svalutazione dell’avviamento domestico è stata effettuata prendendo a riferimento i flussi del Piano Industriale 2022 – 2024 e le proiezioni sino al 2026 per il mercato domestico nelle sue condizioni correnti ed utilizzando un tasso di attualizzazione aggiornato alle condizioni dei mercati finanziari al 31 dicembre 2021. Il nuovo Piano industriale prende le mosse dalle risultanze del consuntivo 2021, riflette le aspettative realistiche sulle evoluzioni future e delinea le azioni per creare valore per gli azionisti. Lo stralcio delle attività per imposte anticipate, è connesso all’allungamento a 50 anni del periodo di assorbimento del tax asset introdotto dall’art. 160 della Legge di Bilancio per il 2022 (L. 234/2021) e alla mutata valutazione circa la distribuzione temporale della recuperabilità delle attività per imposte anticipate di TIM. Il Consiglio di Amministrazione propone pertanto all’assemblea di non distribuire dividendi.

TIM, Piano Industriale 2022-2024: target sotto le attese

Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha approvato all’unanimità il Piano Industriale 2022-2024 presentato da Pietro Labriola, Amministratore Delegato e Direttore Generale, che ha ricevuto mandato per predisporre il progetto esecutivo di riorganizzazione che, una volta approvato dal Board, verrà presentato al mercato in occasione del Capital Market Day di TIM entro la semestrale. La strategia delineata poggia sulla consapevolezza che il Gruppo si compone di un insieme di asset di grande valore operanti in un contesto economico in miglioramento ma in un mercato caratterizzato da forte intensità competitiva con un quadro di vincoli regolatori tra i più stringenti in Europa.

In questo scenario, TIM, vuole accelerare lo sviluppo degli asset infrastrutturali (fibra nel fisso e 5G nel mobile) e la crescita dei nuovi business, cogliendo i vantaggi legati ai fondi messi a disposizione dal PNRR e non solo. Il nuovo piano si pone come obiettivo la creazione di una nuova TIM con solide basi industriali e tecnologiche, capace di accelerare il percorso verso una generazione sostenibile di flussi di cassa, grazie anche al superamento dell’attuale modello di integrazione verticale.

Pietro Labriola, Amministratore Delegato e Direttore Generale di TIM, ha commentato: “Sono convinto che l’evoluzione del Gruppo che abbiamo disegnato rappresenti una discontinuità positiva. Stiamo giocando un ruolo da front-runner nel settore delle Telco e ci aspettiamo che altri seguano il nostro esempio. I progetti che abbiamo intenzione di lanciare per i clienti e quelli previsti dall’Agenda Digitale e dal PNRR richiedono una risposta immediata e forte: con questo nuovo assetto saremo più pronti a rispondere alle sfide e cogliere le opportunità che abbiamo davanti”.

Assieme ad un piano basato sull’attuale modello organizzativo e di business è stata definita una configurazione aziendale ottimizzata composta da specifiche legal entities. Il nuovo assetto migliorerà la visibilità sulle performance operative e finanziarie di ciascuna componente e amplierà il ventaglio delle opzioni strategiche che TIM potrà sfruttare nell’interesse di tutti gli stakeholder, con la possibilità di attrarre nuovi partner e nuovi investitori finanziari. Si stima un impatto molto contenuto dei costi necessari per realizzare la piena separazione, in quanto la maggior parte degli investimenti è già stata sostenuta, grazie all’implementazione della Equivalence of Input, della Equivalence of Output e dalla separazione di FiberCop.

ServCo: Asset di rete mobile, piattaforme di servizio e data center articolata in Enterprise, ossia attività commerciali nel mercato Enterprise integrate dalle digital companies Noovle, Olivetti e Telsy; TIM, facendo leva sulla sua posizione di leadership presso Pubblica Amministazione e grandi clienti e su una selling proposition end to end unica e distintiva, punta a guadagnare quote in un mercato in crescita grazie alla spinta verso i servizi digitali: Cloud (ad un ritmo del 15% annuo), IoT (+10%) e Cybersecurity (+10%). Un approccio da “Tech-company”, sempre più integrato, anche organizzativamente, come un “one-stop-shop”, valorizzerà pienamente l’unicità delle competenze e degli asset del Gruppo, cogliendo anche le opportunità del PNRR, tra cui la realizzazione del Polo Strategico Nazionale nel Cloud. Infine, Consumer, che comprende tutte quelle attività commerciali nel mercato retail Consumer e SME (Small and Medium Business). 

Il piano prevede, in un contesto di crescita dell’ultrabroadband, un rafforzamento del posizionamento premium di TIM e una rifocalizzazione dei canali commerciali sul core business e sulla protezione della base clienti esistente. Si continuerà a puntare sulla convergenza, lavorando sul miglioramento dei margini e sulle opportunità offerte dal programma voucher, anche in termini di upgrade tecnologico;

TIM continua il percorso verso una "Next Gen Telco"

L’azienda mantiene la sua focalizzazione su una strategia di valore e trarrà un’ulteriore spinta alla crescita dall’integrazione degli asset di Oi, continuando nel suo percorso verso una ‘Next Gen Telco’.

NetCo: Asset di rete fissa, le attività wholesale domestiche e quelle internazionali di Sparkle.

Le priorità strategiche di TIM nel mercato wholesale domestico, previsto in leggera crescita in termini di linee di accesso nell’arco di piano, sono una forte spinta alla migrazione delle linee su tecnologia FTTH, associata a un ambizioso piano di copertura incentrato sul modello di coinvestimento, e un ampliamento del portafoglio servizi offerti.

Partendo dalla copertura del 94% in FTTC, il Gruppo TIM prevede di accelerare il roll out FTTH, realizzato da FiberCop, raggiungendo il 60% delle unità immobiliari tecniche a livello nazionale entro il 2026 con un incremento di circa 3 punti percentuali rispetto al precedente obiettivo (senza tener conto degli effetti attesi dalla partecipazione alla gara “Italia 1 Giga” per il finanziamento pubblico di nuove infrastrutture a 1Gbit/s). Alla luce di questa accelerazione nella copertura in fibra sul mercato domestico, il 2022 registrerà il picco degli investimenti, seguito da una progressiva riduzione a un livello inferiore al 15% dei ricavi nel medio termine.

NetCo potrà competere con maggior efficacia nel mercato wholesale e cogliere nuove opportunità, tra cui maggiore flessibilità regolamentare prevista dal Codice delle comunicazioni elettroniche a vantaggio dei ‘pure-player’ wholesale. È lecito attendersi che di questo scenario possano beneficiare anche le attività retail di ServCo. Sul fronte organizzativo il nuovo modello basato sul lavoro agile sarà accompagnato da un piano triennale per la gestione del personale che, in continuità con gli anni precedenti, applicherà strumenti in grado di garantire l’occupazione e di incentivare uscite volontarie e pensionamenti anticipati. Con il piano viene ulteriormente rafforzato l’impegno di TIM sullla sostenibilità. Introdotti nuovi e più ambiziosi obiettivi di Gruppo su economia circolare, crescita digitale, gender equality e governance ESG. L’azienda si è data l’obiettivo di raggiungere le zero emissioni nette entro il 2040 ed ha confermato il target di Carbon neutrality al 2030.

Con la finalizzazione del piano industriale di TIM, gli advisor finanziari e legali del Consiglio di Amministrazione hanno ricevuto tutti gli elementi rilevanti e necessari per valutare la Manifestazione d’interesse indicativa e non vincolante di KKR. Questa analisi sarà conclusa rapidamente. Una volta completata, il Consiglio si riunirà per valutare le determinazioni di competenza e decidere i passi successivi in merito.

Di seguito i target finanziari del piano 2022-2024 con l’attuale modello organizzativo e di business (IFRS 16/After Lease). Previsti in leggera crescita i ricavi di Gruppo da servizi nel periodo di piano. EBITDA di Gruppo atteso stabile nel periodo di piano, EBITDA After Lease di Gruppo atteso in leggero calo (low single digit CAGR ‘21-’24 decrease with 2022 mid to high teens decrease: l’acquisizione degli asset di Oi impatta i canoni di leasing nel periodo di piano e questo impatto sarà assorbito solo dopo l’arco temporale di piano). Capex di Gruppo previsti a circa 4,0 miliardi di euro nel 2022, circa 3,9 miliardi di euro nel 2023 e circa 3,8 miliardi di euro nel 2024; Domestic Capex inferiori al 15% dei ricavi nel medio-lungo termine.

L’indebitamento netto di Gruppo 2022 sarà influenzato da pagamenti non ripetibili per un totale di 3,7 miliardi di euro, in particolare per l’acquisizione dello spettro in Italia e in Brasile e l'acquisizione degli assets di Oi, il cui impatto sul leverage sarà completamente assorbito entro il 2025.

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