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Mps-Unicredit, sindaco di Siena: "La politica intervenga, non siamo al supermercato"

De Mossi chiede dignità per la città: "No alla macelleria sociale". A rischio 6 mila posti di lavoro

03 Agosto 2021

Mps-Unicredit, sindaco di Siena: "La politica intervenga, non siamo al supermercato"

Iniziano le danze per il matrimonio Mps-Unicredit, ma il sindaco di Siena Luigi De Mossi non ci sta e attacca: "La politica intervenga, non siamo al supermercato". Il sindaco è intervenuto in conferenza stampa questo martedì 3 agosto per parlare delle prospettive della banca senese in relazione alla trattativa con Unicredit.

L'accusa è chiara: "Questa banca non è un supermercato. Non lo deve essere. La politica ora risponda visto che ha già messo mano in Mps con le acquisizioni di Banca 121 e di Antonveneta. Ora ci metta mano per ridare dignità e futuro a questa banca". Per il sindaco si tratta soprattutto di un problema sociale, dato che secondo le previsioni sarebbero almeno 6 mila i posti di lavoro a rischio in seguito alla trattativa.

Mps-Unicredit, sindaco di Siena: "La politica intervenga, non siamo al supermercato"

Per De Mossi non si tratta di dire 'no' a Unicredit, piuttosto un rifiuto di condizioni che potrebbero rivelarsi "una operazione di macelleria sociale". Bocciata quindi "qualsiasi operazione che non soddisfi la tenuta sociale della città, di questa regione visto che Montepaschi è l'azienda che da più occupazione in tutto il territorio toscano".

"E poi, aggiunge il sindaco, conta anche la storia. La banca si chiama Monte dei paschi di Siena, non è che possiamo buttare via la sua lunga storia, solo perché dal 2002 al 2007 abbiamo fatto delle scelte politiche oggettivamente poco condivisibili tanto per dare un giudizio british. Ora facciamo squisitamente tecniche e intanto buttiamo tutto? Non funziona così. Quali condizioni vuole dettare Unicredit? Loro fanno il loro lavoro. Questo è il tema e la politica deve mediare". La preoccupazione espressa dal sindaco è la stessa di gran parte della leadership della città, come aveva anche espresso l’assessore comunale Alberto Tirelli: "Non tanto per quello che è legato direttamente al Monte dei Paschi, ma anche e soprattutto per l’indotto".

Mps-Unicredit, 40 giorni per decidere

Nella giornata di ieri, lunedì 2 agosto, si è aperta la virtual data room per la due diligence di Unicredit, nella quale, per 40 giorni, saranno impegnati diversi team della banca guidata da Andrea Orcel allo scopo di passare ai raggi X le attività di Mps.

L'obbiettivo è di verificare la fattibilità di un’intesa con il Tesoro per rilevare un "perimetro selezionato" del Monte dei paschi di Siena, relativo alle sole attività commerciali e ripulito da rischi legali e crediti deteriorati.  L’avvio dei lavori vede in campo al momento solo i team interni di Unicredit, assistiti dall’advisor Cappelli Rccd. Tra i nodi da sciogliere c’è quello della direzione generale di Siena, di cui Unicredit, interessata alla struttura commerciale, non ha bisogno. Le parti interessate devono al più presto rendere chiaro se la trattativa prevede il cosiddetto 'spezzatino', che potrebbe portare a rischi per posti di lavoro, soprattutto sul territorio senese. Tra questi, si stimano almeno 6 mila posti di lavoro persi se l'unione proseguirà secondo i dettami di Unicredit.

Al Governo della questione Mps-Unicredit se ne parla, nonostante il protagonismo di altre misure che oscurano le altre questioni di primaria importanza. Il leader della Lega Matteo Salvini sostiene le accuse del sindaco e se la prende con il Pd, dicendo: "È impensabile la svendita e lo spezzatino. Mps è sopravvissuta alle guerre, rischia di non sopravvivere ai Dem. Il deputato del Pd di Siena (Padoan) si è dimesso per andare a fare… il presidente di UniCredit. Vi sembra normale?"

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