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Intesa Sanpaolo con Università di Pavia e Fondazione Banca Monte di Lombardia per l’Alta Formazione

Undici grandi progetti di ricerca pluriennali in discipline STEM e umanistiche. Apre il “Centro studi sul Diritto delle grandi imprese azionarie” intitolato al Prof. Guido Rossi. Gros-Pietro: ‘Uno degli strumenti principali per ridare all’Italia quel ruolo che le spetta in Europa e nel mondo, è proprio lo sviluppo della conoscenza di alto livello’

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Gian Maria Gros Pietro Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo con Università di Pavia e Fondazione Banca Monte di Lombardia per l’Alta Formazione

È stata presentata oggi la convenzione quadro siglata tra Intesa Sanpaolo, l’Università di Pavia e Fondazione Banca del Monte di Lombardia, volta a sostenere il processo di innovazione nell’offerta formativa dell’Università e la valorizzazione economica, sociale e culturale del territorio pavese. Sono intervenuti alla presentazione Mario Cera, Ordinario dell’Università degli studi di Pavia, Gian Maria Gros-Pietro, Presidente Intesa Sanpaolo, Aldo Poli Presidente Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Ferruccio Resta, Presidente Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e Rettore Politecnico di Milano, Francesco Svelto, Rettore Università degli Studi di Pavia e Daniela Viglione, Direttore Scientifico Italiadecide.

Il ruolo che le università sono chiamate a svolgere per sviluppare conoscenza e valorizzare i risultati della ricerca, determinando così un impatto sulla società in termini di nuova occupazione e benessere, è destinato ad assumere anche nel quadro del Next Generation EU un’importanza sempre più significativa.

Il nostro Paese, pur potendo contare su un buon posizionamento generale dei propri atenei in un’ottica internazionale, sconta un basso livello di investimenti in educazione, ricerca e sviluppo. Ciò si traduce in infrastrutture inadeguate, ma soprattutto in uno scarso sostegno ai giovani ricercatori che spesso sono costretti a trasferirsi in centri e istituti all’estero.

Per fornire il suo contributo ad una inversione di rotta e dare un concreto segnale, l’Università di Pavia ha promosso un importante progetto di potenziamento del dottorato di ricerca, trovando in Intesa Sanpaolo e in Fondazione Banca del Monte di Lombardia due partner attenti.

La nuova partnership, sancita da una convenzione quadro, prenderà avvio con il prossimo anno accademico e avrà termine nell’anno accademico 2025-2026. Prevede undici borse triennali all’anno per cinque cicli consecutivi.

Il percorso che si avvia non solo promette importanti risultati riguardo allo sviluppo di nuove conoscenze e applicazioni, ma anche lo sviluppo di una significativa dimensione internazionale. L’iniziativa contribuirà a consolidare il prestigio e la qualità dell’Università di Pavia, con riflessi positivi sull’economia del territorio.

Gros-Pietro: ‘Uno degli strumenti principali per ridare all’Italia quel ruolo che le spetta In Europa e nel mondo è proprio lo sviluppo della conoscenza di alto livello’


“Intesa Sanpaolo considera l’Alta Formazione un elemento chiave, - afferma Gian Maria Gros-Pietro, Presidente Intesa Sanpaolo - siamo lieti di vedere inserito nel Recovery Fund l’istruzione come una delle sei missioni del piano di ripresa e resilienza Next Generation EU. Dobbiamo potenziare l’investimento in formazione, che è importantissima. Un adulto laureato guadagna il 55% in più rispetto ad una persona senza titolo e il 25% in più di un diplomato delle medie superiori. L’accordo che presentiamo vuole lasciare un segno, per noi e per me come economista di impresa, il grande successo dell’impresa capitalistica quotata è stato grande e ha toccato dei limiti, come eccessiva concentrazione della ricchezza, spesso eccesso di incapacità produttiva dei beni di mercato e carenza nella produzione di beni pubblici e comuni, che non hanno prezzo e soprattutto disuguaglianza, accentramento della ricchezza, del potere di decidere sulle sorti di decidere su quello che è comune a tutti, come ad esempio l’ambiente.  Noi come Intesa Sanpaolo riteniamo come il sostegno dei nostri azionisti, che operare in funzione del superamento di questi limiti, dando all’impresa degli obiettivi di ESG, sia essenziale per la continuazione dello sviluppo dell’umanità. Noi ci siamo dati questi obiettivi di tipo ambientale e sociale e sono elencati, sono oggetto di comunicazione, verificati, noi andremo avanti su questa strada e continuiamo molto sugli azionisti. Per riuscire - continua Gros Pietro - occorre competenza, ricerca scientifica, traduzione delle conoscenze nuove in innovazioni e per questo facciamo affidamento sulle istituzioni di formazione e ricerca. Intesa Sanpaolo abitualmente collabora con università, più di 60 in Italia e all’estero, non solo per scopo sociale ma per far fronte all’innovazione soprattutto per i clienti. Collaboriamo nello sviluppo delle scienze utili alle innovazioni, alle formazione delle professioni STEM, sostenendo la crescita femminile in questi studi, perché abbiamo l’obiettivo della parità di genere nella Banca. Nei prossimi anni assumeremo 3500 giovani e a molti di questi si chiederà di avere competenze STEM e allo stesso tempo offriamo anche alle persone che abbiamo, le opportunità di acquisire nuove competenze. Quindi c’è un rapporto continuo d scambio tra le università e Intesa Sanpaolo. La sfida è ridare all’Italia ruolo che le spetta in Europa e nel mondo, che si è andato appannando nei primi decenni di questo secolo, per la mancanza di crescita in alcuni ambiti. Uno degli strumenti principali per ridare all’Italia quel ruolo è proprio lo sviluppo della conoscenza e la conoscenza di alto livello”.

I temi sono quelli oggi più strategici e urgenti per la società nella prospettiva di una crescita equa e sostenibile: dalle fonti di energia rinnovabili allo studio della neuro-robotica, dalle minacce virali al trattamento automatico del linguaggio.

In particolare, gli 11 contesti scientifici che saranno potenziati sono:

1. Neuroscienze: un approccio trans-disciplinare dall’analisi modellistica alla neuro-robotica, con al centro le neuropatologie umane.

2. Fotovoltaico sostenibile, accumulo e produzione di energia, decarbonizzazione e processi “Green”: il fotovoltaico efficiente a basso costo, lo stoccaggio dell’energia e materiali innovativi in una l’economia circolare dall’acqua ai rifiuti.

3. Microelettronica: sviluppo di circuiti integrati per sensoristica, diagnostica medica ed Internet delle cose, con particolare attenzione alle comunicazioni con standard 5G.

4. Medicina personalizzata: dagli studi preclinici al DNA del paziente, passando per la “Next Generation Sequencing”, il modelling di malattie, terapie farmacologiche e dispositivi medici ingegnerizzati per il singolo paziente.

5. Fluidica digitale per le Scienze della Vita: sviluppo di dispositivi biomedicali intelligenti dedicati all’infusione ospedaliera e domiciliare negli ambiti terapeutici della degenza, nutrizione artificiale, terapia del dolore e rianimazione; sviluppo di nuovi dispositivi fluidici e sensoristica avanzata per le scienze della vita.

6. Minacce virali emergenti: non solo Covid-19; ricerca molecolare, epidemiologica e clinica di infezioni virali emergenti anche veicolate da insetti infestanti.

7. Modelli e tecnologia per monitorare e prevedere movimenti della crosta terrestre.

8. Archeologia, e archeogenomica: il capitale archeologico e archeogenomico italiano.

9. Risorse linguistiche e trattamento automatico del linguaggio: digitalizzazione e l’annotazione di corpora chiusi di lingue antiche e creazione di corpora di lingue contemporanee.

10. Stampa 3D e materiali avanzati: progettazione e produzione con tecnologie innovative di componenti in materiali avanzati per il mondo manifatturiero e per il mondo della salute personalizzata.

11. Disciplina giuridica delle imprese azionarie complesse, sostenibilità, interessi. Oltre al potenziamento del dottorato di ricerca, la convenzione prevede l’attivazione di un “Centro studi sul Diritto delle grandi imprese azionarie” intitolato al Prof. Guido Rossi, già allievo e docente dell’Ateneo, e di un Corso di perfezionamento specialistico in materia di “Grandi imprese azionarie, sostenibilità e compliance” presso il Collegio Ghislieri. Il progetto sarà organizzato dal Centro in collaborazione col Dipartimento di Giurisprudenza, sempre in un’ottica di innovazione e alta qualificazione e sarà sostenuto in via esclusiva da Intesa Sanpaolo.

 

Dichiarazione di Gian Maria Gros-Pietro, Presidente Intesa Sanpaolo: “La Convenzione con l’Università di Pavia, una delle più antiche al mondo e tra le più prestigiose, e la Fondazione Banca del Monte, oggi azionista Intesa Sanpaolo, costituisce un potente strumento di sviluppo delle capacità di ricerca dell’Ateneo e della sua possibilità di attrarre talenti. Undici borse di dottorato triennali per cinque cicli consecutivi rappresentano un fattore di stabilità importante per la programmazione delle attività di ricerca e di studio. Il nostro intervento si inserisce in un programma che vede oltre 60 atenei italiani e alcuni stranieri collaborare con la Banca attraverso borse di studio e progetti di ricerca, impegno potenziato nell’ultimo anno di emergenza sanitaria. Sosteniamo il sistema universitario per favorire il progresso del sapere e per la formazione della futura leadership, due elementi che consideriamo centrali per lo sviluppo del Paese. Ne beneficia anche il Gruppo che, - conclude il Presidente di Intesa Sanpaolo - grazie a questo scambio vivace e continuo con gli atenei, trae conoscenza specialistica e risorse competenti: l’83% delle persone che assumiamo infatti è laureata, un dato importante rispetto ai 3.500 giovani che entreranno in Intesa Sanpaolo da qui al 2024”.

Dichiarazione di Aldo Poli, Presidente Fondazione Banca del Monte di Lombardia: “Questo eccellente progetto conferma ciò di cui eravamo convinti, ovvero, che l’acquisto di Ubi Banca da parte di Banca Intesa rinnova l’attenzione al territorio che era stata garantita: nei passaggi che si sono verificati, dalla Banca del Monte di Lombardia attraverso i vari istituti di credito che si succeduti, non è cambiata la posizione centrale dei territori, in particolare pavese e milanese. L’iniziativa presentata oggi costituisce un importante tassello nel percorso di sviluppo economico e sociale del territorio a cui da sempre la Fondazione dedica il proprio impegno”.

Dichiarazione del prof. Francesco Svelto, Rettore dell'Università di Pavia: “La nuova convenzione dell’Università di Pavia con Intesa Sanpaolo e Fondazione Banca del Monte di Lombardia permetterà di coinvolgere giovani studiosi nell'ambito delle attività di ricerca attraverso un significativo incremento di borse di dottorato. In particolare, proporremo temi legati alla sostenibilità e alle nuove sfide della società. È mia ferma convinzione che una università impegnata nella ricerca è una università che coinvolge i giovani”.

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