02 Febbraio 2026
Dana Walden, co-presidente di Disney Entertainment, e Josh D’Amaro, capo della divisione Experiences
Disney prepara la successione di Bob Iger:il Cda sta attualmente valutando Dana Walden e Josh D’Amaro come possibili nuovi Ceo. L’esercizio chiuso a dicembre ha registrato ricavi complessivi per 25,98 miliardi di dollari (+5%), con un piano di buyback da 7 miliardi previsto per il 2026.
Nel frattempo, la divisione Experiences continua a trainare i conti, totalizzando 10 miliardi di dollari di ricavi trimestrali.
La questione più urgente in casa Disney non riguarda i conti, ma chi prenderà il posto di Bob Iger. Dopo il fallimento della parentesi Chapek, rimosso nel 2022 per richiamare lo storico leader al comando, il consiglio di amministrazione è pronto a votare il nuovo successore proprio questa settimana. I nomi caldi per la poltrona di CEO sono quelli di Dana Walden, co-presidente di Disney Entertainment, e Josh D’Amaro, a capo della divisione Experiences. L'annuncio ufficiale è atteso entro la fine del primo trimestre dell'anno.
In attesa del cambio della guardia, il gruppo ha tracciato la rotta per il prossimo anno fiscale, prevedendo flussi di cassa operativi per 19 miliardi di dollari e un imponente piano di buyback da 7 miliardi. Grandi speranze sono riposte nello streaming: per Disney+ e Hulu si stima un utile operativo di 500 milioni di dollari nel secondo trimestre del 2026. Più prudenti le stime sulla divisione Experiences, che dovrà assorbire i costi legati al potenziamento della flotta crocieristica e all'apertura della nuova area a tema Frozen a Disneyland Paris.
L'esercizio chiuso a fine dicembre 2025 ha mostrato una solidità inaspettata, con ricavi complessivi per 25,98 miliardi di dollari (+5%) che hanno superato i 25,74 miliardi previsti dagli esperti. L’utile per azione si è attestato a 1,63 dollari, battendo le stime del consenso fissate a 1,57 dollari. Entrando nel dettaglio, i parchi americani hanno generato quasi 7 miliardi di fatturato, mentre quelli esteri si sono fermati a 1,75 miliardi, segnando comunque un progresso del 7%. L'utile netto totale è risultato di 2,48 miliardi di dollari, in lieve contrazione rispetto ai 2,64 miliardi dell'anno precedente.
Nonostante i risultati superiori alle attese, Wall Street ha mostrato cautela: il titolo, dopo un'apertura positiva nel pre-market, ha virato in negativo perdendo l’1,4%, causato dal rosso generale del Nasdaq. Ad emergere è stata però la divisione Experiences (parchi, resort e crociere) che per la prima volta nella storia di Burbank ha abbattuto il muro dei 10 miliardi di dollari di ricavi trimestrali, confermandosi il vero motore della crescita aziendale.
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