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Mazzoncini (A2A) "I grandi Data Center per l'IA restano negli USA, in Italia strutture ridotte; sul gas pesa l'incognita prezzi"

Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A, ha rilasciato un’intervista a Il Giornale D’Italia in occasione del 70esimo anniversario di CESI “Powering What's Next”

23 Marzo 2026

Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A, ha rilasciato un’intervista a Il Giornale D’Italia in occasione del 70esimo anniversario di CESI “Powering What's Next”.

La partecipazione di Renato Mazzoncini ai 70 anni del CESI sottolinea la centralità della gestione dei carichi elettrici in contesti metropolitani complessi come quello milanese. In qualità di vertice di una Life Company nei servizi ambientali e nell'energia, Mazzoncini ha portato al tavolo di "Powering What's Next" l'esperienza operativa di chi deve bilanciare la crescente domanda di potenza dei nuovi Data Center con la stabilità della rete di distribuzione. La sua presenza ha evidenziato come il dialogo tra chi certifica le tecnologie (CESI) e chi gestisce l'ultimo miglio dell'energia sia oggi il fattore determinante per sostenere la digitalizzazione del Paese senza compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti.

L'AD di A2A ha contribuito a delineare uno scenario realistico sulla sovranità tecnologica ed energetica europea. Intervenire in un centro che storicamente valida le interconnessioni internazionali ha permesso a Mazzoncini di contestualizzare le sfide legate ai costi delle materie prime e alla localizzazione fisica delle infrastrutture computazionali. Il suo contributo ha spostato l'attenzione sulla necessità di una pianificazione industriale che sappia leggere i flussi globali del gas e l'evoluzione dell'intelligenza artificiale non come tendenze astratte, ma come variabili concrete che influenzano direttamente le tariffe e la resilienza delle infrastrutture nazionali.

In merito allo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale, quali impatti prevedete per il mercato europeo e per le infrastrutture dei data center rispetto al modello americano?

"Per al momento non abbiamo notizie che facciano addestramento dell'intelligenza artificiale in Europa, cioè quindi grosso della capacità computazionale stanno ipotizzando di farlo comunque negli Stati Uniti o in posti dove ci sono data center più grandi. Quindi io mi immagino che noi avremo data center che avranno, per esempio, del cloud, dati residenti, le applicazioni, anche quelle note, di Amazon, di Google, di Meta, ma le applicazioni, come dire, locali che poi utilizzano le aziende. Quindi perché poi se tu usi Microsoft, faccio per dire, le aziende poi si appoggiano su un cloud di Microsoft che è più semplice che sia locale. Ma lo sviluppo proprio dell'intelligenza artificiale intesa come addestramento, che richiede grande capacità computazionale, al momento non abbiamo notizie che si pensi di farla in Europa. Quindi questo richiede data center più piccoli, ecco quindi noi ci immaginiamo tagli di data center in Italia più piccoli di quelli che stiamo vedendo negli Stati Uniti."

La realtà dei fatti sembra indicare un baricentro ancora molto sbilanciato oltreoceano, corretto?

"In questo momento la verità vera è che il data center di intelligenza artificiale lo stanno facendo tutto negli Stati Uniti."

Spostandoci sul fronte energetico, l'attuale instabilità geopolitica in Medio Oriente rischia di compromettere l'approvvigionamento di gas dal Qatar per l'Italia?

"In termini di approvvigionamento no, perché il Qatar in Italia è il 10% d'approvvigionamento, quindi siamo in grado di sostituirlo facilmente. Rimane solo un tema di prezzi. Speriamo che duri poco questa guerra in modo che non si rialzino i prezzi sul medio periodo. Al momento sono alzati solo sul breve. Però vediamo cosa succede. Ogni giorno che passa un po' ci preoccupa di più."

Di fronte all'instabilità dello Stretto di Hormuz, quale potrebbe essere la soluzione?

"Ah non chiedetelo a me, preferisco non rispondere "

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