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Unicredit: la storia di una Banca e dell’economia italiana in un libro

Padoan: “Unicredit è uno dei pochi casi di continuità operativa da fine ‘800 ai giorni nostri, per questo raccontare la sua storia vuol dire raccontare anche la storia d’Italia”

30 Marzo 2021

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Palazzo Unicredit (LaPresse)

Unicredit: la storia di una Banca e dell’economia italiana in un libro

Presentato il libro 'Unicredit, una storia dell'economia italiana. Dalla Banca di Genova al Credito Italiano 1870-1945', di Piero Barucci. All’evento di presentazione hanno partecipato Antonio Patuelli, presidente Abi, Cesare Bisoni e Pier Carlo Padoan, presidente di Unicredit.

Padoan: “Unicredit è uno dei pochi casi di continuità operativa da fine ‘800 ai giorni nostri, per questo raccontare la sua storia vuol dire è raccontare anche la storia d’Italia”.

“Le riflessioni sulla storia delle istituzioni hanno sempre il merito di ricondurre ad una visione unitaria, non sempre lineare, il combinarsi di tanti eventi e scelte singole. Leggendo il libro del professor Barucci – afferma Pier Carlo Padoan Presidente designato Unicredit - si recupera il senso della tradizione, la storia di Unicredit ci aiuta a capire come una grande istituzione finanziaria abbia attraversato momenti cruciali nella storia italiana e mondiale e ci fornisce spunti per meglio comprendere lo sviluppo economico e finanziario dell’Italia, dal periodo post unitario fino alla Seconda Guerra Mondiale. Nel panorama italiano Unicredit è uno dei pochi casi di continuità operativa da fine ‘800 ai giorni nostri. Per questo raccontare la sua storia vuol dire è raccontare anche la storia d’Italia. Ci sono stati momenti di crisi, per esempio come l’emergere di quel grande intreccio tra banche e industria che ha contribuito a rendere sistemica anche in Italia la grande crisi del ’29, crisi che fu risolta con una massiccia statalizzazione dell’economia. Interessante si presenta lo studio dell’evoluzione di Unicredit dal secondo dopoguerra ad oggi, studio che potrebbe fornire sputi per meglio comprendere le dinamiche che hanno contribuito a plasmare l’attuale realtà economica italiana ed europea. Sarà interessante capire come il credito italiano sia stato uno dei principali attori di un processo di consolidamento e di privatizzazione soprattutto a partire dagli anni ’90. Reso possibile da importanti riforme di quegli anni. Alcune conseguenze di questo percorso ci portano ai nostri giorni, per esempio il processo di concentrazione del sistema bancario italiano ha permesso di creare campioni nazionali come Unicredit in grado di competere efficacemente a livello internazionale. La presenza di grandi banche solide dal punto di vista patrimoniale si è rilevata di estrema importanza in situazioni di crisi, non ultima quella derivante dalla pandemia in corso. In questo contesto Unicredit è riuscita a garantire continuità operativa alla propria clientela, accelerando il processo di trasformazione digitale già avviato, grazie ad ingenti investimenti e tecnologie degli ultimi anni. Unicredit oggi è una grande banca paneuropea che ha mantenuto allo stesso tempo un forte radicamento nel territorio, costante impegno per lo sviluppo delle comunità locali, che rappresenta l’ideale virtuosa continuazione di quella banca di Genova istituita nel lontano 1870. Questi elementi – conclude Padoan - permetteranno a Unicredit di dare un forte contributo nella ripresa dell’economia dopo la fine della pandemia. Le banche sono chiamate oggi a svolgere una forte funzione allocativa e le ingenti risorse disponibili nel nuovo quadro europeo, risorse che dovranno essere verso realtà sostenibili dal punto di vista ambientale sociale e in grado di generare valore nel medio e lungo termine. Per un compito che le banche hanno svolto pur in maniera inferiore anche in passato. Anche in questa prospettiva sono convinto che l’ulteriore ricerca sulla storia della banca, porterà dei preziosi spunti per meglio comprendere l’evoluzione del ruolo giocato da un attore chiave dell’economia italiana, qual è stato ed è Unicredit.”

 

“Quest’opera è la ricostruzione di 70 anni storia del Paese attraverso vicende che hanno interessato le Banche negli anni e il Gruppo Unicredit. Il progetto del libro – dichiara Cesare Bisoni Presidente di Unicredit - era stato avviato già da quando io assunsi il ruolo di Presidente. Il libro offre spunti di riflessione sul ruolo della Banca nella storia italiana e valorizza l’archivio storico di Unicredit che va oltre la storia, che aiuta spesso a leggere il presente. L’opera è piena di passione e rigore per questo ringrazio l’autore Piero Barucci.”

 

Biografia dell’autore

Piero Barucci (Firenze, 1933) ha insegnato Economia politica e Storia delle dottrine economiche nelle Università di Siena e di Firenze, nella cui Facoltà di Economia è stato anche Preside. Dal 1983, senza abbandonare la ricerca e la docenza, ha assunto posizioni di rilievo nel mondo bancario italiano. È stato presidente del Monte dei Paschi di Siena, dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI) e AD del Credito Italiano prima di essere chiamato a ricoprire il ruolo di Ministro del Tesoro nei governi Amato (1992-1993) e Ciampi (1993-1994). Su quest’esperienza ha scritto un volume che ha avuto numerose riedizioni, “L’isola italiana del Tesoro” (Rizzoli 1995). Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo "Ricostruzione, pianificazione e Mezzogiorno" (Il Mulino 1977), "L’economia politica e la sua storia" (Polistampa, 2012) e “La cultura economica tra le due guerre” (curato con S. Misiani e M. Mosca, Franco Angeli, 2015).

 

Il Volume

Le banche hanno svolto un ruolo essenziale nello sviluppo economico italiano e la loro storia è raccontata attraverso la collana “Storia delle banche in Italia”, pubblicata da Laterza su stimolo dell’Associazione Bancaria Italiana. Al centro di ogni volume uno specifico istituto di credito, la cui storia è ripercorsa sia negli aspetti aziendali sia nei rapporti con l’economia locale e nazionale.

Le banche incluse nella collana, pur essendo diverse per funzioni, tradizione, sfera di attività, sono accomunate dalla scelta di valorizzare il proprio patrimonio di documentazione storica. L’ampiezza della ricerca, il rigore documentario, la profondità dell’analisi, fanno di questi volumi un punto di riferimento per chiunque voglia occuparsi di banca nell’economia italiana e costituiscono un “archivio della memoria” del sistema bancario per le future generazioni.

La storia del Credito Italiano, che possiamo dire nasce con la breccia di Porta Pia, non è solo la storia di un istituto di credito di grande rilevanza, ma anche l’indagine storica sul ruolo centrale che questa banca ha avuto nello sviluppo dell’economia italiana.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale in Italia erano attive quattro grandi banche: la Banca Commerciale Italiana, il Banco di Roma, la Banca Nazionale di Credito e il Credito Italiano. Oggi, in un panorama bancario articolato, due di queste banche sono state incorporate, in tempi e modi diversi, nel Credito Italiano.

Il volume tratteggia l’evoluzione del “modello bancario” prevalente in Italia durante i primi tre quarti di secolo della storia unitaria attraverso la crescita di un istituto di credito locale divenuto nel volgere di pochi anni una grande banca le cui tracce sono evidenti in ogni momento decisivo per il Paese.

Le radici del Gruppo UniCredit affondano nella Banca di Genova che operò tra il 1870 e il 1895, allorché si trasformò nel Credito Italiano. Fino alla vigilia della Grande Guerra, l’attività del Credito Italiano conobbe un’eccezionale crescita, accompagnata da un parallelo aumento della rete delle filiali e da un adeguamento del capitale sociale. La ricerca contenuta nel volume si inserisce nel dibattito sulla storia economica italiana del periodo e utilizza ampiamente documenti originali e inediti appartenenti ad archivi pubblici e privati, in particolare all’archivio storico di UniCredit.

Dopo il 1918 il Credito Italiano visse una seconda intensa fase espansiva, condizionata dal difficile contesto economico nazionale e ampliò i suoi rapporti con i grandi gruppi industriali. La centralità del Credito Italiano emerge negli anni della crisi e del “risanamento bancario”. Quando la banca si adoperò per consolidare i propri rapporti con le industrie controllate e definire le linee portanti dell’ordinamento del credito. Una documentazione inedita riguardante personaggi come Mussolini, Beneduce, Jung, Azzolini e i vertici del Credito getta luce nuova su passaggi poco noti della storia italiana.

La ristrutturazione del sistema bancario a seguito della nascita dell’IRI e della Legge bancaria del 1936, nonché le difficoltà conseguenti dalla seconda guerra mondiale ebbero riflessi significativi anche sugli equilibri aziendali ricostruiti per la prima volta in questo volume nella loro dinamica temporale.

Attraverso l’analisi della sua attività sul piano nazionale, della sua diffusione attraverso filiali, affiliate e associate, emerge la tipicità e la vocazione del Credito Italiano: una spiccata attenzione all’industria italiana piccola, media e grande, unita alla coscienza di favorirne la crescita anche nei mercati internazionali, oltre ad un’innata vocazione ad essere vicini ai piccoli risparmiatori.

 

 

 

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