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Torna alla Galleria dell’Accademia di Firenze “La Madonna col Bambino in trono, quattro angeli e santi” presentata in un’esposizione temporanea dedicata al restauro

Il trittico di Spinello Aretino raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli fra i santi Paolino vescovo, Giovanni Battista, Andrea, Matteo, torna a splendere nella Galleria dell’Accademia, dopo un intervento di restauro, visitabile dal 24 febbraio all’11 maggio 2026

23 Febbraio 2026

Torna alla Galleria dell’Accademia di Firenze “La Madonna col Bambino in trono, quattro angeli e santi”

Torna alla Galleria dell’Accademia di Firenze “La Madonna col Bambino in trono, quattro angeli e santi”

Torna alla Galleria dell’Accademia di Firenze “La Madonna col Bambino in trono, quattro angeli e santi” presentata in un’esposizione temporanea dedicata al restauro

All’interno dell’esposizione, a cura delle funzionarie della Galleria dell’Accademia di Firenze e dei Musei del Bargello, Elvira Altiero, storica dell’arte, ed Eleonora Pucci, restauratrice, un video racconterà la storia conservativa del dipinto e le diverse fasi dell’intervento, con il supporto di testi e immagini di approfondimento. Il progetto di allestimento è a cura degli architetti Claudia Gerola, Barbara Francalanci e Roberto Lembo. Il restauro è stato eseguito da Andrea e Lucia Dori, l’intervento sul supporto ligneo si deve a Roberto Buda, le indagini sono state realizzate da Ottaviano Caruso; tutte le operazioni si sono svolte sotto la direzione di Elvira Altiero ed Eleonora Pucci. Spinello di Luca, noto come Spinello Aretino in quanto originario di Arezzo, fu tra i protagonisti della pittura toscana tra la fine del Trecento e i primi anni del Quattrocento. Realizzò tavole d’altare e importanti cicli di affreschi, contribuendo al rinnovamento del linguaggio figurativo del suo tempo. Il trittico, un dipinto su tavola a fondo oro, firmato e datato 1391, fu commissionato dal mercante lucchese Paolino di Simonino di Bonagiunta per l’oratorio di Sant’Andrea a Lucca: i santi raffigurati nei pannelli laterali rendono omaggio a sant'Andrea, titolare della chiesa, e ai nomi del donatore e dei suoi fratelli. Fu realizzato da Spinello in un periodo di frequenti spostamenti dell’artista tra le città di Lucca, Pisa e Firenze e costituisce un punto fermo per la ricostruzione della carriera del pittore. Nel 1850 il trittico rischiò di essere esportato all’estero a seguito di una vendita illecita, vendita bloccata tempestivamente dal governo toscano che ne sancì la definitiva assegnazione alla Galleria dell’Accademia di Firenze. Prima dell’attuale intervento, il dipinto presentava un aspetto profondamente alterato a causa delle molteplici vicissitudini attraversate nel corso dei secoli. Depositi superficiali, stuccature debordanti e degradate, mancanze, fenditure del supporto ligneo, strati di vernice e colle ossidate, estese ridipinture interferivano pesantemente sulla sua leggibilità. Le indagini diagnostiche preliminari hanno consentito di distinguere gli interventi successivi dalle parti originali, individuare il disegno preparatorio e ottenere informazioni sui materiali e sui pigmenti impiegati dall’artista. Il restauro ha avuto come obiettivo il recupero delle parti originali e il ripristino dell’equilibrio e della continuità visiva del trittico, migliorando la percezione estetica e la fruizione dell’opera, nel rispetto dei principi di reversibilità e riconoscibilità dell’intervento, con integrazioni riconoscibili da vicino, ma discrete nella visione d’insieme. La fase più importante e delicata è stata quella della pulitura. Le operazioni si sono svolte in maniera graduale, decidendo via via il livello ottimale, affrontando prima la pulitura superficiale dalle polveri e particellato, proseguendo con la solubilizzazione delle colle e delle vernici. La rimozione delle ridipinture alterate, che compromettevano fortemente la leggibilità dell’opera ha permesso di riscoprire il blu originale del manto della Madonna, a base di azzurrite e oltremare naturale. Il lavoro sul supporto ligneo è consistito nell'asportazione delle vecchie traverse frutto di un restauro precedente, nell’allineamento delle assi e nell'applicazione su ciascun pannello di nuove traverse in legno di castagno, ancorate con meccanismi elastici tramite delle molle coniche. L'intervento ha restituito piena brillantezza alle cromie, riportando in evidenza i delicati passaggi di luce, il ritmo elegante dei panneggi e la resa degli incarnati, modellati con sottili pennellate di carattere grafico. Ne emerge con rinnovata chiarezza l’elevata qualità dell’opera, testimonianza preziosa dell’attività di Spinello Aretino a Lucca. Di Andrea Cianferoni

 

 

 

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