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Noam Chomsky: la saggezza del vecchio anarchico

Perché in America la politica ha completamente perso di vista gli ideali? Sono diventati tutti amministratori di condominio?

Di Alfredo Tocchi

11 Maggio 2022

Noam Chomsky: la saggezza del vecchio anarchico

Fonte: wikipedia

Nel proprio discorso d’insediamento (giudicato il secondo miglior discorso americano, dopo il celebre “I have a dream” di Martin Luther King), John Fitzgerald Kennedy pronunziò queste parole: “Per quelle nazioni che vorrebbero far di se stesse il nostro avversario, offriamo non una promessa, ma una richiesta: che entrambe le parti ricomincino a ricercare la pace, prima che gli oscuri poteri di distruzione scatenati dalla scienza fagocitino tutta l'umanità in una accidentale o pianificata auto-distruzione. Noi non osiamo tentarli con la debolezza. Perché soltanto quando le nostre braccia sono indubitabilmente sicure a sufficienza possiamo essere sicuri oltre ogni dubbio che non potranno mai essere impiegate. (omissis). Non dobbiamo mai negoziare per paura, ma non dobbiamo mai aver paura di negoziare”.
Come si poteva non essere filoamericani? Sedici anni soltanto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, i cittadini del mondo ricordavano bene cosa significasse una guerra. Oggi, non mi è più neppure possibile immaginare un Presidente americano pronunziare parole simili.
Trump? Per carità! Biden? Non scherziamo!
Cos’è cambiato? Perché la politica ha completamente perso di vista gli ideali eticamente elevati? Che siano diventati tutti amministratori di condominio, come l’ex sindaco di Milano che sfilò in mutande?
Non una parola contro le vere cause del declino dell’Occidente, non una voce autorevole contro la guerra. Eccetto – per chi la consideri autorevole – quella di Noam Chomsky. Perché la precisazione “per chi la consideri autorevole”? Perché Noam Chomsky, qui in Italia, è considerato autorevole soltanto quando dice cose gradite al PD. Ma non ho nessuna voglia di polemizzare, anche perché come simpatizzante anarchico sono dalla parte di Noam Chomsky sempre e comunque… Mi limito a riportare le sue testuali parole, senza alcun commento. Non perché mi sia svegliato pigro, ma perché non c’è proprio nulla da aggiungere.
In un’intervista del 20 aprile scorso (https://truthout.org/articles/chomsky-our-priority-on-ukraine-should-be-saving-lives-not-punishing-russia/), Chomsky ha detto:
“Il quadro di base per una soluzione diplomatica è noto da tempo ed è stato ribadito dal Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. In primo luogo, la neutralizzazione dell'Ucraina, che deve avere uno status simile a quello del Messico o dell'Austria. Secondo, rimandare la questione della Crimea. Terzo, accordi per un alto livello di autonomia per il Donbass, forse all'interno di un accordo federale, preferibilmente da risolvere in termini di referendum gestito a livello internazionale.
La politica ufficiale degli Stati Uniti continua a rifiutare tutto questo. Gli alti funzionari dell'amministrazione non si limitano ad ammettere che "prima dell'invasione russa dell'Ucraina, gli Stati Uniti non hanno fatto alcuno sforzo per affrontare una delle principali preoccupazioni per la sicurezza più spesso dichiarate da Vladimir Putin: la possibilità di un'adesione dell'Ucraina alla NATO". Si lodano per aver preso questa posizione, che potrebbe essere stata un fattore che ha spinto Putin all'aggressione criminale. E gli Stati Uniti continuano a mantenere questa posizione anche ora, ostacolando così una soluzione negoziata secondo le linee descritte da Zelenskyy, a qualunque costo per gli ucraini”.
Ora, qualcuno (non soltanto del PD), dirà che Noam Chomsky – nato nel 1928 - è un vecchio rincoglionito, proprio le stesse accuse mosse a Luc Montagnier… 

Di Alfredo Tocchi

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