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Coronavirus e teatri chiusi, lo sfogo del sovrintendente Pereira: "Follia andare avanti così"

Alexander Pereira al Giornale d'Italia :"Siamo in una dittatura sanitaria, i medici non possono essere gli unici a dirci cosa fare delle nostre vite"

31 Marzo 2021

Alexander Pereira

Alexander Pereira (Fonte: La Presse)

"Nel mio teatro quattordicimila test effettuati e solamente sei casi di coronavirus da agosto. Non capisco perché nessuno voglia accettare questo dato di fatto! "

Anche quest'anno la Giornata Nazionale del Teatro si è celebrata con i sipari abbassati. Attori, registi, scenografi, sarte, musicisti hanno fatto sentire la loro voce non per mera protesta, ma per fare una proposta: riuscire finalmente ad aprire in sicurezza. Ma davvero questo non è possibile?  La sensazione è che la cultura ai tempi della pandemia sia stata relegata in un cassetto da aprire in giorni più gioiosi, come se fosse una cosa superflua. Ma si può davvero vivere senza cultura?
Lo abbiamo chiesto a Alexander Pereira, sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, che si è detto molto allarmato: "Non si può continuare così, dobbiamo trovare assolutamente una soluzione che riporti al pubblico e a noi la possibilità di avere di nuovo un contatto. La cultura non è una cosa che si può buttare via".

E' un appello alla ragionevolezza quello del sovrintendente: "Abbiamo investito per mettere in sicurezza il pubblico e i nostri collaboratori: abbiamo fatto quattordicimila test e il teatro che sovraintendo ha registrato solamente sei casi di coronavirus da agosto: praticamente il coronavirus non esiste in questo teatro! A Barcellona hanno fatto un concerto in totale sicurezza con cinquemila persone semplicemente testandole. Non capisco perché nessuno voglia accettare questo dato di fatto!"

In occasione della riapertura dopo il primo lockdown, non si può infatti negare che il Maggio Musicale Fiorentino sia stato un esempio virtuoso nell'applicazione continua e severa dei protocolli di sicurezza: al pubblico veniva misurata la temperatura all’ingresso del foyer, vi era un'ampia dotazione di dispenser igienizzante per le mani in più punti del Teatro, gli spettatori erano invitati a rispettare il distanziamento e tenuti a indossare la mascherina sia negli spostamenti che durante gli spettacoli; dal 30 agosto il personale di palcoscenico e gli artisti devono sottoporsi settimanalmente al test sierologico e gli altri dipendenti a rotazione ogni due settimane. Insomma si può dire a gran voce: il Teatro è un luogo molto sicuro.

Il 19 maggio tra l'altro proprio il Maggio ha in programma una Tosca straordinaria in occasione del compleanno del Maestro Zubin Metha, dove sarà distribuito gratuitamente anche uno spray nasale anticovid, una nuova tecnologia sviluppata in Israele che impedisce ai virus di penetrare la mucosa nasale con un efficacia di cinque ore. 
Insomma Pereira ce la sta mettendo tutta perché è davvero forte la necessità di ripartire: "Quando potrò riaprire mi piacerebbe fare uno spettacolo uno dopo l'altro" promette aggiungendo: "ma temo che questo non lo potrò fare con una politica così! L'unica cosa che posso fare per ora è quella di garantire ai miei collaboratori di andare avanti attraverso le produzioni in streaming".

Il Teatro non si è infatti mai fermato e continua la sua ricca offerta di concerti on line; eppure senza pubblico, diceva Caramagna, "è come se all’opera teatrale mancasse un personaggio". Sottolinea infatti ancora Pereira: "gli artisti continuano a lavorare per mantenersi in forma e la loro eccellenza rimane, ma anche il pubblico deve rimanere in forma, perchè da un momento all'altro può succedere che ci si dimentichi quanto sia importante andare a teatro. Io sono molto allarmato!"

I valori che decretano le scelte politiche richiedono una revisione sembra sostenere Pereira quando afferma con chiarezza: "Per me siamo in una dittatura sanitaria. I medici non possono essere gli unici a dirci cosa fare della nostre vite, e poi le persone si ammalano anche chiudendole in casa. Capisco che ci debba essere un limite quando gli ospedali diventano pieni, ma non siamo a questo punto. E' una follia andare avanti così!"

La temperatura più mite e il calo dei contagi fa sperare in un graduale calo delle restrizioni, eppure come dichiara Pereira: "la primavera non serve a niente se il comitato tecnico scientifico pone il limite di duecento persone in sala. Io ho un teatro di millenovecento posti, è ridicolo farne entrare solo duecento. All'aperto ho avuto quasi novecento persone senza che nessuno si sia ammalato, e ora ne vogliono lasciare solo quattrocento. Ripeto, mi sembra folle".


"Abbiamo tutti paura, ma la paura è là per essere superata, questa non mi sembra una grande vittoria", conclude con un filo di amarezza il sovrintendente.

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