26 Marzo 2026
Tram deragliato a Milano Fonte: X @ultimoranet
È stato fissato per il 1° aprile alle 14.30 il nuovo interrogatorio di Pietro Montemurro, conducente del tram 9 deragliato lo scorso 27 febbraio in viale Vittorio Veneto a Milano. Nell’incidente il mezzo è finito contro un palazzo, provocando la morte di due persone e il ferimento di numerosi passeggeri e passanti.
A chiedere di essere nuovamente ascoltato è stato lo stesso Montemurro che, nel primo confronto in procura, si era avvalso della facoltà di non rispondere dichiarandosi ancora sotto shock. Il tranviere, 60 anni, è indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. Assistito dagli avvocati Mirko Mazzali e Benedetto Tusa, continua a sostenere la tesi del malore improvviso: uno svenimento alla guida che sarebbe stato provocato da un forte dolore al piede, conseguenza di un urto avvenuto poco prima. Proprio questo episodio è centrale nella linea difensiva: Montemurro sostiene di essersi fatto male durante l’uso della pedana alla Stazione Centrale e che quel dolore avrebbe provocato una sincope vasovagale, portandolo a perdere i sensi pochi istanti prima dello schianto.
Le indagini intanto proseguono e si concentrano in particolare sull’utilizzo del cellulare. Secondo la difesa, Montemurro non stava usando il telefono al momento dell’impatto: l’ultima chiamata, spiegano i legali, risalirebbe a circa un minuto e mezzo prima dello schianto, quando il conducente avrebbe avvisato un collega dell’infortunio.
Diversa la ricostruzione degli investigatori: dai primi accertamenti emergerebbe che il telefono fosse in uso fino a circa 12 secondi prima dell’incidente.
Il deragliamento è avvenuto alle 16:11 e 25 secondi all’incrocio con via Lazzaretto, come documentato da una dashcam. I dati telefonici indicano che la chiamata si sarebbe interrotta alle 16:11 e 13 secondi, ma questi elementi dovranno essere verificati e confrontati con le registrazioni della scatola nera del tram.
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