26 Febbraio 2026
Bimbo con il cuore "bruciato" e mamma Patrizia, fonte: Facebook, @Albina Perri direttore di Giallo
Testimonianze choc di tre infermieri del Monaldi ai pm in merito alla vicenda della morte di Domenico: "Provammo a scongelare il cuore con acqua fredda, poi tiepida, infine calda". Il cuore è arrivato nel primo pomeriggio del 23 dicembre all'ospedale di Napoli. I tre sanitari hanno raccontato che l'organo sarebbe stato estratto dal contenitore in condizioni gravemente compromesse, "trasformato in un unico blocco di ghiaccio". Le dichiarazioni del personale sanitario arricchiscono di dettagli i contorni di una vicenda inquietante, con particolari drammatici come il trasporto da Bolzano a Napoli del cuore poi trapiantato in un comune box frigo.
La testimonianza raccolta dai pm Giuseppe Tittaferrante e dall'aggiunto Antonio Ricci è relativa a tre infermieri presenti in sala operatoria all’arrivo dell'organo destinato al piccolo Domenico, deceduto poi sabato scorso.
Un intervento descritto come disperato, in un contesto di forte pressione temporale. A quel punto, il primario Guido Oppido, già sotto la lente dell'attenzione per un audio depositato in procura dalla madre di Domenico, avrebbe deciso di procedere al trapianto, ritenendo non ci fossero alternative. Oppido, iscritto nel registro degli indagati assieme ad altre 6 persone, avrebbe espiantato l'organo del paziente ritenendo di aver ricevuto un assenso che le altre persone in sala operatoria hanno negato di aver dato.
Altre testimonianze acquisite dalla procura di Napoli rivelano come l'espianto sia avvenuto 4 minuti prima dell'arrivo del cuore nuovo, alle 14.18. Tuttavia, alle 14.22 non era ancora arrivato in sala operatoria il cuore del donatore. Inoltre, in ospedale a Bolzano ci sarebbe stata una lite con un medico austriaco che si sarebbe rivolto all'equipe del Monaldi in questo modo: "Ma che fate?".
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