26 Febbraio 2026
Per oltre trent'anni gli appena 1,6 chilometri quadrati dell'Isola di Budelli sono stati tutto il mondo di Mauro Morandi. Qui, sull'isola più protetta e tutelata del Mediterraneo, nell'arcipelago di La Maddalena, l'uomo aveva scelto di vivere in totale solitudine, lontano dal resto della civiltà e in barba ai divieti imposti. Ma adesso il suggestivo luogo si prepara a perdere l'ultimo segno della presenza stanziale tra le proprie rocce granitiche. Quel vecchio rudere, adattato a rifugio essenziale dal modenese Morandi, sparirà dall'orizzonte a ridosso del litorale. Le autorità dell'area protetta hanno stabilito la demolizione della struttura, bocciando definitivamente l'ipotesi di trasformarla in un punto informativo per i turisti. Tale orientamento deriva da una valutazione tecnica rigorosa legata alla fragilità dell'ecosistema sardo. Intervenire con restauri o nuove funzioni didattiche avrebbe alterato l'equilibrio di un territorio sottoposto a vincoli di massima tutela ambientale. Dopo il decesso dell'uomo, avvenuto nel gennaio 2025, il dibattito sul futuro della costruzione ha diviso l'opinione pubblica. Molti auspicavano un presidio culturale, ma la normativa ha prevalso su logiche di memoria storica. Il consiglio direttivo ha stanziato i fondi necessari per lo smantellamento del manufatto. L'obiettivo dichiarato dai vertici amministrativi mira a rimuovere l'impronta dell'uomo per restituire sovranità assoluta alla flora locale. La scelta appare netta, senza compromessi urbanistici. Privata della sua presenza umana, Budelli affronta la sfida della conservazione pura. Senza la sorveglianza quotidiana dello storico abitante, la responsabilità della difesa di questo scrigno di biodiversità ricade sulle istituzioni e sulla coscienza dei visitatori.
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