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Sea Watch, Italia dovrà risarcire Ong Carola Rackete con €76mila per “fermo illegale”, Meloni: “Surreale sentenza del tribunale di Palermo”

Il tribunale di Palermo ha stabilito che la ong Sea Watch dovrà essere risarcita dallo Stato per oltre 76mila euro per il fermo subito dalla nave Sea Watch 3, nel giugno del 2019, quando l’allora capitano Carola Rackete ha forzato il blocco navale e si è imposta nel porto di Lampedusa per far sbarcare 42 migranti nell'isola

19 Febbraio 2026

Sea Watch, Italia dovrà risarcire Ong Carola Rackete con €76mila per “fermo illegale”, Meloni: “Surreale sentenza del tribunale di Palermo”

Il tribunale di Palermo condanna lo Stato italiano a risarcire la ong Sea Watch per oltre 76mila euro in relazione al fermo della nave Sea Watch 3 nel 2019. Al centro della vicenda, lo scontro istituzionale seguito all’ingresso nel porto di Lampedusa deciso dall’allora comandante Carola Rackete. I giudici hanno riconosciuto un “danno patrimoniale per il fermo ritenuto illegittimo”. Dura la reazione della premier Giorgia Meloni, che parla di decisionesurreale”.

Sea Watch, Italia dovrà risarcire Ong Carola Rackete con €76mila per “fermo illegale”, Meloni: “Surreale sentenza del tribunale di Palermo”

Il tribunale di Palermo ha stabilito che la ong Sea Watch dovrà essere risarcita dallo Stato per oltre 76mila euro per il fermo subito dalla nave Sea Watch 3, nel giugno del 2019, quando l’allora capitano Carola Rackete ha forzato il blocco navale e si è imposta nel porto di Lampedusa per far sbarcare 42 migranti nell'isola. Le spese che sono state quantificate dal tribunale fanno riferimento a spese patrimoniali documentate, sostenute tra ottobre e dicembre del 2019, quindi spese portuali e di agenzia, carburante per mantenere la nave attiva e spese legali.

A renderlo noto è la stessa Ong con un messaggio affidato ai social: “Mentre il governo Meloni annuncia il 'blocco navale' e attacca le Ong del soccorso in mare, il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile”.

Quanto accaduto il 29 giugno del 2019 è ben noto a tutti: nonostante il divieto d'ingresso e l'ordine di fermarsi da parte della Guardia di Finanza, Carola Rackete condusse la nave fino alla banchina commerciale del porto di Lampedusa con 40 migranti a bordo, recuperati meno di 20 giorni prima. Ma soprattutto, durante la manovra, la Sea Watch 3 urtò una motovedetta della Guardia di Finanza che cercava di impedirne l'attracco e solo per la prontezza di riflessi dei militari non si sono registrati feriti.

"Non più tardi di ieri ho commentato la surreale decisione della magistratura di condannare il Ministero degli Interni al risarcire con i soldi degli italiani un immigrato irregolare con 23 condanne alle spalle che lo Stato aveva avuto l'ardire di trasferire nel Cpr in Albania per l'espulsione", ha commentato in un video Giorgia Meloni, "Una notizia vergognosa, ma che sembra una sciocchezza rispetto a quello che è accaduto oggi. Vi ricordate Carola Rackete, che nel 2019 speronò una motovedetta della Guardia di Finanza per portare con la nave che comandava degli immigrati irregolari in Italia? Non solo all'epoca la Rackete è stata assolta, perché secondo alcuni magistrati è consentito forzare un blocco di polizia in nome dell'immigrazione illegale di massa, ma oggi i giudici prendono un'altra decisione che lascia letteralmente senza parole".

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