17 Febbraio 2026
foto Titti Terenzi @facebook
La Cassazione ha deciso di annullare la sentenza di condanna all'ergastolo per Davide Fontana, emessa dalla Corte d'Assise d'Appello di Milano, per l'omicidio di Carol Maltesi. L'imputato tornerà quindi di nuovo di fronte alla Corte d'Appello per la terza volta. In particolare, l'Alta Corte non ha riconosciuto l'aggravante della premeditazione: Fontana rischierebbe ora o 30 anni di carcere o l'ergastolo.
La Corte di Cassazione ha annullato per la seconda volta la condanna all’ergastolo per Davide Fontana, disponendo un nuovo processo d’appello. La decisione, presa lo scorso 10 febbraio, riguarda in particolare il riconoscimento dell’aggravante della premeditazione nell’omicidio di Carol Maltesi, la 26enne uccisa l’11 gennaio 2022 a Rescaldina, nel milanese.
I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso presentato dal difensore Stefano Paloschi contro la sentenza della Corte d’Assise d’Appello bis di Milano, che nel maggio scorso aveva confermato la premeditazione e dunque la condanna al carcere a vita. Ora sarà un nuovo collegio della Corte d’Assise d’Appello di Milano a dover riesaminare esclusivamente questo punto, una volta depositate le motivazioni della Cassazione.
La differenza non è formale: il riconoscimento della premeditazione comporta l’ergastolo, mentre la sua esclusione riporterebbe la pena a 30 anni, come stabilito in primo grado dalla Corte d’assise di Busto Arsizio il 12 giugno 2023. In quella sentenza i giudici avevano escluso le aggravanti più pesanti, ritenendo non provata una “significativa organizzazione dell’omicidio”.
Secondo quanto ricostruito nelle indagini, Fontana – ex bancario e food blogger, oggi 47enne – uccise Maltesi colpendola con 13 martellate e una coltellata mentre era legata, imbavagliata e incappucciata. I due stavano girando un video hard che l’uomo avrebbe commissionato con un falso profilo per venderlo su OnlyFans. Alla base del delitto, secondo l’accusa, anche la mancata accettazione da parte dell’imputato dell’imminente trasferimento della giovane in provincia di Verona.
Dopo l’omicidio, il corpo della vittima venne fatto a pezzi e conservato per settimane in un congelatore acquistato online. I resti furono poi gettati in sacchi di plastica in un dirupo a Paline di Borno, nel Bresciano. Il cadavere fu ritrovato il 29 marzo 2022.
Il caso torna dunque ancora una volta in aula: sarà il terzo processo d’appello a stabilire se l’omicidio fu o meno premeditato, nodo decisivo per il destino giudiziario dell’imputato.
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