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Multe Inps a Citynews e Ciaopeople, Francesco Saverio Vetere difende editori: “Contratto Uspi-Figec è a tutti gli effetti valido”

Francesco Saverio Vetere, tornando sulla notizia di alcuni provvedimenti sanzionatori da parte dell’INPS nei confronti di Citynews e Ciaopeople, che editano testate online, ha ribadito che il Ccnl Uspi-Figec promosso dall’Unione Stampa Periodica Italiana è “pienamente legittimo e applicabile a tutti gli editori”

17 Febbraio 2026

Multe Inps a Citynews e Ciaopeople, Francesco Saverio Vetere difende editori: “Contratto Uspi-Figec è a tutti gli effetti valido”

Francesco Saverio Vetere Fonte: X @GiornalistiItal

Il segretario generale dell’Unione Stampa Periodica Italiana, Francesco Saverio Vetere, è intervenuto a difesa degli editori dopo i provvedimenti sanzionatori dell’Inps nei confronti di Citynews e Ciaopeople. Al centro della vicenda c’è l’applicazione del Ccnl Uspi-Figec nel settore dell’editoria digitale. Vetere ha ribadito la piena validità del contratto promosso dall’Uspi, una presa di posizione, che respinge ogni ipotesi di illegittimità: “Il contratto Uspi-Figec è a tutti gli effetti valido”, ha sottolineato.

Multe Inps a Citynews e Ciaopeople, Francesco Saverio Vetere difende editori: “Contratto Uspi-Figec è a tutti gli effetti valido”

Come già evidenziato nella nostra nota sul Notiziario Uspi, il Ccnl Uspi Figec è pienamente e a tutti gli effetti valido per regolare i rapporti tra editori e società di comunicazione e giornalisti e comunicatori. Infatti, è regolarmente depositato al Cnel ed è firmato da un sindacato che fa parte della Cisal, la Confederazione dei sindacati autonomi più grande in Italia”.

A precisarlo all’Italpress è Francesco Saverio Vetere, tornando sulla notizia di alcuni provvedimenti sanzionatori da parte dell’INPS nei confronti di Citynews e Ciaopeople, che editano testate online, ribadendo che il Ccnl Uspi-Figec promosso dall’Unione Stampa Periodica Italiana èpienamente legittimo e applicabile a tutti gli editori”.

Nel merito, Vetere ha voluto circoscrivere il perimetro dell’intervento dell’Inps, chiarendo che non si tratta di una messa in discussione del contratto collettivo, bensì di una questione legata al regime previdenziale. “L’attività dell’Inps riguarda solo ed esclusivamente l’applicazione del regime previdenziale – ha sottolineato -, sulla quale si apre ora una controversia giudiziaria che farà giurisprudenza e porterà a definitivi chiarimenti sul reale stato delle cose, al di sopra di ogni considerazione dettata da partigianeria e di ogni tentativo di disinformazione malevola. Dobbiamo uscire una volta per tutte da logiche superate che hanno portato il settore nella condizione attuale”.

Un passaggio che, nelle intenzioni del segretario generale Uspi, mira a riportare il confronto su un piano tecnico e giuridico, lontano da letture ideologiche. La partita, ora, si giocherà nelle aule di tribunale, dove si definirà in modo definitivo il quadro interpretativo.

Non meno ferma la replica rispetto a chi ha definito gli editori che applicano il contratto Uspi-Figecimprenditoria corsara”. Un’espressione che Uspi giudica lesiva e che potrebbe avere conseguenze sul piano legale. “Penso proprio di sì, ma attendo il responso qualificato dei nostri legali – ha evidenziato -. Il diritto sacrosanto di critica sindacale non deve tradursi in una legittimazione all’insulto, con conseguente grave lesione del diritto di immagine, verso le aziende e verso le istituzioni che le rappresentano. Bisogna finirla di denigrare per delegittimare“, ha aggiunto.

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