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Inps sanziona Citynews e Ciaopeople (Fanpage) per € 4,5 e 3,5 mln: "Pagati meno contributi", ma le aziende replicano: "Contratti regolari"

L'accusa è quella di applicare contratti nazionali di categoria considerati scorretti dall'Inps. Tali contratti prevederebbero stipendi e contributi previdenziali inferiori a quelli stabiliti dal contratto giornalistico negoziato tra la Fieg e l’Fnsi. Tuttavia, i due gruppi editoriali sono pronti a fare ricorso

16 Febbraio 2026

Inps sanziona Citynews e Ciaopeople (Fanpage) per € 4,5 e 3,5 mln: "Pagati meno contributi ", ma le aziende replicano: "Contratti regolari"

Citynews e Ciaopeople

L'Inps sanziona Citynews e Ciaopeople per 4,5 e 3,5 milioni di euro. I gruppi editoriali, rispettivamente di Fanpage e del network di siti locali che per la maggior parte hanno nel nome la parola Today, hanno ricevuto una multa complessiva da 8 milioni di euro. L'accusa è quella di applicare contratti nazionali di categoria considerati scorretti dall'Inps. Tali contratti prevederebbero stipendi e contributi previdenziali inferiori a quelli stabiliti dal contratto giornalistico negoziato tra la Fieg e l’Fnsi. Tuttavia, i due gruppi editoriali sono pronti a fare ricorso. Il Giornale d'Italia ha contattato il ceo di Citynews Luca Lani, che si è trincerato dietro un "no comment".

Inps sanziona Citynews e Ciaopeople (Fanpage) per € 4,5 e 3,5 mln: "Pagati meno contributi", ma le aziende replicano: "Contratti regolari"

L'Inps ha messo sotto la lente dell'attenzione Citynews e Ciaopeople, multandole per un totale di 8 milioni di euro. Non è la prima volta che il primo gruppo editoriale riceve ispezioni simili. Tuttavia, si erano concluse senza multe.

L'istituto guidato da Gabriele Fava, considerato vicino a Fratelli d'Italia e nominato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone durante il governo Meloni, ha chiesto di ricalcolare i contributi sulla base delle retribuzioni previste dal contratto principale firmato dalla Fnsi: da qui la multa.

Proprio l'Fnsi ha rilasciato una nota: "L'applicazione scorretta dei contratti, secondo Fnsi, non rappresenta solo un danno ai colleghi giornalisti, costretti a lavorare con stipendi inferiori e tutele minime, ma è anche un chiaro esempio di concorrenza sleale da parte di aziende che hanno bilanci milionari, pari a quelli dei grandi gruppi editoriali tradizionali. Concorrenza sleale che andrebbe perseguita anche per via legale".

I due gruppi editoriali sono pronti a prendere provvedimenti e valutano il ricorso. Il direttore di Fanpage, Francesco Cancellato, ha sostenuto di aver letto diverse inesattezze nelle ricostruzioni delle retribuzioni dei giornalisti diffuse da alcuni giornali, aggiungendo anche di interpretare un articolo di Libero sul tema come un attacco politico alla testata.

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