16 Febbraio 2026
La madre del bambino che ha ricevuto un cuore "bruciato" (fonte Instagram), chirurghi (fonte Pixabay)
La speranza di salvare il bambino con il cuore "bruciato" non si è ancora spenta. Ricoverato a Napoli, in coma farmacologico e collegato all’Ecmo, il piccolo di poco più di due anni resta in condizioni gravissime dopo il trapianto del 23 dicembre scorso, quando l’organo ricevuto si rivelò danneggiato durante il trasporto. La madre Patrizia continua a lottare e attende una nuova valutazione medica decisiva. "Può ancora subire un trapianto, domani un'altra riunione per valutare", dice, aggrappandosi a ogni spiraglio possibile mentre il tempo scorre e la ricerca di un nuovo cuore prosegue senza sosta.
Dopo l’intervento di fine dicembre, il cuore impiantato non ha mai funzionato correttamente. Secondo quanto emerso, l’organo sarebbe stato compromesso da un’errata tecnica di conservazione durante il trasferimento, con danni da freddo che ne hanno compromesso in modo irreversibile la funzionalità. Una volta trapiantato, non è riuscito a garantire un’adeguata circolazione sanguigna e il bambino non si è più risvegliato dall’anestesia. Da allora il piccolo è sostenuto da macchinari che suppliscono alla funzione cardiaca. Le sue condizioni vengono definite gravi ma stabili, anche se nelle ultime settimane si è parlato di un peggioramento di alcuni parametri, in particolare dei valori epatici.
Il nodo centrale è la trapiantabilità. Tre giorni fa, un medico legale avrebbe espresso forti dubbi sulla possibilità di sottoporre il bambino a un nuovo intervento, ritenendo che le condizioni attuali possano non consentirlo. La famiglia, però, non si arrende e ha chiesto una valutazione terza da parte di specialisti di un altro centro altamente qualificato. L’obiettivo è avere un parere indipendente sull’effettiva possibilità di procedere qualora si rendesse disponibile un nuovo organo compatibile.
Patrizia, la madre, continua a vegliare il figlio giorno e notte. "La speranza non è ancora finita", ripete. "Andiamo giorno per giorno. Oggi mio figlio è ancora trapiantabile. Domani ci sarà un'altra riunione e valuteranno". Parole che raccontano una battaglia fatta di attese, consulti e decisioni che potrebbero cambiare tutto nel giro di poche ore.
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