16 Febbraio 2026
Palazzo Taverna
Palazzo Taverna, storico edificio tra via Bigli e piazza Cinque Giornate, cambia proprietà per 52,5 milioni di euro. Ad acquistarlo è l’imprenditore brasiliano José Auriemo Neto, tra i protagonisti della finanza immobiliare internazionale. Gli attuali inquilini dovranno lasciare gli appartamenti entro giugno 2026: tra loro anche Adriano Galliani.
L’immobile, noto come Palazzo Taverna, ha da sempre rappresentato un punto di riferimento architettonico e storico nell’area di piazza Cinque Giornate. L’acquisto, avvenuto per una cifra di 52,5 milioni di euro, sottolinea l’attrattiva crescente che il mercato milanese del lusso riscuote tra investitori internazionali, ridefinendo scenari e prospettive per la città e i suoi illustri residenti.
La vicenda ha come attori principali José Auriemo Neto, imprenditore di origine brasiliana, e la marchesa Rossella Manzone Medici del Vascello, esponente di una storica famiglia aristocratica lombarda. Auriemo Neto, figura di spicco della holding JHSF Capital, ha maturato una reputazione internazionale grazie a investimenti mirati nel settore immobiliare di alta gamma, soprattutto tra Brasile ed Europa. Il suo gruppo, quotato alla Borsa di San Paolo, vanta una capitalizzazione notevole e una crescita costante, testimoniata da risultati finanziari di rilievo.
La marchesa Manzone Medici del Vascello, che ha ereditato l’edificio nel 2023, rappresenta invece l’ultimo anello di una lunga catena di proprietà nobiliari che hanno garantito al palazzo continuità storica e gestionale. L’operazione, perfezionata attraverso intermediari specializzati, si è sviluppata nel rispetto delle stringenti normative sui beni sottoposti a vincolo culturale. L’acquirente ha dovuto confrontarsi con la presenza di inquilini illustri, come Adriano Galliani, e con condizioni particolari di vendita.
Situato tra via Bigli e piazza Cinque Giornate, il palazzo testimonia secoli di storia meneghina e italiana. Le sue origini risalgono al XVI secolo, con successivi rifacimenti che hanno enfatizzato le caratteristiche architettoniche lombarde: la sobrietà della facciata e l’armonia delle proporzioni lo rendono un elemento inconfondibile del panorama monumentale milanese.
All’interno si distingue per un ampio cortile porticato con colonne in granito, custode silenzioso di momenti cruciali per la città: nel marzo 1848, durante le celebri Cinque Giornate, il palazzo fu teatro dell’organizzazione del Comitato di Guerra degli insorti e della proclamazione del Governo Provvisorio di Milano. Eventi iscritti nella memoria civica grazie anche a una targa commemorativa che recita: "in questa casa mentre il popolo combatteva nelle Cinque Giornate del marzo 1848 il Comitato Centrale dell’Insurrezione respinse l’armistizio offerto dal generale Radetzky e si costituì in Governo Provvisorio".
Nel corso dei secoli la proprietà è passata attraverso alcune delle più celebri famiglie aristocratiche lombarde: dai conti Taverna ai Trivulzio, passando per i marchesi Medici del Vascello, fino all’attuale passaggio a un proprietario internazionale. L’edificio conserva non solo valore artistico e architettonico, ma anche un ruolo centrale nella narrazione identitaria del capoluogo lombardo.
L’acquisto si è concluso con una cifra pari a oltre 22mila euro al metro quadrato, considerando anche pertinenze come autorimesse e cantine. L’operazione ha coinvolto istituti bancari internazionali di rilievo, tra cui Banco BTG Pactual e Safra National Bank of New York, a testimonianza della portata globale dell’investimento. La data del rogito ha visto la formalizzazione dei passaggi attraverso il notaio milanese Ciro de Vivo, mentre gli intermediari immobiliari della Lincs Estate hanno ricevuto un compenso superiore al mezzo milione di euro.
Le condizioni dell’operazione sono risultate particolarmente articolate per la presenza di vincoli storico-artistici e di una serie di locazioni da gestire. Tra queste spicca quella di Adriano Galliani, il cui contratto non è stato rinnovato dalla precedente proprietà già nel 2025; una scrittura privata gli consente tuttavia di permanere nell’appartamento fino al giugno 2026. Tutte le procedure sono state effettuate nel rispetto delle disposizioni normative vigenti, in particolare del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
La transazione comporta ora importanti ripercussioni sulla destinazione d’uso dello stabile. Gli attuali residenti, molti dei quali noti esponenti del mondo imprenditoriale e sportivo, risultano coinvolti da un progressivo ricambio degli inquilini. Non si tratta di sfratti in senso tecnico, bensì di mancati rinnovi contrattuali: secondo gli accordi, è previsto l’abbandono delle unità abitative nel rispetto delle tempistiche concordate, preservando il dialogo tra le parti e l’integrità sociale dell’edificio.
Il destino futuro del palazzo resta oggetto di valutazioni. Tra le ipotesi più concrete emerge la realizzazione di un hotel di lusso, in linea con la strategia immobiliare del gruppo JHSF. La presenza di vincoli storico-artistici impone tuttavia un equilibrio rigoroso tra valorizzazione immobiliare e tutela dell’eredità storica.
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