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Eredità Agnelli, respinta messa in prova per John Elkann dopo imputazione coatta per frode fiscale, si va verso rinvio a giudizio

Ora gli atti torneranno ai pm Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti i quali avvieranno le procedure della chiusura indagini dell’inchiesta sull’eredità di Marella Caracciolo, depositando gli atti e poi formulando le eventuali richieste di rinvio a giudizio

11 Febbraio 2026

Eredità Agnelli, respinta messa in prova per John Elkann dopo imputazione coatta per frode fiscale, si va verso rinvio a giudizio

John Elkann, fonte: imagoeconomica

In merito all’eredità della famiglia Agnelli, la gip di Torino Giovanna De Maria ha respinto la richiesta di messa in prova presentata da John Elkann dopo l’imputazione coatta per frode fiscale, chiudendo così la strada che avrebbe potuto portare all’estinzione del reato attraverso il lavoro sociale e aprendo ora la fase che conduce verso la possibile richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura.

Eredità Agnelli, respinta messa in prova per John Elkann dopo imputazione coatta per frode fiscale, si va verso rinvio a giudizio

Niente messa alla prova per John Elkann, presidente di Stellantis e di Exor, e addio alle lezioni da “tutor” tra gli allievi delle scuole salesiane di Torino, ma soprattutto addio all’estinzione del reato di truffa ai danni dello Stato che il nipote di Gianni Agnelli avrebbe potuto ottenere rispettando per 10 mesi tutti gli obblighi previsti per illavoro sociale” negli istituti educativi fondati da San Giovanni Bosco.

La gip Giovanna De Maria, infatti, ha respinto oggi alle 12,32 la richiesta dei legali del nipote di Gianni Agnelli, Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi. Una decisione quasi annunciata, dopo che la stessa gip aveva fatto altrettanto, il 21 gennaio scorso, per il commercialista Gianluca Ferrero (è anche presidente della Juventus). Co-indagato di Elkann nell’inchiesta della Procura di Torino sull’eredità Agnelli e che, a sua volta, aveva avanzato una proposta di patteggiamento (1 anno di carcere, convertibile in una sanzione pecuniaria di 73 mila euro).

Ora gli atti torneranno ai pm Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti i quali avvieranno le procedure della chiusura indagini dell’inchiesta sull’eredità di Marella Caracciolo, vedova del “signor Fiat” e nonna di Elkann: depositando gli atti e poi formulando le eventuali richieste di rinvio a giudizio. Qualcosa su cui dovrà decidere (probabilmente, dopo l’estate) un nuovo giudice dell’udienza preliminare.

In caso di un rinvio a giudizio dei due imputati, però, il possibile processo pare già segnato: la prescrizione della truffa ai danni dello Stato dovrebbe scattare ad agosto 2027. John Elkann, però, non potrebbe comunque più recuperare i 183 milioni di euro versati nel settembre 2025 all’Agenzia delle Entrate per sanare le evasioni fiscali e il mancato pagamento in Italia della tassa di successione per l’eredità della nonna, così come gli erano stato contestato dalla Guardia di Finanza di Torino guidata dal generale Alessandro Langella.

All’uscita dal Palazzo di Giustizia di Torino, gli avvocati Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi hanno commentato la decisione del gip sottolineando che “per noi non cambia niente. Peraltro, alla luce della frammentazione del quadro processuale, avevamo perso ogni interesse a questa istanza. Ora gli atti tornano alla procura. Se i pubblici ministeri decideranno di andare avanti noi dimostreremo che John Elkann non ha fatto nulla”.

Interpellati su una possibile prescrizione degli episodi contestati, i due penalisti hanno aggiunto: “Noi non facciamo calcoli, noi ci difendiamo nel merito delle accuse”.

La palla torna dunque alla Procura di Torino, che dovrà decidere come procedere in un’indagine complessa e ancora aperta, destinata a mantenere alta l’attenzione sul delicato capitolo dell’eredità di una delle famiglie più note dell’imprenditoria italiana.

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