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Eredità Agnelli, chiesto rinvio a giudizio per John Elkann per “dichiarazione dei redditi infedele”, imputazione coatta per 2 illeciti fiscali

La procura di Torino ha preparato la richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann e per il commercialista Gianluca Ferrero nell'ambito dell'inchiesta che ruota intorno all'eredità di Gianni Agnelli. Per il gip Antonio Borretta, i 2 imputati avrebbero contribuito a falsificare le ultime dichiarazioni dei redditi della nonna, mancata a febbraio 2019, ovvero quelle del 2018 e 2019: obiettivo di Elkann, secondo il giudice, era sia evadere il fisco che risparmiare sull'imposta di successione

08 Gennaio 2026

Eredità Agnelli, chiesto rinvio a giudizio per John Elkann per “dichiarazione infedele”, imputazione coatta per 2 illeciti fiscali

John Elkann, fonte: imagoeconomica

La Procura di Torino ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann nell’ambito dell’inchiesta sull’eredità Agnelli, segnando un nuovo passaggio chiave in una vicenda giudiziaria complessa e delicata. Al centro del procedimento vi sono presunti illeciti fiscali legati alle ultime dichiarazioni dei redditi di Donna Marella Agnelli. La mossa dei pm arriva dopo l’imputazione coatta disposta dal gip, che ha respinto in parte la richiesta di archiviazione avanzata dalla stessa procura.

Eredità Agnelli, chiesto rinvio a giudizio per John Elkann per “dichiarazione dei redditi infedele”, imputazione coatta per 2 illeciti fiscali

La procura di Torino ha preparato la richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann e per il commercialista Gianluca Ferrero nell'ambito dell'inchiesta che ruota intorno all'eredità di Gianni Agnelli. I pm hanno fatto seguito alla imputazione coatta ordinata dal gip che aveva parzialmente respinto la richiesta di archiviazione. Sono stati messi a punto 2 capi d'accusa relativi a presunti illeciti fiscali che il giudice, a differenza di quanto ipotizzato dai pm, ha ritenuto non assorbiti dal reato di truffa.

Ora il presidente di Stellantis rischia di veder sfumare l'ipotesi di estinguere il reato con i lavori socialmente utili e di finire a processo: i reati per i quali è stata formulata l'imputazione infatti non consentono la messa alla prova. A luglio scorso, il numero uno di Exor aveva versato 183 milioni al Fisco per "eliminare le conseguenze del reato" e accedere così all'istituto della map.

Per il gip Antonio Borretta, i 2 imputati avrebbero contribuito a falsificare le ultime dichiarazioni dei redditi della nonna, mancata a febbraio 2019, ovvero quelle del 2018 e 2019: obiettivo di Elkann, secondo il giudice, era sia evadere il fisco che risparmiare sull'imposta di successione. Secondo il giudice, dalla inchiesta sono emersi "artifizi e raggiri" con lo scopo di fare figurare all'estero, cioè in Svizzera, residenza di Donna Marella, che invece - dagli accertamenti effettuati nell'indagine - passava la maggior parte del tempo a Torino.

Il reato da contestare, secondo il giudice, è la dichiarazione fraudolenta. Elkann e Ferrero sono accusati di essere i veri "autori mediati" delle dichiarazioni presentate dal notaio svizzero Urs von Grueningen. Nello stesso provvedimento il giudice accoglie invece l'archiviazione chiesta dai pm per i suoi due fratelli, Lapo e Ginevra.

"Si tratta di un atto dovuto, ampiamente atteso dopo la decisione assunta dal gip lo scorso dicembre, contro il quale abbiamo peraltro presentato ricorso in Cassazione", la nota degli avvocati di John Elkann. "Ribadiamo - aggiungono - che le accuse mosse a John Elkann sono prive di qualsiasi fondamento".

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