10 Febbraio 2026
Zoe Trinchero-Alex Manna Fonte: X @artedipulire
L’autopsia sul corpo di Zoe Trinchero, la ragazza di 17 anni trovata morta a Nizza Monferrato (Asti), ha rivelato che la giovane era ancora viva nel momento in cui è stata gettata nel canale dove poi è stata ritrovata. Secondo l’esame medico-legale, effettuato dal dott.ssa Alessandra Cicchini, la causa del decesso sarebbe stata l’intenso trauma derivante dalla caduta da circa tre metri d’altezza e dall’impatto con il suolo, non direttamente i colpi subiti precedentemente.
La dinamica ricostruita dagli investigatori indica che Zoe è stata prima aggredita con una serie di pugni e solo in un secondo momento spinta nel canaletto di scolo. L’aggressore, Alex Giuseppe Manna, 19 anni, ha confessato l’omicidio ai carabinieri, dicendo di aver colpito la ragazza dopo che lei "aveva rifiutato un suo approccio". Successivamente, l’avrebbe trascinata e gettata nel dirupo vicino all’acqua. "Abbiamo discusso, le ho dato un pugno, forse più pugni, io facevo boxe. Non so perché. Comunque non l'ho buttata giù nel canale, l'ho solo lasciata cadere", ha spiegato Manna.
La confessione di Manna è stata poi parzialmente confermata anche davanti al giudice, sebbene il giovane si sia avvalso della facoltà di non rispondere alle domande durante l’udienza di convalida del fermo. La sua legale ha inoltre precisato che al momento non risulta formalmente contestata l’accusa specifica di femminicidio, anche se il reato di omicidio rimane centrale nelle indagini.
La vicenda ha scosso profondamente la comunità locale, con iniziative di lutto e manifestazioni di vicinanza alla famiglia della vittima organizzate nei giorni successivi alla tragedia.
È di omicidio aggravato dai futili motivi l'accusa che ha portato in carcere ad Alessandria Manna che, oggi, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell'udienza di convalida del fermo.
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