02 Novembre 2025
Trattare l'inchiesta per corruzione dell'ex sostituto procuratore Mario Venditti da parte del padre di Sempio come un caso di "terrorismo internazionale" per poter agire in deroga alla protezione dei dati personali e risalire ai tabulati telefonici degli ultimi 6 anni. È questa la nuova richiesta avanzata, lo scorso luglio, dai Carabinieri di Milano alla Procura di Brescia, titolare dell'indagine sull'ex magistrato.
Il caso dell'omicidio di Chiara Poggi si è a tal punto ramificato e complicato da aver spinto i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano ad un passo ulteriore, alla luce dei trasferimenti di denaro che, nel 2017, la famiglia Sempio avrebbe effettuato per corrompere gli inquirenti sulle indagini in corso: la richiesta di trattare la presunta corruzione come un caso di terrorismo internazionale. Passaggio che suggerisce, in definitiva, come quel trasferimento di denaro effettuato da Giuseppe Sempio non sia altro che parte di una rete ben più complessa di reati. La richiesta alla Procura di Brescia è datata 16 luglio, dopo che le indagini sullo spostamento di quei "20-30mila euro", volti a garantire ai Sempio l'archiviazione della posizione del figlio, venne presa in carico dal Gico, il Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata.
Ora però, nell'inchiesta che lo scorso 30 ottobre ha coinvolto ufficialmente il padre di Sempio quale indagato per corruzione nel caso dell'ex procuratore Mario Venditti, sono entrati anche i tabulati telefonici degli ultimi sei anni degli ex tre Carabinieri (Silvio Sapone, Giuseppe Spoto, Antonio Scoppetta) che fecero parte della squadra di Venditti. Secondo l'accusa, i primi due avrebbero avuto ripetuti contatti con Sempio prima del suo interrogatorio, e sempre loro avrebbero ascoltato le intercettazioni trascrivendole in modo lacunoso. Scoppetta invece è già al centro del mirino per la condanna a 4 anni e mezzo per aver fatto parte di una rete relativa a favori tra Procura di Pavia-imprenditori locali-agenti dell'ordine (l'inchiesta "Clean 2").
La mossa di tradurre il caso di corruzione Sempio padre-Venditti come "terrorismo internazionale" risulta quindi un passaggio procedurale strategico affinché le indagini agiscano con maggiore raggio d'azione riuscendo a risalire addirittura al luglio 2019. Ovvero, due anni e tre mesi dopo l'archiviazione del procedimento a carico di Andrea Sempio. Gli investigatori dunque, nella fattispecie, acquisirebbero i tabulati "degli ultimi 72 mesi" di 16 utenze intestate.
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