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Terremoto in Emilia, dieci anni fa morirono 27 persone. A che punto siamo oggi?

Le zone maggiormente colpite dal sisma erano state le province di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. Oltre alle quasi 30 vittime, furono coinvolti ben 45mila italiani.

20 Maggio 2022

Terremoto in Emilia, dieci anni fa morirono 27 persone. A che punto siamo oggi?

Fonte: LaPresse

Era il 20 maggio del 2012 quando un improvviso e forte terremoto sconvolse l'Emilia e uccise 27 persone. Oggi, a dieci anni di distanza, l'Italia intera ricorda quel tragico avvenimento. Ma a che punto siamo con la ricostruzione? Le zone maggiormente colpite dal sisma erano state le province di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. Oltre alle quasi 30 vittime, furono coinvolti ben 45mila italiani.

Terremoto in Emilia, 10 anni fa il disastro: a che punto siamo con la ricostruzione?

Il terremoto in Emilia verificatosi il 20 maggio di dieci anni fa ha visto, solamente a gennaio 2021, l'approvazione di un disegno di legge da parte del Consiglio dei Ministri. Si tratta in particolare di una delega per dotare non solo la Regione colpita, ma tutto il nostro Paese, di un Codice della ricostruzione. Peccato che però oggi, a oltre quattro mesi dal via libera del Cdm, il testo non sia ancora arrivato in Parlamento.

A puntare i riflettori sulla situazione oggi - definita da molti come "assurda", dal momento che sono passati ben 10 anni - è il gruppo ActionAid. L'associazione sostiene che "gli sforzi positivi compiuti sino ad ora rischiano di essere vanificati" se il disegno di legge non arriva presto in Parlamento. Ma perchè il testo è fermo? Ad ora esso è in attesa del parere della Conferenza Stato-Regioni.

Katia Scannavini, vice segretaria generale di ActionAid Italia afferma: "L'impasse legislativa sul testo di legge delega rende impossibile conoscerne i contenuti e dunque avviare un dibattito pubblico su di essi o partecipare alle discussioni parlamentari. Oggi - continua - ricorre il decennale del terremoto in Emilia ma la storia del nostro Paese, con il susseguirsi di scosse lungo tutta la penisola, rende evidente quanto sia necessario e non rinviabile avere un unico insieme di norme che disciplinino le fasi della ricostruzione post evento sismico e che garantiscano equità, celerità, centralità delle persone colpite e dei territori impattati. Solo con un quadro di regole codificate si potrà infatti individuare un modello da seguire a garanzia dei diritti della popolazione coinvolta e contro le disuguaglianze tra persone e luoghi", conclude infine.

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