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Chi è Cinzia Fiorato, la giornalista del Tg1 che ha denunciato "ricatti e molestie in Rai"

Tutto su Cinzia Fiorato, la giornalista del Tg1 che ha raccontato le molestie e i ricatti a sfondo sessuale subite

03 Dicembre 2021

Chi è Cinzia Fiorato, la giornalista del Tg1 che ha denunciato "ricatti e molestie in Rai"

Fonte: Facebook profilo Cinzia Fiorato

Cinzia Fiorato, giornalista della Rai e volto del Tg1, ispirata da quanto successo a Greta Beccaglia, ha deciso di denunciare le molestie e i ricatti a sfondo sessuale subito: ecco chi è. "Ho riflettuto a lungo su quanto accaduto alla collega Greta Beccaglia, perché per me questo è argomento ancora dolente", ha detto la giornalista in un post. "Appartengo alla generazione di giornaliste che hanno conquistato con fatica e sofferenza un pezzettino di spazio in una professione che, quando io ho cominciato, nel lontano 1984, era quasi esclusivamente occupata dagli uomini".

Chi è Cinzia Fiorato

La giornalista Cinzia Fiorato è iscritta dal 1994 all'albo dei giornalisti professionisti. Si tratta di una conduttrice, caposervizio e inviata del TG1. Nel 2004 è stata abilitata dalla Rai alle zone di crisi e di guerra. Ancora oggi cura e conduce la rubrica del TG1 Miti d'oggi.

Nella stagione 2008-2009 è stata tra i conduttori di Unomattina su Rai 1. Dal 2009 torna alla conduzione del TG1. Dal 2010 è agli Speciali TG1, dove si occupa di cultura e spettacolo con particolare riferimento alla musica. È membro della commissione Pari Opportunità dell'Associazione Stampa Romana.

Cinzia Fiorato, la denuncia social

"Ho avuto la sfortuna di essere anche fisicamente attraente e questo ha creato il fatidico mix esplosivo", ha continuato la giornalista. Poi le dure accuse: "Ho incontrato molti colleghi che hanno cercato di ricattarmi sessualmente nella mia vita professionale, ho avuto diverse 'pacche' non gradite, commenti volgari, parole sussurrate, avvicinamenti arbitrari, sguardi invasivi e invadenti".

E ancora: "Non mi è arrivato tutto solo dai colleghi e nemmeno solo dai miei superiori, il mondo della televisione è arricchito da diverse categorie i lavoratori, ci sono stati molti tecnici, molti impiegati, molti operai che si sono permessi cose che non si dovevano permettere, gravi e meno gravi. Una volta stavo aspettando in silenzio l'arrivo di alcune immagini dall'estero, a un certo punto, non si sa perché, il tecnico ha preso una cassetta betacam e mi ci ha dato con forza una pacca sul sedere facendomi male". "Non lo avevo mai visto prima in vita mia", continua Cinzia. "Gli ho urlato tutta la mia rabbia, certo, ma mi sono resa conto subito che eravamo soli nella stanza e la mia parola sarebbe stata contro la sua".

"Quando ero vittima di stalking in quanto conduttrice del Tg1, da parte di un pregiudicato con grossi problemi psichiatrici che il tribunale ha poi riconosciuto pericoloso socialmente, uno stalker che oltre a tutto entrava in Rai e mi minacciava in rete, il mio direttore di allora mi disse 'e che ce voi fà, quando una é bona...' senza aiutarmi in nessun modo. Anzi, fui derisa, aggredita verbalmente dal mio caporedattore perché, lavorando di notte, mi facevo accompagnare dal mio compagno, non trovando alcun'altra protezione. Fui accusata di inventarmi tutto per ottenere uno spostamento di edizione, dopo oltre dieci anni di conduzioni notturne. Questa cosa fu usata contro di me e la macchina del fango si mise in moto, in realtà mi si stava punendo perché avevo osato denunciare le condotte illecite di alcuni dirigenti nell'esercizio del loro ruolo di incaricati di pubblico servizio. Accadeva meno di dieci anni fa. Nessuno si scusò nemmeno quando lo stalker fu individuato e condannato".

"Come al solito, quando si vuole colpire una donna, lo si fa in quanto donna. Poi ci sono stati fatti di minor impatto, ma sempre intollerabili, uno stillicidio. Una volta chiamai un tecnico perché dal mio computer era sparito il cavo del monitor (accade anche questo nelle redazioni), lui venne, lo sistemò, poi si avvicinò al mio orecchio (io ero seduta) e mi sussurrò sul collo "ora però vieni a cena con me"... Quando io ho cominciato questo lavoro la vita di una bella ragazza era una cosa a metà strada tra uno slalom gigante e l'attraversamento di un campo minato. Il mio primo caporedattore (non Rai), al secondo giorno di lavoro mi disse davanti a tutti: "si ma porco D... sembri una foca monaca, slaccia qualche bottone, mostraci un po' di tette cazzo!". Voleva far ridere i colleghi, pensava di essere simpatico. Io non ho mai risposto, perché sapevo che la mia permanenza nella professione era precaria e soprattutto dipendeva da questi soggetti qui".

Infine: "C'è ancora qualcuno che nicchia, che non si arrende e ripete fra i denti 'e che sarà mai!!', ma il suo è un sussurro, fortunatamente. C'è ancora tanto da fare e il pericolo di procedere con 'un passo avanti e due indietro' è sempre in agguato, ma dobbiamo resistere e insistere. Io sto ancora aspettando giustizia e spero che Greta l'avrà un po' anche per me. #GretaBeccaglia #nonunadimeno #metoogiornaliste #Liberiamoci Mostra meno".

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