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Firenze, il Tar dà ragione al Comune e dal 1 aprile sarà stop totale ai monopattini

Il capoluogo toscano è la prima città italiana a vietare i mezzi elettrici a noleggio

22 Febbraio 2026

Firenze, il Tar dà ragione al Comune e dal 1 aprile sarà stop totale ai monopattini

Dal primo aprile monopattini elettrici a noleggio spariranno dalle strade di Firenze. La decisione è ufficiale: il Tar della Toscana ha respinto l'istanza cautelare presentata da Bird contro la delibera del Comune e Palazzo Vecchio va avanti senza tentennamenti: lo sharing sarà bandito. È una scelta che fa rumore. Perché il capoluogo toscano diventerà la prima città italiana a dire addio in modo definitivo al noleggio dei mezzi elettrici. E perché il caso potrebbe fare scuola in altre amministrazioni alle prese con gli stessi problemi. I giudici, in questa fase, non sono entrati nel merito della legittimità complessiva del provvedimento, ma hanno ritenuto non sussistenti i presupposti per bloccarlo immediatamente. Dal canto suo, l'azienda non intende arretrare. In una nota ha fatto sapere che la battaglia legale continuerà, ritenendo il divieto "ingiustificato e sproporzionato". Ma intanto il cronometro corre: tra poco più di un mese lo stop diventerà operativo. La delibera comunale risale a novembre scorso. A pesare è stata soprattutto la difficoltà di applicare le nuove norme nazionali sulla micro-mobilità, in particolare quelle che hanno introdotto obblighi più stringenti per l'utilizzo dei monopattini elettrici. Tra i punti più critici c’è l'obbligo del casco, entrato in vigore a dicembre 2024. Secondo l'amministrazione comunale, in un sistema senza stazioni fisse di ritiro e riconsegna risulta quasi impossibile garantire il rispetto sistematico della norma. Le società di sharing avevano tentato una soluzione: fornire un casco per ogni mezzo. Ma l'esperimento si è scontrato con la realtà. Furti, danneggiamenti, dispositivi spariti nel giro di poche settimane. Le aziende si sono ritrovate a riacquistarne centinaia, con costi crescenti e scarsa efficacia. Per Palazzo Vecchio si è creata così una situazione di potenziale violazione diffusa del Codice della strada, ritenuta incompatibile con la sicurezza urbana e stradale. Non c'è solo il tema del casco. Palazzo Vecchio punta il dito contro comportamenti scorretti ormai cronici: utenti in due sullo stesso mezzo, viaggi contromano, invasione delle corsie riservate a bus e taxi, parcheggi selvaggi su marciapiedi o davanti agli ingressi. La sperimentazione avviata nel 2020, quindi, non avrebbe prodotto i correttivi sperati.

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