21 Febbraio 2026
Forlì, 21 feb. (askanews) - E' una rappresentazione sontuosa di un secolo decisivo per l'arte e la cultura europea: "Barocco. Il Gran Teatro delle Idee". Già il titolo svela l'ambizione e il valore della nuova grande mostra allestita dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ai Musei San Domenico. Attraverso trecento opere da Caravaggio a Rubens, da Bernini a Van Dyck la mostra affronta una delle stagioni decisive della civiltà europea, restituendola nella sua complessità e nella sua forza generativa. Non una lettura limitata allo stile, ma una ricostruzione ampia di un sistema culturale in cui arte, fede, scienza, potere, spettacolo e vita quotidiana si intrecciano fino a diventare inseparabili. Un sistema in cui ogni immagine è insieme forma e idea, materia e progetto, emozione e strategia.
"Questa è un'occasione unica - spiega il direttore delle Grandi Mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Gianfranco Brunelli -. La mostra raduna 300 capolavori in un percorso che racconta, sotto la cifra culturale del barocco, un intero secolo, il Seicento. Un tentativo di sintesi così ampio non era mai stato fatto: è la prima volta".
Un secolo che non è solo quello delle grandi chiese e delle fontane di Roma: è anche il secolo di Galileo, di Cartesio, di un'umanità che si interroga sul mondo. E una stagione che ha lasciato tracce profonde anche nel Novecento.
"De Chirico si sfida con Rubens e Velàzquez - ricorda il curatore Fernando Mazzocca -. Fontana in qualche modo si considera il nuovo Bernini: fa qualcosa che ha insieme scultura, pittura, scenografia, un'opera d'arte totale. Si va da Boldini a Boccioni, il decadentismo, futurismo, lo spazialismo di Fontana, il neobarocco di De Chirico interpretano quell'arte nel passato in tutte le loro sfaccettature e in modo molto originale. E questo presente ci serve moltissimo a rileggere in maniera più originale quel passato.
Dodici sezioni, trecento opere, istituzioni da tutto il mondo: dal Prado di Madrid ai Musei Vaticani, dall'Albertina di Vienna alle Gallerie degli Uffizi. La mostra, organizzata con Civita, è visitabile fino al 28 giugno.
"Il Seicento fu Roma e Roma fu il barocco - conclude Brunelli -. Abbiamo in mostra disegni preziosissimi di Borromini, alcuni mostrati per la prima volta, e disegni di Bernini, le sperimentazioni di quegli anni. Manufatti importanti che ricostruiscono l'immagine anche di alcuni dei grandi capolavori dell'arte barocca nell'urbanistica di Roma".
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