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Beer&Food, Carlsberg e istituzioni: patto sul bere consapevole

Gadda e Malavasi: incentivi fiscali, non sanzioni alle imprese

20 Febbraio 2026

Rimini, 20 feb. (askanews) - Il mercato del beverage cambia, i consumatori cambiano. Ma la politica è pronta ad accompagnare questa trasformazione? Al Beer&Food Attraction di Rimini, è stato il nuovo Managing Director di Carlsberg Italia Alius Antulis ha aperto un talk che ha portato impresa e istituzioni a confrontarsi su un nodo concreto: come costruire un patto tra pubblico e privato che sostenga il consumo responsabile senza penalizzare chi già investe in questa direzione.

"Le abitudini di acquisto e di consumo dei cittadini - ricorda Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera - stanno cambiando a partire dalle nuove generazioni, sempre più attenti agli impatti sul benessere, sulla salute, ma anche sugli impatti ambientali".

Un cambiamento che la politica deve saper leggere, rispondendo con strumenti adeguati. Non divieti, ma politiche di filiera che premino chi innova e chi investe in sostenibilità. Un approccio fiscale che riconosca i comportamenti virtuosi delle imprese anziché sanzionare. "In questo - continua Gadda - le politiche di filiera, le stesse che sta facendo Carlsberg Italia, potenziando una filiera del luppolo italiana, vanno appunto nella direzione di costruire delle alleanze basate sulla equa remunerazione, ma soprattutto sull'innovazione e sulla sostenibilità. Quindi questa è la via maestra che la politica nazionale ed europea attraverso la politica agricola comune devono assolutamente potenziare, premiando appunto gli investimenti delle aziende in questa direzione".

In un Paese dove la Generazione Z già orienta il 18% dei propri consumi verso prodotti a basso o nullo contenuto alcolico, la sfida non è vietare ma formare.

"Parlare di consumo consapevole - spiega Ilenia Malavasi, membro della XII Commissione Affari Sociali della Camera - significa prenderci l'impegno di educare le nostre giovani generazioni e tutte le nostre comunità a corretti stili di vita e a scelte libere ma consapevoli". Incentivare, non punire. Educare, non vietare. "Investire in educazione sanitaria, in educazione emotiva, in alfabetizzazione di base - continua - significa trasformare la prevenzione da un evento sporadico a un atto di responsabilità collettiva in un percorso continuo che veda anche la collaborazione tra il pubblico e privato per mettere al centro il benessere delle nostre comunità". Da Rimini il messaggio è chiaro: il futuro del bere responsabile si costruisce insieme, con l'industria che innova e le istituzioni che ne riconoscono il valore.

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