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Caso Eitan, bambino in Italia entro 15 giorni: la Corte respinge il ricorso del nonno

Anche la Corte Suprema israeliana ha respinto il ricorso di Shmuel Peleg in merito al caso Eitan Biran. Il bambino dovrà rientrare in Italia entro 15 giorni

29 Novembre 2021

Caso Eitan, bambino in Italia entro 15 giorni: la Corte respinge il ricorso del nonno

fonte: Twitter @doyaksec

Sembra essere finalmente giunta al termine la tormentata vicenda sulla custodia del piccolo Eitan Biran, il bambino unico sopravvissuto della tragedia della funivia del Mottarone. La Corte Suprema israeliana ha infatti respinto il ricorso presentato dal nonno, Shmuel Peleg, il quale lo scorso 11 settembre aveva rapito il bambino mentre questi si trovava dalla zia Aya Biran, portandolo con lui in Israele. Il tribunale ha dunque confermato le precedenti sentenze, disponendo il rientro di Eitan Biran in Italia entro 15 giorni a partire da oggi.

Caso Eitan, disposto il rientro in Italia

Nell'esporre la sentenza, il tribunale israeliano ha spiegato che avendo il bambino "vissuto in Italia quasi tutta la sua vita" non è possibile allontanarlo dalla "sua residenza abituale". La Corte ha inoltre ha aggiunto che il nonno del piccolo, Shmuel Peleg "non ha fornito una motivazione valida per cui il ritorno in Italia possa provocare al piccolo un danno psichico o fisico". Sulla base di queste considerazioni la Corte Suprema ha quindi confermato quanto già stabilito in a inizio novembre dal Tribunale della Famiglia di Tel Aviv, cioè che Eitan Biran dovesse vivere assieme alla zia paterna Aya Biran, così come disposto anche dal Tribunale di Torino.

Il giudice ha inoltre espressamente parlato di "rapimento" per definire l'allontanamento del bambino dall'Italia a opera del nonno Shmuel Peleg, ex militare e agente dei servizi segreti israeliani. Lo scorso 11 settembre Peleg aveva infatti prelevato Eitan da casa della zia Aya Biran con la scusa di una passeggiata, portandolo in auto fino a Lugano e da li a Tel Aviv a bordo un jet privato. Nel confermare la decisione di far rientrare il bambino in Italia il Tribunale ha riconosciuto come i genitori di Eitan avessero deciso di stabilirsi in Italia "per un lungo periodo di tempo e senza fissare una data per il loro ritorno in Israele".

Il commento della famiglia Peleg

Insoddisfatta dalla sentenza la famiglia Peleg, secondo cui il bambino, essendo di religione ebraica, avrebbe dovuto crescere in Israele seguendo la tradizione: "Lo Stato di Israele oggi ha rinunciato a un bambino ebreo indifeso", si legge in una nota, nella quale viene specificato che Israele "ha rinunciato a un cittadino israeliano senza che la sua voce fosse ascoltata, a favore della vita in una terra straniera, lontano dalla sua amata famiglia. [...] 'Lotteremo in ogni modo legale per riportare Eitan in Israele e impedire la rottura del legame impostogli da sua zia dalla famiglia della sua defunta madre Tal".

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