10 Marzo 2026
Resta in vendita la Villa Araba a Varazze, esempio straordinario di architettura modernista. Si parla di una cifra intorno ai 15 milioni di euro. Progettata nel 1925 da Barry Dierks, architetto statunitense che ha legato il suo nome all’età dell’oro della Costa Azzurra, la dimora si erge con i suoi alti archi bianchi su Punta della Mola, all’interno del più grande parco naturale della Liguria, a picco sul golfo e sottostante il lungomare Europa. Il proprietario lombardo l’ha messa in vendita al miglior offerente e le proposte arrivano sia dall’Italia sia dall’estero. Oltre 750 metri, 7 camere da letto, vari saloni e suite, l’enorme terrazza col portico, un parco botanico di 3.400 mq, una spiaggetta privata e tre piscine naturali(acqua di mare). Nella proprietà sono comprese 3 dépendance e un fortino sulla scogliera. In più, a valorizzare l’edificio, c’è una firma di grande prestigio come quella dell’architetto Barry Dierks.
Cresciuto in Pennsylvania, esponente del movimento modernista, il progettista la ideò nel 1925 per proseguire in Liguria il filone delle superville che in quegli anni stava disegnando per i clienti più facoltosi della Costa Azzurra. La scelta per l’esperimento oltreconfine cadde su Varazze e sull’allora scogliera lungo la linea ferroviaria (che poi è diventata lungomare Europa), ma non ebbe altri seguiti. È questo uno degli aspetti che rendono la dimora unica in Italia. Di arabo in realtà la villa ha soltanto il nome e un richiamo nello stile delle arcate del portico esterno. I lavori vennero affidati alla direzione tecnica di Mario Assandri, che curò la realizzazione delle stanze rivestite di marmi e pavimenti in cotto, ma soprattutto in risseu (il tipico cioccolato artistico di tradizione ligure), con le grandi finestre affacciate sul mare, lasciando la parete di roccia sul retro della casa. All’epoca era una barriera per separare la ferrovia, puntando tutto sulla vista affacciata sul mare.
L'unicità della villa è rappresentata anche da elementi come il mosaico in marmo di Carrara all’ingresso che riporta il nome “Torre della Mola”. L’edificio venne infatti costruito a ridosso del promontorio su cui la Repubblica di Genova, nel 1300, costruì la Torre della Mola (crollata alla fine dell’Ottocento). Sulla facciata rivolta verso il mare della villa una meridiana porta la dicitura in latino “Sine sole sileo” (Senza il sole sono muto). Uno scenario mozzafiato non poteva che attirare anche l’attenzione del mondo del cinema. E infatti nel 2011 la suggestiva spiaggetta della Villa Araba ospitò alcune scene del film “Cosimo e Nicole”, del regista Francesco Amato con Riccardo Scamarcio e Clara Ponsot.
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