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Trump alza la pressione su Teheran: «Tutte le opzioni sul tavolo». Gli Usa valutano truppe speciali per mettere in sicurezza l’uranio iraniano

La Casa Bianca non esclude un’operazione mirata contro il programma nucleare della Repubblica islamica. Timori di escalation militare mentre i mercati temono nuovi scossoni sul prezzo dell’energia.

09 Marzo 2026

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Donald Trump

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non esclude l’uso della forza per impedire all’Iran di sviluppare capacità nucleari militari. Secondo quanto emerge da indiscrezioni provenienti da Washington, l’amministrazione americana starebbe valutando anche l’impiego di truppe speciali per recuperare o "mettere in sicurezza" l’uranio arricchito iraniano, in un’operazione che segnerebbe una forte escalation della crisi tra i due Paesi.

Trump avrebbe ribadito che “tutte le opzioni sono sul tavolo”, lasciando intendere che la Casa Bianca non esclude un intervento diretto qualora la situazione dovesse precipitare. Il presidente avrebbe anche affermato che la Guida Suprema iraniana “durerà poco”, parole che riflettono il clima di tensione crescente tra Washington e Teheran.

Al centro della crisi vi è il programma nucleare iraniano, in particolare l’arricchimento dell’uranio a livelli sempre più elevati. Gli Stati Uniti temono che Teheran possa avvicinarsi rapidamente alla capacità di produrre un’arma atomica.

Per questo motivo, secondo alcune fonti, il Pentagono starebbe valutando operazioni mirate per neutralizzare o sequestrare le scorte di uranio arricchito. Un’ipotesi che potrebbe coinvolgere unità speciali americane e che rappresenterebbe una delle opzioni più delicate sul tavolo dell’amministrazione.

Un intervento di questo tipo comporterebbe però rischi elevati di escalation militare, soprattutto considerando il ruolo delle milizie filo-iraniane nella regione e la possibilità di una risposta da parte di Teheran.

Il segretario all’Energia americano ha cercato di rassicurare i mercati sottolineando che eventuali aumenti dei prezzi dell’energia sarebbero temporanei. Tuttavia la prospettiva di un confronto diretto tra Stati Uniti e Iran ha già alimentato preoccupazioni sui mercati internazionali.

Il Golfo Persico resta infatti una delle aree più sensibili per l’equilibrio energetico globale, e qualsiasi conflitto potrebbe avere ripercussioni immediate sui prezzi del petrolio.

Il confronto tra Washington e Teheran si inserisce in un contesto regionale già estremamente fragile. Un eventuale intervento militare statunitense potrebbe ridisegnare gli equilibri in Medio Oriente, coinvolgendo attori regionali e alleati occidentali.

Per il momento la Casa Bianca continua a mantenere aperte tutte le opzioni, mentre la diplomazia internazionale osserva con crescente preoccupazione l’evolversi di una crisi che potrebbe trasformarsi rapidamente in uno scontro diretto.

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