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Green pass in università, docenti chiedono l'abolizione: "Strumento discriminatorio"

A firmare il manifesto contro l'assurdità dell'obbligo di Green pass c'è anche lo storico Alessandro Barbero: "Preservare la libertà di scelta di tutti"

07 Settembre 2021

Green pass in università, docenti chiedono l'abolizione: "Strumento discriminatorio"

Fonte: Instagram Alessandro Barbero

Continua a far discutere non poco la decisione del Governo di imporre l'obbligo di Green pass anche per scuole e università e ad opporsi a questa assurda regola sono oggi anche centinaia di professori in tutta Italia, che invocano la libertà di scelta in tema di vaccini e certificazione digitale. Secondo molti infatti, il Green pass è uno strumento pericoloso e discriminatorio. Così oltre 150 docenti di diversi Atenei italiani hanno unito le loro voci e pubblicato un manifesto contro il lasciapassare verde. Tra le firme, si nota anche quella di uno dei più importanti divulgatori e storici italiani, Alessandro Barbero, docente ordinario di Storia Medievale all’Università del Piemonte Orientale.

Green pass in università, i docenti: "Discriminazione ingiusta e illegittima"

"Dal primo settembre - si legge nel manifesto - per frequentare le università italiane, sostenere gli esami e seguire le lezioni si deve essere in possesso del cosiddetto Green pass. Tale requisito deve essere valido per docenti, personale tecnico, amministrativo e bibliotecario e studenti e ciò estende, di fatto, l’obbligo di vaccinazione in forma surrettizia per accedere anche ai diritti fondamentali allo studio e al lavoro, senza che vi sia la piena assunzione di responsabilità da parte del decisore politico. Molti tra noi hanno liberamente scelto di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid-19, convinti della sua sicurezza ed efficacia", continua.

"Tutti noi, però - dicono i docenti universitari, tra cui anche Alessandro Barbero - reputiamo ingiusta e illegittima la discriminazione introdotta ai danni di una minoranza, in quanto in contrasto con i dettami della Costituzione (art. 32: 'Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana') e con quanto stabilito dal Regolamento Ue 953/2021, che chiarisce che 'è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono state vaccinate' per diversi motivi o 'che hanno scelto di non essere vaccinate'. Nello specifico della realtà universitaria, - si legge ancora nel manifesto - i docenti sottoscrittori di questo pubblico appello ritengono che si debba preservare la libertà di scelta di tutti e favorire l’inclusione paritaria, in ogni sua forma".

E ancora: "Nella situazione attuale, o si subisce il Green Pass, oppure si viene esclusi dalla possibilità di frequentare le aule universitarie e, nel caso dei docenti, si è sospesi dall’insegnamento: tutto questo viola quei diritti di studio e formazione che sono garantiti dalla Costituzione e rappresenta un pericoloso precedente. In sostanza, la 'tessera verde' suddivide infatti la società italiana in cittadini di serie A, che continuano a godere dei propri diritti, e cittadini di serie B, che vedono invece compressi quei diritti fondamentali garantiti loro dalla Costituzione (eguaglianza, libertà personale, lavoro, studio, libertà di associazione, libertà di circolazione, libertà di opinione)".

"Quella del Green pass è una misura straordinaria, peraltro dai contorni applicativi tutt’altro che chiari, che, come tale, comporta rischi evidenti, soprattutto se dovesse essere prorogata oltre il 31 dicembre, facendo affiorare alla mente altri precedenti storici che mai avremmo voluto ripercorrere. Auspichiamo che si avvii un serio dibattito politico, nella società e nel mondo accademico tutto (incluse le sue fondamentali componenti amministrativa e studentesca), per evitare ogni penalizzazione di specifiche categorie di persone in base alle loro scelte personali e ai loro convincimenti, per garantire il diritto allo studio e alla ricerca e l'accesso universale, non discriminatorio e privo di oneri aggiuntivi (che sono, di fatto, discriminatori) a servizi universitari. Chiediamo pertanto che venga abolita e rifiutata ogni forma di discriminazione", concludono infine gli oltre 150 professori universitari che hanno sottoscritto il manifesto.

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