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Parco Acquedotti a Roma, crollato casale per “scoppio bomba”, morti anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone - VIDEO

Le due vittime sarebbero state legate al "gruppo Cospito". Tra le ipotesi degli investigatori, un rilancio della campagna a favore dell'anarchico Alfredo Cospito, in vista della scadenza (a maggio) del decreto applicativo di 4 anni alla sua detenzione in 41bis

20 Marzo 2026

Al Parco Acquedotti di Roma è crollato un casale dopo il presunto scoppio di un ordigno che i due anarchici del "gruppo Cospito" Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, morti nell'incidente, avrebbero maneggiato nel tentativo di preparare - si ipotizza - un attentato da mettere in pratica nelle prossime settimane. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura infatti un rilancio della campagna a favore dell'anarchico Alfredo Cospito, in vista della scadenza del decreto applicativo di quattro anni alla sua detenzione in 41bis fissata nel mese di maggio.

Parco Acquedotti a Roma, crollato casale per “scoppio bomba”, morti anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone - VIDEO

Potrebbe essere avvenuto nella serata di ieri il crollo del casolare abbandonato nel Parco degli Acquedotti, a Roma, dove questa mattina sono stati rinvenuti due cadaveri. Alcuni residenti, infatti, ieri sera avrebbero segnalato di aver sentito un forte boato. Dai primi rilievi tecnici il collasso della struttura sarebbe per l'appunto stato indotto da una deflagrazione,di cui le cause non sono ancora note, ma per la quale si ipotizza lo scoppio di un ordigno. L’allarme è scattato in mattinata, quando un cittadino ha notato il solaio crollato e ha scoperto uno dei due corpi all’interno dell’edificio. Nello scoppio l'uomo ha subito la mutilazione dell'arto superiore. Sul posto proseguono intanto i rilievi della Scientifica su eventuali tracce di materiale esplosivo.

Secondo quanto si apprende, Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone sarebbero stati identificati grazie alla presenza di alcuni tatuaggi sul loro corpo. I due, esponenti del gruppo anarchico e legati in particolare a quello di Cospito, avrebbero maneggiato un ordigno al fine di mettere a segno un attacco nelle prossime settimane, stando a quanto ipotizzato dagli investigatori. Non si esclude che tra i possibili obiettivi figurassero la rete ferroviaria e il gruppo Leonardo, società attiva nel settore della difesa, così come un possibile rilancio della campagna in sostegno dell’anarchico Alfredo Cospito, in vista della scadenza del decreto che ha disposto la sua detenzione in regime di 41-bis per quattro anni, e che terminerà nel mese di maggio.

"Vedere un anarchico, in questo mio processo co-indagato, in 41 bis non è un deterrente alla convinzione nelle mie idee anzi è un rafforzativo. Mi convince sempre di più della vostra ipocrisia, mi convince sempre di più che, al di là dell’ingiustizia del 41 bis nella sua posizione specifica, il 41 bis in generale è tortura", si legge in un passaggio della dichiarazione che Sara Ardizzone espose in aula nel corso dell'udienza preliminare dell'inchiesta Sibilla, chiusa il 15 gennaio 2025 per "non luogo a procedere" in merito al giornale di area anarchica "Vetriolo". E ancora: "Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato, dal momento in cui questo nella sua essenza presuppone l’esercizio del potere militare ed economico di alcuni uomini e donne su altre persone e sul pianeta in generale".

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