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Green Pass, Università di Trieste lo chiede anche per esami online: il vero motivo

La spiegazione del Rettore dell'Università dopo la tanta discussa decisione a proposito di esami a distanza e Green pass

30 Agosto 2021

Green Pass, Università di Trieste lo chiede anche per esami online: il vero motivo

Fonte: Instagram @unitrieste

Il Green pass, ormai purtroppo si sa, diventa obbligatorio anche in scuole e università. Dal prossimo 1 settembre infatti migliaia di maestri, professori, addetti al personale Ata, ma anche studenti dovranno presentare la certificazione verde digitale per accedere ai luoghi di studio e quindi, di fatto, sono costretti o a vaccinarsi contro il Covid o a presentare l'esito negativo di un tampone molecolare risalente alle ultime 24 ore. In questi giorni però sta facendo molto discutere l'ultima iniziativa promossa dall'Università di Trieste in merito al lasciapassare verde. Sembra infatti che il rettore, nel suo ultimo decreto ufficiale, obblighi anche chi svolge gli esami online a presentarlo. Ma quale follia è questa?

Green Pass, Università di Trieste lo chiede anche per gli esami online:

Secondo il decreto del 6 agosto scorso il Green pass è obbligatorio non solo per il personale scolastico, ma anche per gli studenti. A breve - dai primi di settembre - ripartiranno gli esami per gli universitari e, in particolare, il protocollo dell’Ateneo dell'Università di Trieste prevede che "in tutti i casi, sia che gli esami siano svolti in presenza o da remoto, gli studenti sono tenuti al possesso della certificazione o di analogo documento previsto dal presente protocollo". Quindi, stando a quanto si legge del decreto rettorale, il Green pass serve per i ragazzi che svolgono esami in aula, ma anche per quelli che li svolgono da casa. Quindi chi si vaccina può finalmente tornare in università mentre chi decide di non farlo è costretto a stare a casa? Qual è la verità? A fare chiarezza è il rettore stesso.

"Le nostre regole sono state mal interpretate", spiega al Corriere della Sera Roberto Di Lenarda, medico e rettore dell'Università di Trieste dopo le tante polemiche. "Abbiamo sempre scelto la strada della massima prudenza in questo anno e mezzo. E infatti siamo una delle Università che ha tenuto aperto di più. Abbiamo avuto soltanto 3 casi tra gli studenti dentro l’Ateneo. Per questo - continua - abbiamo deciso di preparare il nostro protocollo per l’autunno per tempo, anche se siamo ancora in attesa che il decreto del 6 agosto venga spiegato e specificato da un Dpcm che non arriverà purtroppo prima della conversione in legge, il mese prossimo".

"Noi - continua - non possiamo far finta che non esista l’obbligo per gli studenti universitari di avere il Green pass: l’obbligo serve per spingere gli studenti a vaccinarsi, non per garantire ai No-vax di stare a casa e fare gli esami a distanza, che sappiamo, ci hanno salvato lo scorso anno ma non sono la stessa cosa degli esami in presenza. Sarebbe stato più facile abolirli del tutto, li abbiamo mantenuti, ma soltanto per chi veramente non può venire in Ateneo", aggiunge. 

Infine però, il dottor Roberto Di Lenarda, sembra ammettere che non sarà facile stare dietro a migliaia di studenti che ogni giorno si recano in Università . "Non riusciamo a controllarli tutti", confessa ancora al Corriere della Sera. "Faremo invece controlli sui professori all’ingresso, visto che il 90 per cento è vaccinato (contro il Covid, ndr) e altri hanno il Green pass per pregressa malattia. Si tratta di verificare una quarantina di situazioni, al massimo su 700 persone", conclude infine.
 

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