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Green Pass Italia, i controlli dei ristoratori "poliziotti" solo in caso di norme violate

La specifica del Viminale in materia di ristoranti e controlli: sì al controllo del documento di identità, ma solo in un caso specifico

11 Agosto 2021

Green Pass

Fonte: Twitter

In Italia conviviamo con le nuove misure del Green Pass obbligatorio solo da qualche giorno, eppure è già il caos tra i no-vax che scendono in piazza e i ristoratori riconvertiti "poliziotti" dal giorno alla notte che non sanno che pesci prendere. I dubbi principali rimangono proprio nel determinare chi ha il dovere di effettuare il controllo del certificato digitale Covid all'ingresso nei ristoranti e nei luoghi al chiuso previsti dal nuovo Dcpm. Le parole del ministro degli Interni Luciana Lamorgese hanno per ora fatto solo confusione ed ecco che arriva una specifica da parte del Viminale in materia di controlli e green pass.

Green Pass Italia, i ristoratori possono controllare il documento d'identità

Controlli sì, controlli no. Nessuno si raccapezza più, soprattutto tra i ristoratori, che nel giro di una settimana si sono dovuti adattare alla nuova situazione di controlli del certificato verde digitale Covid e hanno aggiunto il controllo del pass alle loro mansioni. Tra chi ritiene la misura del green pass obbligatorio incostituzionale, c'è chi si è interrogato in questi giorni circa la legittimità del poter richiedere i documenti a un cittadino senza essere un membro delle forze dell'ordine. Come, infatti, si può verificare la veridicità del green pass ogni volta che si va al ristorante, contando i diversi casi di truffe del certificato verde che sono già in circolazione? E a chi spetta controllarlo? Non solo, considerate le ingenti multe che sono associate a chi non si presenta munito di green pass nei luoghi previsti dalla legge, ma anche per i ristoratori e gestori di locali al chiuso che non dovessero effettuare le opportune verifiche, è normale che da parte degli imprenditori italiani ci sia grande preoccupazione e si vogliano risposte chiare.

Risposte che fino a questo momento, nella baraonda da nuovo Dcpm, non sono ancora state date e che sono risultate confuse dopo le dubbie dichiarazioni del ministro Lamorgese. Ecco quindi arrivare una specifica da parte del Viminale sul ruolo dei gestori: potranno verificare l'identità del cliente insieme al green pass solo nel caso vi sia un dubbio sulla legittimità di quest'ultimo. 

Green Pass Italia, sì ai controlli dei ristoratori per evitare multe

Ristoratori e gestori non possono tirarsi indietro. Spetta a loro il controllo del green pass. Sulla verifica del documento d'identità però, potranno effettuarla solo qualora sorga il sospetto di incongruenza dei dati con il certificato verde digitale. Questo il chiarimento del Viminale in materia di controlli sul green pass in Italia. Secondo quanto si legge nella circolare, la richiesta del documento d'identità da parte dei ristoratori "ha natura discrezionale ed è rivolta a garantire il legittimo possesso della certificazione medesima. Tale verifica si renderà comunque necessaria nei casi di abuso o elusione delle norme, come, ad esempio, quando appaia manifesta l'incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione".

La circolare firmata dal capo di Gabinetto Bruno Frattasi fornisce inoltre indicazioni mirate sul procedimento di verifica, così da dare linee guida più consistenti a chi controlla. ''Riguardo al possesso delle certificazioni verdi e al loro utilizzo occorre precisare che le vigenti disposizioni individuano due diverse successive fasi. La prima consiste nella verifica del possesso della certificazione verde da parte dei soggetti che intendono accedere alle attività per le quali essa prescritta. Tale prima verifica ricorre in ogni caso e proprio in ragione di ciò è configurata come un vero e proprio obbligo a carico dei soggetti ad essa deputati". Prima fase, controllo del possesso. Per la seconda invece, entrano in gioco i "ristoratori poliziotti". ''La seconda fase'', spiega la circolare, ''consiste nella dimostrazione da parte del soggetto intestatario della certificazione verde della propria identità personale mediante l'esibizione di un documento d'identità''. Non una verifica obbligatoria dunque, ma uno strumento di protezione in più a discrezione dei gestori, che dovranno comunque aggiungere questo increscioso compito alla già complessa situazione in cui si trovano da mesi.

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