Esce nelle librerie francesi “Monaco interdit. Main basse sur la Principauté”. Il libro è scritto da Claude Palmero, ex contabile del Principe Alberto sugli scandali finanziari del Principato
Nel libro, Palmero ripercorre i progetti immobiliari più importanti degli ultimi anni ma racconta anche i suoi stati d’animo e le sue sensazioni prima e dopo il licenziamento a causa delle accuse mosse nei confronti della famiglia principesca
Principe Alberto di Monaco alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Esce nelle librerie francesi (e su internet) “Monaco interdit. Main basse sur la Principauté”. Il libro è scritto da Claude Palmero, ex contabile del Principe Alberto di Monaco sugli scandali finanziari del Principato
Il Principato di Monaco trema per l’uscita del libro sugli scandali finanziari riportati nel libro di Claude Palmero “Montecarlo proibita”. E’ un atto di accusa dell’ex contabile storico del patrimonio dei Principi, che ha svolto per 23 anni anni, e prima di lui suo padre. Ma cosa è successo veramente e perché è scoppiata questa querelle tutta monegasca? Innanzitutto il libro non è in vendita a Monaco, ma solo nelle librerie francesi e on line. La frase che compare sulla quarta di copertina di “Monaco interdit. Main basse sur la Principauté”, pubblicato in Francia dall’editore Nouveau monde, colpisce quasi subito il lettore. Perché il libro non può essere acquistato nelle librerie del Principato? Basta leggere il nome dell’autore per comprendere il motivo. Il libro è stato scritto da Claude Palmero, l’uomo che fino al 6 giugno 2023 era uno stretto consigliere del principe Alberto II di Monaco e che da quel giorno è stato licenziato e accusato di aver infamato la famiglia Grimaldi. Dopo il licenziamento, Palmero non resta in silenzio e decide di contrattaccare e di denunciare per diffamazione lo stesso principe Alberto II. Che si oppone invocando l’immunità concessa ai capo di Stato. Il 4 febbraio, però, il tribunale di Nanterre, in Francia, ha emesso un’ordinanza in cui il principe può essere citato in giudizio da Palmero. Il libro è un atto d’accusa che mira dritto verso Alberto II e dunque non stupisce che l’editore abbia deciso di non diffonderlo nel territorio monegasco, dove in questi giorni le librerie traboccano invece di copie dell’ultimo libro di Charlotte Casiraghi, “La felure”. Il libro di Palmero racconta la sua verità sulla sua storia e sugli anni trascorsi al servizio prima di Ranieri III poi di Alberto II, fino all’esito finale e alla battaglia per far valere i suoi diritti e ripristinare l’onore macchiato dal suo licenziamento. Al centro c’è il “Monacogate” una storia di quattrini e di colpi bassi, di avidità e di vendette mosse dal colossale business dell’immobiliare, l’oro nero di Montecarlo. “Da un lato, interessi molto potenti nel settore immobiliare, licenze a costruire rilasciate da deroghe del tutto discutibili. Dall’altro, cittadini che non ambiscono a intrigare per raccogliere le briciole lasciate dai potenti e non hanno il potere di concedere alcun permesso o autorizzazione. Quindi, da una parte coloro che operano in un’attività in cui la corruzione è ricercata, dall’altra coloro che non vi operano. A Monaco si lasciano tranquilli i primi (tra i quali si annidano normalmente corruttori e corrotti), mentre si perseguitano i secondi”. Il Monacogate è cominciato alla fine del 2021, quando su un sito ospitato dalla piattaforma Substack sono stati pubblicati decine di documenti hackerati dalla posta elettronica di alcuni componenti dell’entourage di Alberto II e denominati “Les Dossiers du Rocher”. Sottotitolo: “Fughe di notizie e documenti su politici e imprenditori corrotti a Monaco”. Gli obiettivi di questa campagna di veleni erano i quattro membri del “cerchio magico” di Alberto II: il suo capo di gabinetto Laurent Anselmi, il suo avvocato e amico d’infanzia Thierry Lacoste, il presidente del Tribunale supremo Didier Linotte e Claude Palmero. Il gruppo veniva definito con l’appellativo di “G4” o di “Gruppo dei quattro” e veniva accusato di aver tramato per condizionare i grandi appalti pubblici del Principato. L’ex amministratore dei beni dei Grimaldi è stato da allora fermato e interrogato più volte dalla polizia monegasca ma ancora oggi non è mai stato incriminato. “Per più di vent’anni – dice – ho lavorato nella più totale discrezione. Il silenzio era parte integrante della mia funzione. Ma dopo la mia brutale estromissione nel 2023 e la serie di attacchi giudiziari e mediatici di cui sono stato oggetto, ho ritenuto che questo silenzio non fosse più sostenibile. Questo libro mira a ristabilire i fatti, a difendere l’onore, ma soprattutto a far luce sul funzionamento di un sistema Palmero ha cercato di cambiare dall’interno”. E aggiunge: “Questo libro non è né un regolamento di conti, né un pamphlet. È una testimonianza documentata sugli abusi e le disfunzioni del potere monegasco, sul ruolo centrale del settore immobiliare nell’economia del Paese e sui meccanismi di opacità e di chiusura che ostacolano il prestigio del Principato. Racconto anche cosa succede quando si cerca di introdurre maggiore trasparenza ed equità in un sistema che, in qualche modo, chiude gli occhi sulla corruzione endemica”. È soprattutto una testimonianza e un racconto personale, spiega Palmero, ma “al di là della mia storia personale, si tratta di una riflessione più ampia sulla concentrazione del potere, l’assenza di contrappesi e i rischi che questa situazione unica in Europa comporta per l’interesse generale”. L’ex gestore del principe racconta nel libro perché ha deciso di scrivere e di svelare alcuni aspetti della Montecarlo proibita: “Sono stato leale finché ho esercitato le mie funzioni, nel rispetto del quadro che mi era stato imposto. Gli attacchi deleteri, infamanti e ripetuti da parte del Palazzo a partire dal giugno 2023 mi hanno di fatto liberato dal mio obbligo di riservatezza. Oggi si tratta di esercitare un diritto fondamentale: quello di esprimermi per ristabilire i fatti e difendere il mio onore, quello di denunciare pratiche condannabili e contrarie all’interesse generale e alla reputazione del Paese”. Solo “un’autentica trasparenza e il pieno ripristino dello Stato di diritto potranno riparare il Principato, che purtroppo ha perso il filo conduttore della visione promossa dal Principe al momento della sua ascesa al trono nel 2005. Oggi, il Principe farebbe bene a riprendere la sua visione di un tempo, in cui io credevo cosi come molti monegaschi”, chiosa Palmero. Scrivere questo libro – aggiunge – non è stata una decisione facile. “Ma alla fine ho capito che tacere avrebbe significato accettare una narrazione inventata e ingiusta che ha assunto la forma di una menzogna di Stato. Questo libro è quindi una presa di posizione ponderata. Il mio desiderio è più semplice, è che il Principato evolva verso una maggiore trasparenza, con contrappesi e regole chiare, a beneficio di tutti coloro che vi vivono e vi lavorano. Se questo libro potrà contribuire ad aprire un dibattito sereno e costruttivo sulla necessità di una trasformazione positiva del Principato, allora avrà raggiunto uno dei suoi obiettivi.
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