05 Febbraio 2026
Nuove immagini riaccendono i riflettori sulla morte del finanziere nel carcere di New York, la cui modalità è ritenuta ancora sospetta da molti. Gli scatti, diffusi tra i documenti appena rilasciati dal Dipartimento di Giustizia Usa, mostrano il corpo subito dopo il ritrovamento in cella. Illustrano anche il tentativo di rianimazione da parte dei paramedici, gli indumenti del carcere che indossava Jeffrey, steso a torso nudo su un lettino, le manette ai polsi, i lividi e il cappio arancione.
Le fotografie fanno parte di un vastissimo archivio reso pubblico negli ultimi giorni. Ritraggono Jeffrey Epstein a torso nudo, con indosso i pantaloni arancioni dei detenuti, riverso sul pavimento della cella del Metropolitan Correctional Center di New York. Sul collo è visbile un’ecchimosi sanguinolenta, mentre il volto presenta un colorito livido compatibile con la morte per asfissia. In alcune immagini si nota la mandibola legata, una procedura post mortem utilizzata per mantenere la bocca chiusa dopo il decesso. Il cappio, ricavato da un lenzuolo, è presente tra le immagini. Secondo quanto riportato nei documenti, le foto sarebbero state scattate circa venti minuti dopo il ritrovamento del corpo, quando i tentativi di rianimazione erano ormai risultati inutili. Nel fascicolo ufficiale la morte viene classificata come "suicidio di un detenuto", una dicitura che ha accompagnato l’intera ricostruzione giudiziaria del caso.
Epstein è morto il 10 agosto 2019 mentre era in attesa di processo con accuse pesantissime legate al traffico sessuale di minorenni. La versione ufficiale parla di suicidio per impiccagione avvenuto nelle prime ore del mattino, con il finanziere trovato intorno alle 6.30 con un cappio al collo. Tuttavia, sin dall’inizio, la vicenda è stata segnata da una lunga serie di anomalie. Le indagini hanno accertato gravi falle nel sistema di sorveglianza. Le guardie avrebbero dovuto controllare la cella ogni trenta minuti, ma quella notte i controlli si sarebbero interrotti per circa tre ore, con registri successivamente compilati in modo irregolare. Nonostante un precedente episodio classificato come tentativo di suicidio, Epstein era stato lasciato senza compagno di cella proprio il giorno prima della morte. A ciò si sono aggiunti problemi tecnici alle telecamere di sorveglianza, che non avrebbero fornito immagini utili dell’accaduto. Ulteriori dubbi sono nati dai risultati dell’autopsia. Oltre ai segni dell’asfissia, furono riscontrate fratture a diverse ossa del collo, compreso l’osso ioide. Alcuni esperti forensi hanno ritenuto tali lesioni più compatibili con uno strangolamento che con un’impiccagione, alimentando l’idea che Epstein potesse essere stato ucciso per impedirgli di testimoniare. Nonostante ciò, le indagini successive del Dipartimento di Giustizia e dell’FBI, concluse tra il 2023 e il 2025, hanno ribadito l’assenza di prove concrete di un omicidio.
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