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Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Torino: alla scoperta del nuovo polo museale dedicato alla fotografia e alla videoarte

Michele Coppola al Giornale d’Italia: “Le Gallerie d’Italia sono un museo unico con caratura internazionale che ha quattro ingressi: Vicenza, Napoli, Milano e presto Torino. I nostri musei dimostrano come l’assunzione di responsabilità del privato possa divenire commitment, progettualità, impegno e azione”

Di J. Muller

20 Luglio 2021

Agli inizi di ottobre dello scorso anno, in una Milano duramente provata dai colpi della pandemia, alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo in Piazza Scala inaugurava una mostra fotografica curata da Mario Calabresi che fortemente dialogava con questi tempi difficili:  “MA NOI RICOSTRUIREMO. La Milano bombardata del 1943 nell'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo”.

I settanta scatti scelti dal curatore raccontavano bene la tragedia e la rinascita, l’afflizione e il desiderio coraggioso di farcela, ad ogni costo.  (fig.2 e 3)

Il materiale fotografico che in quell’occasione si esponeva al pubblico proviene dall’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo, ricchissimo giacimento di circa sette milioni di fotografie analogiche, per lo più in bianco e nero, di cronaca, politica, costume, società, cultura, sport, paesaggio e architettura, realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Novanta del Novecento in Italia e all’estero, sia dagli operatori della celebre agenzia italiana di fotogiornalismo, sia da fotografi o da altre agenzie che si avvalevano della Publifoto per la distribuzione.

La ricchissima messe di documenti fotografici custoditi negli Archivi della Banca troverà presto una casa: in Piazza San Carlo a Torino sorgerà infatti, entro la primavera del 2022, la quarta sede delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo. (fig.4)

Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Torino, il progetto di Michele de Lucchi tra passato e futuro

Una cattedrale ipogea “illuminata dall’alto”  dedicata alla fotografia e alla videoarte: il museo progettato da Michele de Lucchi si estenderà per 9 mila metri quadrati di superficie, molti dei quali sotterranei. 

“In Piazza San Carlo a Torino non si celebra il Culto della Diversità come è invece regola della nostra epoca. La piazza è il palazzo stesso o meglio i palazzi stessi sono la piazza perché tutti si presentano con la stessa facciata e non si mettono in evidenza con fantasie di frontoni e decorazioni architettoniche. La piazza è un ambiente scenografico predisposto per l’incontro e raffigura l’epoca alla quale appartiene. Oggi la cultura del liberalismo e la valorizzazione delle singole personalità richiedono evidenze, distinzioni e unicità”, aveva spiegato l’architetto in occasione della presentazione al pubblico del progetto.

Prevista infatti la realizzazione di una nuova facciata per le Gallerie d’Italia, anche se non verrà modificato  il ritmo delle finestrature e dei portici. Il progetto presume un grande spazio di attraversamento, che collegherà piazza San Carlo con via XX settembre e via Santa Teresa e su cui si affacceranno le Gallerie. 

La caffetteria San Carlo sarà inoltre ristrutturata, mentre su via Santa Teresa sorgerà il Museum Shop con una grande vetrata.

Grande novità però sarà l’intervento interno, annunciato da uno “scalone monumentale che non sale nei palazzi rinascimentali al piano nobile ma scende sotto, sotto la crosta del pianeta, in luoghi altrettanti carichi di straordinarietà e suggestione quanto quelli dei piani superiori”. (fig.5-6)

Se gli interventi ai piani superiori saranno ‘delicati’ e mireranno al dialogo con il preesistente, assolutamente innovativo sarà quindi l’intervento sotterraneo dedicato agli ‘spazi del presente’, luogo pulsante del Museo dove i linguaggi più squisitamente contemporanei della videoarte e della fotografia troveranno la loro massima espressione. Nello specifico l’ex caveau ospiterà una sala multimediale, mentre la galleria fotografica si snoderà nei sotterranei per ben 70 metri .

Intesa Sanpaolo e le Gallerie d’Italia

Il Covid-19 non ha frenato il proseguire inarrestabile dei lavori di costruzione, (fig.7) che saranno ultimati entro la primavera del 2022. Questo cantiere pulsante nel cuore della città di Torino, unito a quello di Napoli in Via Toledo dove sorgeranno le nuove Gallerie partenopee, non può che materializzare quell’idea di ricostruzione e rinascita culturale che abbiamo carpito dalla mostra milanese e che ci auguriamo per il nostro paese.

E’ evidente come Intesa Sanpaolo, attraverso il Progetto Cultura, intenda accompagnare ancora l’Italia in anni salienti,  ergendosi a testimone di un processo storico non solo economico ma anche intellettuale, artistico e sociale.

Come sottolinea Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e Direttore delle Gallerie d'Italia, al Giornale d’Italia: “Il Professor Bazoli quando scelse di chiamare i musei della Banca ‘le Gallerie d’Italia’ probabilmente aveva chiaro sin da subito quanto l'identità dei nostri musei fosse in qualche modo legata alla storia del paese, alla condivisione delle collezioni, dei progetti, dei programmi..” 

Tutto ebbe inizio a Vicenza (fig.8)  dove, come sottolineato appunto Giovanni Bazoli, Presidente emerito di Intesa Sanpaolo in occasione della conferenza stampa di presentazione della mostra "Vedere l'invisibile", già si presagiva l’animo culturale della Banca: 

"La città di Vicenza e il Palazzo Leoni Montanari sono intimamente legati alle radici storiche della Banca, così come la collezione delle icone russe che qui sono custodite. Esse provengono da un'acquisizione con la quale evitammo la loro dispersione". 

 "Per me l'acquisto di questa collezione e la sua installazione in Palazzo Leoni Montanari segna l'avvio e la prima dimostrazione dell'impostazione che la nostra Banca ha oggi, ovvero quella di credere a un modello imprenditoriale basato non solo sul profitto ma anche sulla responsabilità sociale”.


L’acquisizione delle celebri icone russe di Palazzo Leoni Montanari  (fig.9) rappresentano dunque l’avvio verso quel legame profondo tra la Banca e il patrimonio storico artistico del paese.

Nel maggio del 1999 il palazzo barocco diviene infatti la prima sede delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, ospitando inizialmente la collezione permanente di pittura veneta del Settecento insieme alle antiche e emblematiche  icone. Il piano nobile del  seicentesco  Palazzo Zevallos Stigliano nel cuore di Napoli, casa tra l’altro dell’ultimo Caravaggio de Il Martirio di sant'Orsola, diventa invece sede delle Gallerie d’Italia dal 2007, instaurando un forte dialogo con la città partenopea. (fig.10-11)

Infine Milano, dove Palazzo Brentani e Palazzo Anguissola Antona Traversi formano il polo museale delle Gallerie di Piazza Scala dal 3 novembre 2011. (fig.12)

Le collezioni permanenti saranno presto affiancate da mostre temporanee che riscuotono un grande successo di pubblico e di critica, basti pensare al recente allestimento a Milano di Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna. (fig.13)

Di valorizzazione del patrimonio, rinascita e futuro abbiamo parlato con il Direttore delle Gallerie d’Italia Michele Coppola che ci ha idealmente accompagnato alla scoperta delle nuove sedi di Torino e Napoli. 

Michele Coppola, Intesa Sanpaolo: "Gallerie d'Italia a Torino, uno dei progetti italiani più suggestivi degli ultimi anni". L'intervista con Il Giornale d'Italia

VIDEO-Michele Coppola (Intesa Sanpaolo):"Gallerie d'Italia a Torino, uno dei progetti italiani più suggestivi degli ultimi anni"

"Credo che il progetto di rinnovamento di Piazza San Carlo dell’Architetto De Lucchi sia uno dei più suggestivi negli ultimi anni in Italia. Lo inaugureremo nei primi mesi del 2022  e sarà  una sorpresa. Una sorpresa legata alla valorizzazione di ambienti un poco più conosciuti come le Sale del Piano Nobile e le Sale di Rappresentanza, ma soprattutto per la trasformazione della parte sotterranea: una manica lunga 70 metri, un caveau trasformato che diverrà probabilmente una delle sale multimediali più grandi di Italia"

"Credo che la logica sia quella di immaginare un contenitore eccezionale anche per la sua posizione ma che avrà un elemento distintivo assolutamente di primo piano” aggiunge. Le Gallerie d’Italia di Torino saranno  infatti concepite come un vero ponte tra arte e sociale:  “Sarà un luogo volto ad amplificare  i messaggi che decideremo di  affrontare attraverso la fotografia. Tra i temi il climate change, il rapporto uomo-ambiente, l’economia circolare, le riflessioni sul sociale e sull’economia.  Attraverso l’estetica della fotografia intendiamo aprire un dibattito con queste grandi esposizioni”.

Per quanto riguarda il cantiere napoletano Coppola ha spiegato: "Napoli è una città che ha dialogato tantissimo con le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo. Il tema degli spazi è stata la ragione per cui abbiamo deciso di lasciare Palazzo Zevallos Stigliano per l’ex sede del Banco di Napoli in Via Toledo.  Facendo un investimento significativo abbiamo triplicato la superficie e aumentato le aule dedicate alle attività laboratoriali con le scuole. Le Nuove Gallerie d’Italia di Napoli vogliono essere una sorta di compendio del Progetto Cultura della Banca, con le collezioni di proprietà e con le mostre temporanee".

"Le Gallerie d’Italia sono un museo unico e nazionale con caratura internazionale che ha quattro ingressi: Vicenza, Napoli, Milano e presto Torino. Un impegno esplicito e iconico che la banca rinnova quotidianamente con programmi di studio, ricerca e valorizzazione della propria collezione e  condivisione di programmi e progetti con altre realtà".

"I nostri musei sono la testimonianza di quanto quella che un tempo veniva chiamata assunzione di responsabilità civile di un'impresa privata, possa divenire commitment, progettualità, impegno e azione", conclude.

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