Venerdì, 30 Luglio 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, i depositi aprono al pubblico

Da sabato 24 luglio, i depositi saranno aperti al pubblico con visite guidate settimanali per tutto il periodo estivo. Alla scoperta della Vespa da Record, del biciclo di Lallement, del supercomputer Cray e della strumentazione laboratorio di Giulio Natta

19 Luglio 2021

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia presenta una nuova offerta culturale educativa rivolta al pubblico rendendo per la prima volta accessibili le sue Collezioni di Studio. Il progetto, che avrà in futuro un andamento progressivo, è iniziato prima del 2020 e ha portato alla riorganizzazione dei depositi ubicati nel Padiglione Aeronavale, al fine di trasformarli in aree fruibili al pubblico.

A partire dal 24 luglio e per tutto il periodo estivo fino al 28 agosto, saranno prenotabili visite guidate per piccoli gruppi che potranno accedere ai depositi ogni sabato alle ore 11.30. Con questa iniziativa, il Museo vuole sensibilizzare le persone alla tutela e valorizzazione di beni rappresentativi della storia della scienza e della tecnologia.

 L’Italia è infatti un paese con un patrimonio scientifico e tecnologico proveniente dal mondo della ricerca, dell’industria, delle istituzioni della scuola e da singoli cittadini - di epoca antica, moderna e contemporanea -, molto rilevante e diffuso su tutto il territorio ma non ancora interamente censito. In particolare, i materiali relativi al secondo Novecento sono quelli più rischio di dispersione a causa dello straordinario sviluppo tecnico-scientifico e alla rapida obsolescenza degli strumenti e dei macchinari, ma anche a causa della difficoltà intrinseca a riconoscere lo status di patrimonio culturale a questa eredità da parte degli stessi produttori. Per questo il Museo è impegnato quotidianamente nella conservazione del patrimonio culturale con la missione di tramandarlo alle future generazioni.

Come in ogni museo, non tutti gli oggetti che fanno del patrimonio sono però accessibili al pubblico: su 19.000 beni totali del Museo, ne sono esposti 2.700. I depositi sono infatti spazi vitali di sviluppo, che conservano gran parte delle collezioni raccolte e si portano dietro un sapere immateriale di storie, conoscenze, gesti ed esperienze.

Il percorso proposto per le prime giornate di apertura si articola attraverso collezioni non esposte da tempo e singoli beni con caratteristiche estremamente differenti tra loro: oggetti impiegati per sport e diletto, strumenti di ricerca scientifica provenienti da contesti d’eccezione, oggetti quotidiani di epoche passate, antenati di tecnologie che popolano le nostre case oppure apparati tecnici normalmente visibili solo agli addetti ai lavori e highlights della storia della tecnica famosi nel mondo. La Vespa da Record, il biciclo di Lallement, il supercomputer Cray o la strumentazione laboratorio di Giulio Natta sono solo alcuni tra i beni conservati nei depositi del Museo.

Museo della Scienza, Fiorenzo Galli: "I visitatori sono un 30% in più rispetto alle stime"

VIDEO-Museo della Scienza, Fiorenzo Galli: "I visitatori sono un 30% in più rispetto alle stime"

“Questo è uno dei tanti progetti legati a questo periodo di chiusure obbligate e condizioni particolari che tutti conosciamo". Così a Il Giornale d'Italia Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, in occasione della presentazione del progetto Collezioni di Studio.

"Questo è un progetto a cui tengo particolarmente perché permette di andare a visitare dei luoghi che altrimenti sarebbero inesplorati e particolarmente affascinanti, come i depositi di un museo che, come tutti i musei, espone il 15% dei propri beni. Inoltre, questo rende possibile lo studio di questi oggetti da parte dei nostri curatori. Il progetto si chiama “Collezioni di studio” proprio perché lentamente e inesorabilmente gli oggetti vengono restaurati, messi in condizione di essere conosciuti, tante volte uno dei nostri compiti è proprio quello di salvaguardare da distruzione strumentazione di ricerca, produzione industriale, realizzazione di servizi, dal punto di vista meccanico ma anche da quello archivistico, che altrimenti andrebbero perduti ma tante volte spiegano passaggi di paradigma che nella storia e nella crescita della nostra società sono davvero importanti.

E’ un progetto che nasce con la collaborazione dell’assessore Stefano Bruno Galli che ha compreso la valenza di questo progetto, indirizzato da un lato alla tutela e alla salvaguardia, dall’altro alla fruizione di questi beni da parte del pubblico. Il nostro territorio, come sappiamo, è molto ricco di beni e tradizioni sia dal punto di vista della ricerca sia dal punto di vista della produzione artigiana e industriale.

In proiezione verso la fine dell’anno i visitatori che avevamo stimato sono un 30% in più della realtà. Il museo è un luogo molto sicuro perché abbiamo delle regole che rispettiamo dal punto di vista della fruibilità e degli spazi. Pur essendo un museo enorme, parliamo di 50mila m2, entrano 45 persone ogni 30 minuti. Nonostante questo, il contingentamento è non solo rispettato ma ci sarebbe la possibilità di fare di più. C’è una fase anche un po’ educativa dal punto di vista di frequentazione dei luoghi di cultura anche dal punto di vista dei comportamenti”, conclude

Iezzi, Museo della Scienza: "Rinnoviamo spazi e percorsi espositivi"

VIDEO-Iezzi, Museo Leonardo da Vinci: "Rinnoviamo spazi e percorsi espositivi"

"Collezioni di studi è un'area che è stata pensata per lo studio e la ricerca di oggetti scientifici. La novità è che lo apriamo a tutti, quindi è stato ripensato per far si che le guide possano entrare in questi spazi e raccontare cosa conserviamo in museo", spiega Marco Iezzi, Curatore Trasporti e Responsabile Depositi del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci.

"La visita che proporremo quest'estate è divisa in sette tappe dove incontreremo sette oggetti. Ci auguriamo di svelare così la realtà nella quale lavoriamo quotidianamente. Si entrerà vedendo una Vespa che non ricorda affatto lo scooter che abbiamo presente. Da lì si passa a uno dei primi tricicli della storia. Poi ci spostiamo in un'altra area dove vedremo oggetti più piccoli come le prime macchine fotografiche, le prime aspirapolveri della Folletto e infine incontreremo il bancone sul quale lavorò Giulio Natta e che lo portò in qualche modo al Premio Nobel" 

"L'obiettivo è continuare a evolvere: questo spazio cambierà molto nei prossimi mesi, cambieranno i percorsi e la proposta al pubblico sarà costantemente rinnovata".

Museo della Scienza: la visita ai depositi

L’esperienza di visita guidata ai depositi è molto diversa ma altrettanto affascinante perché permette di vedere migliaia di oggetti diversi nel loro insieme all’interno di un luogo inusuale e suggestivo, a differenza di pochi oggetti selezionati per il racconto di un’esposizione. A partire dagli oggetti selezionati, e attraverso gli spazi e gli arredi, si esploreranno quindi tutte le diverse anime dei depositi: luogo di soglia, in cui gli oggetti entrano come parte del patrimonio collettivo e da cui, in questa stessa veste, escono per attività di valorizzazione; luogo di conservazione, non un semplice spazio di stoccaggio ma un contesto in cui le opere sono periodicamente supervisionate e dove vengono mantenute in sicurezza nel tempo, a beneficio delle generazioni attuali e future; luogo di studio, in cui esperti ed appassionati hanno la possibilità avvicinarsi agli oggetti per motivi di ricerca; e naturalmente luogo di scoperta, in cui godere del patrimonio conservato dal Museo soffermandosi sulla dimensione storica e sui processi e i percorsi di costruzione della memoria collettiva.

 Il progetto Collezioni di studio è parte di una più ampia strategia finalizzata a massimizzare l’accessibilità del patrimonio storico del Museo e riguarda alcuni spazi di deposito ubicati nel Padiglione Aeronavale. Grazie al contributo di Regione Lombardia, questi spazi sono stati oggetto di un intenso programma di lavori architettonici e impiantistici, realizzati durante i periodi di lockdown, fondamentali sotto il profilo della conservazione preventiva, della sicurezza e della fruibilità dei beni e degli spazi.

“La vasta campagna di riordino archivistico del patrimonio storico del Museo della Scienza e Tecnologia può contare sul sostegno concreto, consapevole e determinato di Regione Lombardia. L’inaugurazione del progetto Collezioni di Studio è il frutto di un lungo lavoro realizzato per rendere accessibili e fruibili crescenti porzioni dei beni documentali conservati nei depositi. È altresì la dimostrazione che nemmeno nel periodo più difficile per la cultura – per effetto dell’emergenza pandemica – si sia smesso di progettare la ripartenza con creatività e lungimiranza. Il Museo non poteva escogitare modo migliore per festeggiare il ritorno alla cultura in presenza. Solo facendo leva sull’attrattività si può infatti riportare sempre più pubblico a frequentare i luoghi e gli istituti della cultura. E l’attrattività poggia essenzialmente sulla valorizzazione intelligente del proprio patrimonio. Rivolgo al Museo Scienza e Tecnologia un sincero in bocca al lupo!”, aggiunge Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia.

 La campagna di riordino progressivo, tutt’ora in corso, è stata orientata non solo da criteri logistici ed esigenze tecniche ma anche dall’obiettivo di sviluppare percorsi tematici per valorizzare la varietà delle collezioni attualmente non esposte, e far conoscere dinamiche vitali dell’istituzione museale, essenziali rispetto al suo significato e al suo rapporto con la società.

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x