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Benedetto Croce

Arazzi Animalier, inaugura la mostra di Michele Tombolini al Salotto di Milano

Al Salotto di Milano la Cris Contini Contemporary presenta "Arazzi Animalier", la personale di Michele Tombolini: una riflessione social pop dell'umano

24 Giugno 2021

"Michele Tombolini è un artista che colpisce al cuore e allo stomaco", esordisce Vera Agosti nella sua prefazione al catalogo della mostra "Arazzi Animalier", aperta al pubblico dal 24 giugno al 18 luglio al Salotto di Milano, dal titolo "ali di farfalla", che ben esprime l'indole dell'artista veneto.

Tombolini non esita a celebrare la libertà artistica e spirituale come fine ultimo dell'uomo, spesso intrappolato tra i lacci di una società rappresentata nelle sue accezioni più violente e meschine. Lo sfruttamento della prostituzione minorile, la questione dei migranti, la censura, la violenza sulle donne sono tematiche che l'artista social pop affronta in questa mostra dai forti contrasti simbolici attraverso un connubio facinoroso tra animale e umano. 

Tra le opere che compongono la schiera di queste simboliche metamorfosi pop colpisce “La Mamma è sacra”, un corpo femminile tatuato con testa di una mucca; L’animale è qui simbolo di maternità, della madre che dà la vita e nutre con il proprio latte la prole assumendo una connotazione sacra e religiosa. 

Più attuale l'opera “Il vaccinato”, un corpo maschile in giacca e cravatta con testa di pecora; il richiamo è all’immunità di gregge tanto agognata. Altamente emblematica anche "La vigilante", un corpo di donna con la testa di un gufo. La donna osserva, guarda, vigila. L'artista vuole qui rappresentare la nostra società, dove le persone vivono nel lusso e nel proprio piccolo mondo di superficialità rappresentato dall’ovale centrale, giudicando il fare altrui senza guardare sé stessi e senza vedere il reale mondo fiorito che li circonda.

"Memorie" è invece un'opera che imprime molte suggestioni, dove una donna elefante pare lasciarsi alle spalle un mondo orientaleggiante proiettandosi verso il futuro. Un futuro incerto ma aperto, possibile. Come suggerisce ancora Vera Agosti

Gli arazzi diventano tele senza tempo su cui raccontare queste storie attraverso avventurosi collage materici dai colori brillanti, tessendo nel caos contemporaneo la compostezza della tradizione tessile veneziana e una umanistica fede nelle possibilità del progresso sociale

Guarda qui l'intervista con l'artista

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