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Gallerie d'Italia, Milano: al via la mostra 'Painting is Back. Anni Ottanta, la pittura in Italia'

Il Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli: "Tornare a credere nella volontà di rinascita del nostro paese"

Di Carola Desimio

01 Giugno 2021

Le Gallerie d’Italia-Piazza Scala, museo di Intesa Sanpaolo a Milano, presentano dal 2 giugno al 3 ottobre 2021 la mostra ‘Painting is back. Anni Ottanta, la pittura in Italia’.

Partendo da un titolo che è già un paradosso – Painting is back – poiché la pittura in Italia in realtà non è mai tramontata, ad oltre un quarantennio da quei polimorfi e vitali anni Ottanta, la mostra propone una prima indagine sui protagonisti di quel decennio, che hanno provocatoriamente inteso la pittura come capacità felice e rapace di dipingere il mondo delle immagini con una vitalità nuova e che, da subito, ebbero una visibilità internazionale ed una fama quasi tracimante. La mostra è dedicata al pubblico delle nuove generazioni e procede per affondi, certamente non esaustivi ma rivelatori, della trasversalità vissuta dagli artisti in quegli anni.

Gallerie d'Italia di Milano, al via Painting is Back. Il Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli: "Tornare a credere nella volontà di rinascita del nostro paese"

Il Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli afferma a Il Giornale d'Italia: “L’idea che noi abbiamo avuto di dedicare in modo particolare questa mostra ai giovani, come segno di fiducia e vitalità in un momento in cui c’è bisogno di tornare a credere nella volontà di rinascita del nostro paese, non so se questo messaggio sarà colto da loro. Mi pare però di poter rispondere affermativamente. Questi quadri danno un segno di grande fiducia nella possibilità di trovare il modo di credere nuovamente nella vita, nella ripresa della vita e nel superamento di quel periodo caratterizzato dal decennio precedente gli anni 80, più basato sulla figura e sull’aspetto concettuale e quindi in qualche modo più complicato, più tormentato. Ci auguriamo che questa idea, attraverso le espressioni degli anni 80, serva anche ai giovani per ritrovare slancio e voglia di impegnarsi per il futuro”, conclude

Intesa Sanpaolo, Michele Coppola: "Ripartiamo dalla cultura" 


 
"Dovevamo aprire la mostra ad aprile 2020 ma la pandemia ha impedito l'apertura", sottolinea Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e Direttore delle Gallerie d'Italia, confessando: "L'emozione oggi è evidente, abbiamo lavorato molto a questa inaugurazione".

"C'è un aspetto estremamente significativo da sottolineare, vale a dire la disponibilità dei prestatori, dei musei, dei collezionisti che ci hanno permesso di inaugurare una grande mostra, che è anche un segnale di ripartenza dedicato alla pittura italiana a cominciare dagli anni ottanta", ha detto il Direttore.

Intesa Sanpaolo anche in questo periodo complesso è fedele alla sua volontà di essere una banca d'impatto, mantenendo alta l'attenzione ai temi sociali e culturali. Come sottolinea Coppola: "Il progetto cultura della Banca credo sia un riferimento al quale guardare quando si parla della relazione tra pubblico e privato. Questo si deve a un'impresa profittevole guidata da leadership illuminate che hanno inteso pienamente l'importanza di promuovere arte e cultura, sostenendo quindi un comparto estremamente strategico del nostro paese".

Gallerie d'Italia riapre a Milano con Painting is Back, Luca Massimo Barbero: "Una mostra dedicata alle nuove generazioni"

Il curatore della mostra Luca Massimo Barbero ha affermato a Il Giornale d'Italia: "Gallerie d’Italia riapre a Milano con una mostra sulla pittura degli anni 80. Una sorta di segno felice non solo del ritorno della pittura, perché la pittura in Italia non è mai morta, ma riapre con una mostra dedicata alle nuove generazioni. L’idea, per la prima volta, è di poter vedere gli artisti che, come scrisse il New York Times, in qualche modo furono ovunque in quegli anni 80. E’ un messaggio non solo di nuova pittura, piena di energia, di poesia e di edonismo, ma anche di grande concettualità. Ma rappresenta soprattutto un momento di riapertura per la felicità tradizionale d’avanguardia che la pittura porta con sé e soprattutto con la possibilità di vedere riuniti per la prima volta i capolavori di quelle generazioni.

Il titolo è doppiamente paradossale, Painting is back parla del ritorno della pittura ed è una sorta di gioco che vogliamo fare con il pubblico. E’ in inglese perché sono gli stranieri come sempre, gli inglesi e gli americani, ad accorgersi del trionfo della pittura italiana degli anni 80. La pittura in Italia non è mai morta, è il rinnovo della pittura. Basti pensare che questa mostra, oltre ai grandi gruppi come la Transavanguardia e gli artisti notissimi, ci sono anche i grandi maestri degli anni 60, Schifano alle mie spalle è un esempio. Ma anche tantissimi altri, che entrano negli anni 80 con una rinnovata e straordinaria energia".

Gallerie d'Italia, il Vicedirettore Morale: "Fare cultura in modo innovativo"

A margine della conferenza stampa di presentazione della mostra "Painting is back" alle Gallerie d’Italia-Piazza Scala, museo di Intesa Sanpaolo a Milano, Giovanni Morale, Vice direttore delle Gallerie d'Italia, ha spiegato:"Una retrospettiva di un periodo relativamente recente, nella quale l'Italia e Milano sono un po' il centro. E' una mostra colorata e caleidoscopica: insieme alla pittura anche la grande moda milanese, la danza, gli intellettuali degli anni ottanta per ripercorrere quella Milano da bere della quale a volte si ha un po' di nostalgia, attraverso un filtro e uno spirito critico assolutamente nuovo. Le Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo a Piazza Scala con questa mostra sulla contemporaneità testimoniano non solo il fare cultura, ma il fare cultura in modo innovativo", conclude Morale.
 

Gallerie d'Italia, Milano: apre domani la mostra 'Painting is Back. Anni Ottanta, la pittura in Italia'

Commentando la storica mostra berlinese Zeitgeist, nel dicembre del 1982, il “New York Times” nota come “the Italians […] turn up everywhere” (“Gli Italiani […] sono dappertutto”), un commento sagace che testimonia l’energia internazionale condivisa dagli artisti italiani in quegli anni, nonché la loro forza dirompente rispetto a un sistema che comincia a definirsi come globale.

Questo non solo per i nomi più ricorrenti nella memoria, legati alla fama della Transavanguardia lanciata, quasi con modalità da manifesto avanguardista, da Achille Bonito Oliva dalle pagine di “Flash Art” (La Trans[1]avanguardia italiana, 1979), ma anche per artisti che si muovono in continuità con la generazione precedente, come Mario Schifano, presente con grandi tele, inedite e singolari, dai colori quasi tanto disperati quanto pirotecnici, o Salvo con i suoi paesaggi fatti di rovine mai così vitali e palpitanti, e ancora Franco Angeli, qui ricordato con un Notturno romano (1985-1988) di quasi due metri in omaggio alla sua città o alla vitalità degli echi dal sapore antropologico e multietnico di Aldo Mondino. I decenni durano pochissimo, nascono e si esauriscono culturalmente con largo anticipo rispetto alle date ufficiali: questa mostra prende avvio con opere fra 1977 e 1980, lavori sorprendenti poiché germinali, di Gino De Dominicis, Luigi Ontani e Mimmo Paladino ad attestare una libertà creativa che affonda le proprie radici nella tradizione visiva italiana e, senza complessi, se ne fa interprete anche attraverso il disegno, il supporto fotografico sino alla riproposizione di una monumentale video-istallazione del 1984, IL NUOTATORE (va troppo spesso ad Heidelberg), di Studio Azzurro.

Gli Anni Ottanta non più intesi come un’ortodossia di movimenti ma come la ricostruzione di un dialogo aperto tra i protagonisti dell’epoca, dove si ritrovano autori come Mario Merz, maestro della riscoperta dei grandi miti dell’umanità o Carol Rama con una pittura visionaria e sensibile legata alla propria soggettività. Si confronteranno opere fondamentali di Sandro Chia come il Pittore del 1978 e, nello sviluppo della mostra in una sorta di controcanto, dipinti di Mimmo Germanà insieme ad Ernesto Tatafiore. Francesco Clemente presenta opere storiche come il Senza titolo del 1980 della Collezione Intesa Sanpaolo; mentre nel volgere di questi anni Nicola De Maria affronta la pittura murale e i grandi temi poetici che si affiancano alle irriverenti e giocose composizioni di Aldo Spoldi e al percorso articolato di Enzo Cucchi, che apre idealmente la mostra con Le stimmate (1980). Personalità differenti, in dialogo fin da quegli anni fianco a fianco nelle grandi mostre internazionali; dalla Biennale di Venezia a Documenta di Kassel o in mostre che hanno segnato la storia dell’arte a partire dagli anni Settanta, come Europa79 a Stoccarda (1979), A New Spirit in Painting alla Royal Academy di Londra (1981) e Zeitgeist a Berlino (1982).

Va ricordato, in questo frangente, come gli Anni Ottanta assistano alla nascita di un nuovo “sistema dell’arte” che unisce le grandi gallerie di New York, Colonia, Zurigo alle gallerie delle città italiane come Modena, Napoli, Milano o Torino in un tessuto italiano particolarmente vitale ed attivo, anche nella sua provincia. Con dei contraltari di natura trasversale, di quel milieu legato alle grandi sperimentazioni e alla cultura “altra” milanese, la mostra dà conto anche del rientro in Italia di protagonisti di quegli anni come Mimmo Rotella o Valerio Adami o di quella figura di grande intellettuale, traduttore, critico che fu Emilio Tadini. Ad Enrico Baj la mostra dedica un’intera sala costruita su quattro rari dipinti di collezione Intesa Sanpaolo, realizzati tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che accompagnano il visitatore in una maturazione del linguaggio pittorico e del meccanismo creativo dell’artista, per condurlo poi allo spettacolare Il mondo delle idee: una tela di 19 metri di lunghezza, dipinta a spray, quasi un graffito contemporaneo eseguito nel 1983 e oggi di sorprendente attualità. Contemporaneamente alla mostra verrà pubblicato e distribuito un numero speciale della rivista “Flash Art”, che in nuova veste riunirà articoli, interviste, documenti legati agli artisti in mostra e che restituirà la ricchezza critica di quegli anni Ottanta di cui come rivista fu uno degli strumenti fondamentali della cultura artistica italiana internazionale.

Il volume che accompagna la mostra intende raccogliere la temperie culturale di quegli anni: uno strumento di lettura rivolto ancora una volta alle nuove generazioni, un viaggio visivo ancora prima che critico dove, le immagini delle opere esposte, alcuni confronti iconografici parlanti e i documenti storici precedono il saggio del curatore Luca Massimo Barbero, con gli interventi di Cristina Beltrami, Michele Bonuomo, Maria Luisa Frisa, Chiara Mari, Luca Scarlini e di Studio Azzurro per uno spaccato sulla vitalità, non solo delle arti visive, ma anche dei nuovi media, del mondo della moda, della creatività e del teatro. Edizioni Gallerie d’Italia | Skira.

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