06 Marzo 2026
Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato Snam, in occasione della conferenza stampa per la Presentazione dei risultati finanziari 2025 e Piano Strategico 2026-2030, ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia in cui ha illustrato le linee di crescita del gruppo e gli investimenti da 14 miliardi di euro destinati a infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas.
Quali sono le linee di business e i driver di crescita del nuovo piano strategico?
Il piano strategico di Snam, che abbiamo presentato per il periodo 2026-2030, si basa sul concetto di integrazione energetica. In questi anni si è parlato molto di transizione energetica, forse anche troppo. Spesso se ne è discusso in termini alternativi: il fossile contro le rinnovabili, l’elettricità contro il gas. Noi non crediamo che questo sia un approccio corretto. Gli eventi lo dimostrano chiaramente: la polarizzazione non paga mai.
Abbiamo visto ciò che è successo in Spagna, abbiamo visto ciò che è accaduto in Germania, e anche le crisi che abbiamo vissuto in passato sono sempre state crisi legate a un’eccessiva polarizzazione.
Noi riteniamo che, in un mondo in cui cresce l’elettrificazione e aumenta il contributo delle rinnovabili, sia necessario avere anche qualcosa che stabilizzi il sistema. Solo dall’integrazione di questi vettori può nascere un sistema resiliente e diversificato.
E la diversificazione è un elemento di fondamentale importanza. In questi giorni stiamo affrontando l’ennesima crisi su tematiche energetiche, che potremo risolvere solo ed esclusivamente grazie al nostro assetto diversificato.
Una percentuale del gas, circa il 10% su base annua, arriva dal Qatar e passa attraverso lo Stretto di Hormuz, risultando quindi, se vogliamo, esposta alla crisi attualmente in corso in quell’area. Potremo uscire da questa crisi solo grazie alle infrastrutture diversificate che Snam possiede e che deve continuare a sviluppare anche per il futuro
Oggi si è parlato di investimenti per quanto riguarda trasporto, stoccaggio. A quanto ammontano questi investimenti e con quale criterio verranno distribuiti?
Abbiamo previsto 14 miliardi di euro di investimenti nell’orizzonte del piano, destinati al rafforzamento delle nostre infrastrutture di trasporto e di stoccaggio. Le infrastrutture di stoccaggio devono essere mantenute e manutenute nel lungo periodo, anche perché già oggi abbiamo quasi il 98% degli stoccaggi nazionali.
Per quanto riguarda invece le infrastrutture di trasporto, sono previsti nuovi investimenti che dovranno essere realizzati. Il più importante è il completamento della Linea Adriatica, una sorta di spina dorsale del sistema italiano, che serve a spostare il gas da sud verso nord, aumentando di 10 miliardi di metri cubi la capacità di trasporto. A questi interventi si aggiunge anche il progetto di metanizzazione della Sardegna
E con quali criteri verranno distribuiti questi finanziamenti?
Verranno investiti parallelamente in funzione dei track progettuali che abbiamo.
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