06 Marzo 2026
Leonardo Maria del Vecchio sx; Francesco Milleri, Ceo di EssilorLuxottica
Leonardo Maria Del Vecchio accelera per il controllo della holding, puntando a rilevare il 25% delle quote in mano ai fratelli Luca e Paola. L’operazione, finalizzata a blindare la governance deve però fare i conti anche con il nodo di Rocco Basilico, la cui posizione azionaria è ritenuta dal giovane manager prematura rispetto alle reali volontà del fondatore.
Dopo un quadriennio di paralisi e successivamente alla scomparsa di Leonardo Del Vecchio, la cassaforte che custodisce l'eredità di Leonardo Del Vecchio si avvia verso una metamorfosi. Non si tratta solo di una successione, ma di un riassetto industriale che vede il figlio trentenne, attuale Chief Strategy Officer di EssilorLuxottica, pronto a trasformarsi nel perno centrale della holding che conta circa 56 miliardi di euro di patrimonio netto. Attraverso il Financial Times, il giovane erede ha tracciato il perimetro di un’operazione che punta a disinnescare le liti familiari per dare stabilità a un portafoglio che spazia dalle banche alle assicurazioni.
L'obiettivo sarebbe quello di triplicare la propria quota portandola al 37,5% rilevando le partecipazioni dei fratelli Luca e Paola (ciascuna pari al 12,5%). Per farlo, Leonardo Maria non intende intaccare il patrimonio personale, ma punta su un’operazione di leveraged buyout sostenuta da un consorzio bancario internazionale. La scommessa è chiara: il debito verrà ripagato dalla redditività stessa del gruppo. "Siamo vicini a concordare un prezzo", ha rivelato, sottolineando l'intenzione di "chiudere le questioni ancora aperte sull’eredità di mio padre ed eseguire la sua volontà, che è incarnata da ciò che sta facendo Francesco Milleri".
"EssilorLuxottica è il nostro gioiello della corona e non vogliamo mai essere diluiti; Delfin deve avere liquidità per finanziare un aumento di capitale un giorno, se mai dovesse essere necessario", ha sottolineato Del Vecchio jr. Per far quadrare i conti, il piano prevede di attingere alle riserve accumulate, stimabili in circa 7 miliardi di euro, che potrebbero alimentare cedole straordinarie e una nuova politica di distribuzione superiore al miliardo l'anno.
Oltre alle cifre, la partita si gioca sul piano degli equilibri interni e dei legami di sangue, messi alla prova da anni di frizioni legali. Lo statuto attuale, che richiede una maggioranza qualificata per le decisioni sui dividendi, ha finora agito da freno, rendendo necessario il consolidamento delle quote per poter governare. Leonardo Maria ha però ribadito: "Non intendo fare una mossa di potere… voglio ricostruire la fiducia dopo quattro anni di dispute".
Il patrimonio di Leonardo Del Vecchio è stato diviso tra i suoi figli, la vedova Nicoletta Zampillo e il figlio di quest'ultima, Rocco Basilico (nato dal precedente matrimonio della Zampillo con l'erede della famiglia Basilico, ma legato da un rapporto molto stretto con il fondatore). Agli occhi di Leonardo Maria, il trasferimento di quote a Rocco Basilico, potrebbe risultare prematuro rispetto ai desideri del padre. "Mio padre aveva previsto che quella quota andasse a Rocco solo alla morte di nostra madre", ha precisato, ribadendo che la sua è una ricerca di equità piuttosto che un atto di ostilità. La chiusura del manager trentenne suona come una promessa di rigore istituzionale: "Voglio solo che le cose siano giuste. Non voglio giocare con l’eredità di mio padre".
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