23 Marzo 2026
"Una cosa dev'essere ricordata: siamo in guerra. Abbiamo una battaglia storica contro il diavolo, contro questo capo del diavolo, che deve essere sconfitto". Non si ferma, nella sua propaganda bellicista, il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, intervenuto durante la visita al quartiere popolare di Arad colpito, lo scorso sabato 21 Marzo, da un missile iraniano da mezza tonnellata. Parlando ai presenti e ai microfoni dei giornalisti, Ben Gvir ha rilanciato l'importanza di una "battaglia storica" di "liberazione" dal "capo del diavolo", l'Iran, ricordando ai presenti di "essere in guerra" e di dover "continuare a colpire duramente" per "vincere" contro chi "cerca di farci male".
La visita di Ben Gvir ad Arad a sud di Israele - dove l'impatto missilistico iraniano ha provocato la distruzione di 20 condomini e il ferimento di 115 persone (di cui 70 bambini) - non sarà ricordato solo per il tentativo del ministro di strumentalizzare la distruzione battendo il pugno sulla campagna bellica. "Siamo in guerra, dobbiamo continuare a combattere per vincere. (...) Non ci fermeremo, e continueremo finché il diavolo non sarà sconfitto". Ma anche per la protesta urlata da una donna israeliana contro Ben Gvir, incolpandolo della responsabilità per la distruzione occorsa. "Nazista ebreo. Tu porti solo la morte. Non c’è niente da fare qui – lascia la mia città" ha urlato la donna come testimoniano alcuni video ripresi durante la scena.
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