22 Marzo 2026
Il presidente brasiliano Lula lancia un commento duro contro l’ONU, denunciando l'operato e l'inerzia ormai strutturale dell' apparato davanti ai conflitti globali. Nel suo intervento, il leader brasiliano mette in discussione l’efficacia del Consiglio di Sicurezza e il ruolo delle grandi potenze, soprattutto i 5 membri permanenti Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti, sostenendo che l’attuale sistema internazionale non sia più in grado di garantire pace e stabilità.
Lula parla apertamente di fallimento e lo fa con parole che segnano una presa di posizione netta contro l’operato delle Nazioni Unite. "Ciò a cui stiamo assistendo nel mondo è il fallimento totale e assoluto delle Nazioni Unite nel loro funzionamento" afferma, indicando una crisi profonda dell’istituzione nata per prevenire i conflitti. Nel mirino c’è soprattutto il Consiglio di Sicurezza. "Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU e i suoi membri permanenti sono stati creati per cercare di mantenere la pace. E sono proprio loro che stanno scatenando guerre" sostiene, ribaltando la funzione stessa dell’organismo. Il presidente brasiliano insiste sulla necessità di un cambiamento radicale. "Quando l'ONU convocherà una riunione straordinaria per decidere quale sia il ruolo dei membri del Consiglio di Sicurezza" si chiede, sollevando il tema della rappresentanza e della riforma di un sistema ritenuto ormai superato.
Al centro del discorso c’è anche la denuncia delle disuguaglianze tra Stati. "Quando agiremo per impedire ai paesi più potenti di pensare di possedere i paesi più deboli" afferma, criticando apertamente gli equilibri di forza che, secondo Lula, condizionano le decisioni globali. Il riferimento ai conflitti è diretto. "Non sono state in grado di risolvere il problema nella Striscia di Gaza, in Iraq, in Libia, in Ucraina e in Iran" dice, elencando le crisi che continuano senza una soluzione diplomatica efficace.
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